La "qualità" della "vita" va ben oltre un "super-orlogio"

RITAGLI     L’insignificante "precisione"     DOCUMENTI
del "cronometro spacca-secondi"

"A quale tempo dai peso, nello scorrere della tua vita?"...

Giuseppe O. Longo
("Avvenire", 18/3/’10)

In una "Lettera" del 21 Maggio 1955 alla vedova dell’amico Michele Besso, Einstein scriveva: «... Per noi che crediamo nella "fisica", la differenza tra "passato", "presente" e "futuro" è solo un’"illusione", per quanto ostinata».
Benché "illusorio", l’inesorabile potere del
"tempo" sconfisse anche il grande "fisico", che doveva morire di lì a un mese. È paradossale che proprio i "fisici", a lungo paladini della natura "ingannevole" dello scorrere del "tempo", si siano assunti il compito di "misurarlo" con precisione crescente.
Entità elusiva, il "tempo", tanto che nelle "Confessioni"
Sant’Agostino scrive: «Che cos’è dunque il "tempo"? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so più».
Inafferrabile, ma "misurabile": infatti si parla di anni, mesi, settimane, giorni, "unità" basate sui fenomeni "stagionali" e sul moto dei "corpi celesti". E poi, moltiplicando e dividendo, si parla di "lustri", secoli e millenni oppure di ore, minuti e secondi. Col "tempo", ai cicli della "natura" si sovrappongono molteplici attività "umane": non basta più osservare le fasi "lunari" e i tramonti, ma si deve ricorrere a "congegni" che scandiscano e sincronizzino le "multiformi" opere "economiche", "sociali" e "produttive".
Nascono così gli "strumenti" per misurare il "tempo", gli orologi: "clessidre",
"meridiane", candele che ardono consumando lo spazio fra tacche "equidistanti", recipienti che si riempiono d’acqua e periodicamente la scaricano... fino ad arrivare agli orologi "meccanici" regolati dalle oscillazioni dei "pendoli", agli orologi a "bilanciere", da tavolo, da tasca, da polso. E poi orologi "elettrici"ed "elettronici" fino ai precisissimi orologi "atomici", che segnano la separazione definitiva dai fenomeni "astronomici", di cui si riconosce la scarsa precisione.
Oggi veniamo a sapere che i "tecnici" del
"National Institute of Standards and Technology" di Boulder, Colorado, hanno costruito un "cronometro ottico" basato sull’oscillazione di un "atomo" di "alluminio-27" che ha una precisione doppia rispetto ai precedenti orologi "atomici" al "cesio". Per intenderci: l’orologio di Boulder, si dice, avrebbe potuto misurare la vita dell’"universo", che ebbe inizio 13,7 miliardi di anni fa (minuto più minuto meno), con un "errore" non superiore a 4 secondi.
Sono sgomento. Penso alla percezione "soggettiva" del "tempo": alcuni sono "puntuali" (si fa per dire, dopo le notizie dell’orologio "ottico" all’"alluminio"), altri sono "ritardatari" incalliti. Molte "società", specie nel "Sud" del "Mondo", sfuggono ancora all’organizzazione del "tempo" secondo "regole" ferree e universali, ma con l’avanzare della "globalizzazione" il tempo "quantitativo", lineare e "misurabile" dell’"economia" domina sempre più.
Il tempo "qualitativo", legato all’esperienza, alle relazioni "amicali" e "famigliari", allo svago e alle intime necessità dello "spirito", non ha invece bisogno di "cronometri", che anzi contribuiscono alla "nevrosi" e all’"ansia" della "società occidentale".
Oltre un certo limite, tutto diventa insignificante. Fuori dai "laboratori" e dai "musei", un orologio di precisione "infinita" è quasi totalmente "inutile".