RICORDANDO LA "GMG" DI RIO...

RITAGLI     «Vivere la "fede", e curare l’"uomo"»     DOCUMENTI

Don Falabretti, della "Pastorale Giovanile" della "Cei":
«Messaggi "forti", che i ragazzi Italiani si portano a "casa"».

Don Michele Falabretti, Direttore del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile Italiana!

Dal 22 al 28 Luglio 2013: XXVII Giornata Mondiale della Gioventù, a Rio de Janeiro, in Brasile... La folla dei giovani, in ascolto della Santa Messa, celebrata da Papa Francesco, sulla spiaggia di Copacabana!

Dal nostro inviato a Rio de Janeiro, Matteo Liut
("Avvenire", 31/7/’13)

In Brasile, i giovani Italiani hanno raccolto «un forte appello, a vivere una fede che non sia intimistica e chiusa in se stessa, ma che sia in grado di prendersi cura del mondo»... In questo appello, secondo Don Michele Falabretti, Direttore del "Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile", della "Cei", sta il cuore dell’esperienza, vissuta dai Pellegrini, che hanno preso parte alla "Gmg" di Rio de Janeiro!

Com’è andata, questa "esperienza"?

È andata molto bene, fin dalle esperienze Missionarie, nelle diverse Diocesi del Brasile, che sono state molto intense, soprattutto grazie alla calorosa accoglienza ricevuta! È incredibile come molte persone, anche se spesso in situazioni molto vicine alla miseria, si siano fatte in quattro, per far sentire a casa i nostri ragazzi. Questa accoglienza ha creato degli ottimi presupposti, per permettere ai Pellegrini Italiani di capire che tipo di Chiesa si sono trovati davanti, qui in Brasile!

E, che tipo di "Chiesa", hanno trovato?

Una Chiesa sicuramente più calda, nelle sue manifestazioni esteriori, con Celebrazioni caratterizzate da canti, balli e movimento! Qui, le persone sono più espansive, e questo si riflette nel modo di vivere la Religiosità, che ha radici Popolari, ed è profondamente legata alle Devozioni. Tutte caratteristiche presenti anche nella Vita Liturgica delle Parrocchie urbane, della grande Metropoli di Rio!

Che tipo di "esperienza", hanno vissuto, i giovani, nei giorni della "Gmg", in "città"?

Le Giornate di Rio, sono state davvero molto belle! La città è enorme, e noi fatichiamo a comprendere la grandezza degli spazi, anche se in realtà saltano agli occhi anche le contraddizioni forti di questo luogo così complesso, dove enormi palazzi moderni convivono con le caotiche e difficili "Favelas", con tutte le implicazioni sociali che questo comporta. Eppure, per molti aspetti, questa città ha affascinato i Pellegrini Italiani: basti pensare alla novità di una "Gmg", vissuta praticamente tutta in riva al mare, dove si è radunato un numero incredibile di persone. Va aggiunto che, questi giorni, hanno contribuito a creare un legame speciale, e forte, con Papa Francesco!

E, la "pioggia", non ha rovinato l’"entusiasmo"?

Sì, la pioggia ha creato qualche difficoltà, e messo alla prova i Pellegrini! Ma i ragazzi sanno andare molto oltre questi ostacoli, e non si sono persi d’animo. E, appena è uscito il sole, si sono dimenticati del tutto i disagi provocati dalla pioggia!

È vero che, l’"accoglienza" nelle "famiglie", ha fatto la "differenza"?

Certo! Grazie alla generosità di molti fedeli delle Parrocchie della città, moltissimi giovani hanno potuto dormire in un letto, e non con il sacco a pelo, a terra. I nostri Pellegrini sono stati accolti come amici, nelle case di Rio, e questo ha fatto di sicuro la differenza!

Dei momenti principali, della "Gmg" di Rio, cosa ha colpito di più, i ragazzi Italiani?

So che le Celebrazioni centrali della "Gmg" sono piaciute molto, anche perché sono state caratterizzate da uno stile vicino alla sensibilità "Carioca", con musiche, colori e scenografie... Anche qui, gli Italiani hanno apprezzato un modo particolare, e diverso, di vivere la fede!

E, tra i "temi" toccati dal Papa, c’è qualcuno che spicca, per "importanza"?

Direi che i giovani sono rimasti colpiti da un’immagine particolare, quella dell’allenamento, che il Papa ha applicato alla vita di fede! E, poi, tutte le parole legate alla dimensione della tenerezza, della cura, dell’accompagnamento, della condivisione delle «Croci» della vita... In genere, dei poveri e degli emarginati abbiamo paura e, invece, alla "Gmg" di Rio, i ragazzi hanno raccolto il forte invito a prendersi cura dell’uomo, di tutti gli uomini, nella storia. L’immagine della spiaggia di Copacabana affollata, ai piedi della città, infatti, secondo me, è il simbolo della Chiesa, che vuole rimanere in mezzo agli uomini, nei luoghi in cui essi vivono!

Che "percorsi", di "Pastorale Giovanile", partono da "Rio 2013"?

Percorsi tesi a spendere, nella vita di tutti i giorni, la ricchezza ricevuta in Brasile... Un mandato, che provoca anche le Comunità locali, e gli adulti: spero, infatti, che i ragazzi siano in grado di far fruttare la "Gmg", ma spero anche che essi trovino Comunità capaci di accoglierli e accompagnarli, non lasciando che la "Gmg" rimanga un episodio, ma diventi quotidianità!