Le "contraddizoni" del Brasile, le "opere" degli "Italiani"

RITAGLI     Il "credito" di "carità",     DOCUMENTI
che serve ai "Nord" e "Sud" dell’"umano"

Il Sindaco di Rio de Janeiro consegna, a Papa Francesco, le chiavi della città!

La gioia dei giovani Brasiliani, che attendono di conoscere il Papa, in arrivo per la "Gmg"... Francesco, con la Bandiera Argentina, davanti alla Cattedrale di Rio!

Matteo Liut
("Avvenire", 4/8/’13)

Oltre l’Equatore, il sole batte a Nord, e le ombre si proiettano a Sud: l’economia è trainata dal Sud, e arranca a Nord; gli abitanti delle regioni Meridionali guardano, con diffidenza e sfiducia, i loro compatrioti del Nord... Questo schema, alla rovescia, è applicabile anche al Brasile, i cui maggiori centri economici e finanziari si trovano nelle grandi città del Sud!
Ma, in realtà, ciò che salta ancora di più agli occhi, in questo Paese, è che, di fatto, Nord e Sud convivono gomito a gomito, mescolandosi senza mai integrarsi, sfiorandosi senza mai toccarsi. Non si tratta, ovviamente, di un Nord e di un Sud geografico, ma di due «punti cardinali dell’umano», che tracciano una sorta di mappa delle disparità, delle ingiustizie, dove «sopra» – al Nord, per noi – sta chi ha infinite possibilità per sé, e «sotto» – quello che, per il mondo
Occidentale, viene accostato al Sud – sta chi di possibilità non ne ha mai avuta alcuna... E, allora, c’è un grosso debito, che nessuno può ignorare, e che interpella la coscienza di «tutti i Nord» del mondo! Un debito che, come un filo rosso, ha attraversato i secoli, intessendo le maglie di una storia, spesso fatta di dominatori e di dominati. Nel nostro mondo globalizzato, nessuno può sentirsi esentato dalla responsabilità di questo debito: anche i Paesi, come l’Italia, che non sono saliti sul carro dei colonizzatori. Perché, in fondo, i Nord e i Sud vivono nelle stesse città, spesso nella stessa via, in Italia come in Brasile – dove il fenomeno è solo più evidente. Questa dinamica, probabilmente, ha radici antropologiche forti, ben piantate nella natura umana, ma può essere governata, mutata, stravolta... Ecco perché, l’appello Evangelico a prendersi cura degli ultimi, continuamente rimesso in primo piano da Papa Francesco, con le parole e i gesti del suo Viaggio in Brasile, non è semplice invito all’elemosina, ma chiave di volta per sorreggere un nuovo ordine sociale. In Brasile, ciò che salta agli occhi, sono le forti contraddizioni: una potenza economica, che non riesce a garantire i servizi essenziali. In numerose città, la violenza è all’ordine del giorno, tanto da spingere Diocesi ed Enti Pubblici a lanciare Campagne contro lo sterminio – perché, questo, è – dei giovani. La piaga della droga rende i bimbi dipendenti dalle sostanze chimiche, quando non orfani. Gli abusi in famiglia sono un fenomeno diffusissimo, soprattutto dove la povertà è più profonda!
Poi, si svolta l’angolo, si entra magari in angusti cortili, o case dimesse, si varca la soglia di una
Chiesa, o di un Ospedale, e si trova la luce: come tante piccole sorgenti di speranza, il Brasile è costellato di opere, progetti, attività, a favore degli ultimi... Spesso, sono l’unico baluardo di umanità, che diffondono il profumo dell’amore, e cambiano il corso di numerosissime vite spezzate! Poi, ancora, la sorpresa: molte volte, ad alimentare queste luci, sono nostri connazionali. Qui, infatti, non è vero che gli Italiani sono solo turisti, e poco rispettosi! Non si contano, infatti, i Religiosi e i Sacerdoti Italiani, attivi in Brasile da decenni: impossibile fare un bilancio delle opere che, anche se tutte Brasiliane, hanno le loro radici in Italia. Non è nemmeno immaginabile fare un elenco di tutti gli Italiani che, oggi, continuano ancora a spendere la loro vita per il Brasile. Dalla coppia di sposi, che vivono la genitorialità, lavorando ogni giorno in un Scuola, che accoglie centinaia di bambini, fino al giovane Volontario, impegnato in un Progetto, a favore dei «Favelados»... Dal Prete, che dona speranza ai bimbi di strada, fino alla Suora, che accompagna nel loro Calvario i detenuti! Un vero Popolo, insomma, che potrebbe avere in Marcello Candia, ma non solo, il suo Patrono!
Allora, forse, possiamo dire che l’Italia, in effetti, sta davvero saldando quel debito verso i Sud, di tutti i Sud... Un debito, che il lavoro quotidiano di migliaia di persone sta trasformando in un rapporto di condivisione e crescita comune, arricchendo quel credito di carità, che rimane l’unico vero faro, in grado di guidarci verso un futuro migliore!