Il legame con la "Pace" sottolineato dal Papa

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Papa Benedetto XVI dona pace e benedizione, per tutti i cuori del mondo...

Giacomo Samek Lodovici
("Avvenire", 31/12/’10)

Il "Messaggio" del Papa per la "Giornata Mondiale della Pace 2011", ormai prossima, invita anche a riflettere sul nesso tra Cristianesimo, Famiglia e Fratellanza tra gli uomini. Da un lato, scrive Benedetto XVI, «l’Educazione Religiosa è strada privilegiata per abilitare le nuove generazioni a riconoscere nell’altro il proprio fratello e la propria sorella, con i quali camminare insieme e collaborare perché tutti si sentano membra vive di una stessa Famiglia umana, dalla quale nessuno deve essere escluso». Infatti, la Filosofia può arrivare a comprendere l’uguaglianza tra gli uomini (nel Mondo Antico ci arrivano, dopo secoli, i Filosofi Stoici), ma la Fratellanza Cristiana dice anche di una provenienza comune, equivale a un legame che comporta un coinvolgimento, una sollecitudine gli uni per gli altri, dice che nel mio bene è implicato, in una certa misura, anche il bene dell’altro. La Fratellanza universale Cristiana, il sentirsi membra della Famiglia umana, discende dal fatto di avere lo stesso Padre.
Alcune concezioni che parlano della natura come "madre" possono implicare una qualche fratellanza, ma in senso molto più debole rispetto al Cristianesimo, il cui Comandamento principale è quello dell’Amore: "Ama Dio con tutto il tuo cuore e il prossimo – che è tuo fratello – come te stesso!" (che, poi, alcuni Cristiani trasgrediscano questo Comandamento, non è colpa del Cristianesimo, bensì un tradimento nei suoi riguardi...).
D’altra parte, scrive ancora il Papa, la Famiglia è «la prima scuola di formazione e di crescita sociale, culturale, morale e Spirituale dei figli», è la prima scuola della Fraternità. E non solo se e quando i figli hanno dei fratelli con cui imparano a condividere le cose, l’attenzione dei genitori, eccetera: tutte esperienze che fanno loro percepire di non essere il centro dell’Universo. Ma anche quando i figli sono unici, perché la Famiglia è il grembo primario dell’agire "inter-soggettivo" benevolente. Infatti, in Famiglia – beninteso, se non è conflittuale o disgregata – al posto della legge "bronzea" del "do ut des", tipica delle relazioni economiche e professionali in genere, vige un Amore capace di gratuità, viene trasgredita la logica della prestazione e fiorisce quella del dono. Il bambino neonato è amato per se stesso e non per l’utilità che esso procura, e fa per la prima volta esperienza della gratuità dell’agire altrui. L’anziano è custodito e rispettato anche se non è più produttivo. Quando un famigliare si ammala non viene abbandonato. In una buona Famiglia ognuno è amato e accettato per quello che è, compresi i suoi limiti, e non per quello che fa, per ciò che produce o che possiede.
La Famiglia (sempre se non versa in una condizione patologica) è la sorgente della Fraternità e della Pace, proprio perché è un’intima comunione di vita e d’Amore e costituisce il luogo primario dell’umanizzazione della persona e quindi della società, è la culla dell’Amore. In questo senso, è la cellula fondamentale della società – come già dicono, sempre tra i Filosofi Antichi, per esempio, Aristotele e Cicerone. Come il Papa scriveva già nel
"Messaggio" per il "1° Gennaio 2008", nella Famiglia si "esperiscono" alcune componenti fondamentali della Pace: la giustizia e l’Amore tra i suoi membri, l’autorità non dispotica dei genitori, il servizio amorevole ai più deboli (piccoli, o malati o anziani), l’aiuto reciproco nelle necessità della vita, la disponibilità ad accogliere l’altro e a perdonarlo. Per questo, la Famiglia è la prima e insostituibile educatrice alla Pace, alla Fratellanza e all’Amore!