La "Riflessione Domenicale" del Papa in una "Parrocchia Romana"

RITAGLI     La "sapienza" del "Cristiano"     DOCUMENTI
e quell'antico "errore"

L'abbraccio di Papa Benedetto XVI ci conduce alla vita vera, quella illuminata dalla fede...

Giacomo Samek Lodovici
("Avvenire", 14/12/’10)

Domenica il Papa ha visitato la "Parrocchia Romana" dedicata a San Massimiliano Kolbe, che morì in un "Lager Nazista" offrendo la sua vita per salvare quella di un padre di famiglia. Il "Vangelo" del giorno riproponeva la domanda di Giovanni il Battista a Gesù: "Sei tu colui che deve venire, o dobbiamo aspettare un altro?". È una domanda che risuona per l’uomo di ogni tempo, a cui le Ideologie totalitarie e molte Ideologie utopiche hanno cercato di rispondere proponendo se stesse: "Sono venuti tanti Profeti, Ideologi e Dittatori, che hanno detto [di Cristo]: ‘Non è lui! Non ha cambiato il mondo! Siamo noi!’".
Così, queste Ideologie hanno eretto i loro Imperi, hanno imposto le loro Dittature, hanno creato i loro Totalitarismi, hanno cambiato il mondo, ma in peggio, lasciando infine macerie, distruzione, cataste di centinaia di milioni di morti e un grande senso di vuoto in coloro che erano stati illusi dalle loro false promesse.
In effetti, sono (almeno) due i grandi e catastrofici errori di queste Ideologie.
Il primo (di cui parla a lungo l’Enciclica
"Spe salvi") è credere e promettere di poter realizzare il Paradiso in terra, la Gerusalemme mondana, la società perfetta, di poter generare l’uomo nuovo, l’uomo redento dal male, dal limite, dalla finitezza, quando invece il Paradiso può essere solo "ultra-terreno" e Celeste e può giungere solo per Grazia, per un Dono Divino. È l’errore tipico di una mentalità molto antica – che varie volte si ripresenta nella storia – , quella "gnostica", quella cioè che pretende di poter abolire il limite dall’esistenza umana storica, per di più con le sole forze dell’uomo, per esempio mediante la Scienza o la rivoluzione "politico-sociale". Certo, il "Cristiano" deve impegnarsi con vigore ed energia per migliorare il mondo e per combattere l’ingiustizia; ma con la consapevolezza che la redenzione del mondo non è in suo potere, bensì è donata dall’Alto. Così, noi, istruiti dalla storia, di nuovo "dobbiamo [...] chiedere a Cristo: ‘Sei tu?’. Il Signore, nel modo silenzioso che gli è proprio, risponde: ‘Vedete cosa ho fatto io! Non ho fatto una rivoluzione cruenta, non ho cambiato con forza il mondo, ma ho acceso tante luci!’". Dove? Nei cuori.
E qui veniamo al secondo grande errore delle Ideologie: pretendere di cambiare il mondo modificando solo le strutture sociali, quando invece il mondo si migliora in parte intervenendo su di esse, ma soprattutto promuovendo un cambiamento interiore, un cambiamento del cuore. Nella storia della Filosofia, Platone, Agostino e Vico (per esempio) hanno messo in rilevo che la storia umana è molto connessa all’interiorità di ogni singolo uomo, alla sua "virtù/malvagità" e all’interazione con gli altri che ne deriva. Insomma, "le buone strutture aiutano, ma da sole non bastano. L’uomo non può mai essere redento solo dall’esterno!" ("Spe salvi").
E, similmente: "Ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto. Sempre ci sarà solitudine. Sempre ci saranno anche situazioni di necessità materiale nelle quali è indispensabile un aiuto nella linea di un concreto amore per il prossimo!" (
"Deus caritas est").
Così, ciò che davvero ci redime è l’amore. In parte già quello umano, che si spinge a volte fino al sacrificio della vita come fece Padre Kolbe; ma pienamente e definitivamente solo quello Divino. Infatti, la salvezza la dobbiamo meritare proprio attraverso l’esercizio dell’amore e della fede, ma è impossibile raggiungerla senza la Grazia: "Senza di me, non potete fare nulla!" ("Gv 15, 4-5").