LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     "SEI UNA SUORA, COSA SIGNIFICA?"     MISSIONE AMICIZIA

"La Luce di Gesù riflessa sul cuore dell'umanità: ecco il dono della Vocazione Missionaria!"...

"Giovani" che cercano, hanno tante "domande"... "riflesso" della loro "sete" di Dio!

SR. LORENA BRAMBILLA
("Missionarie dell’Immacolata", Dicembre 2010)

Perché sei vestita così? Qual è la tua Professione? Che cosa significa essere "Nun" ("Suora")? Domande che mi hanno rivolto più volte mentre mi trovavo a Londra per lo Studio della Lingua Inglese. A pormi questi interrogativi sono stati giovani Studenti provenienti da tutto il Mondo, incuriositi dalla mia presenza al "King Street College", una Scuola di Inglese per Stranieri nel centro di Londra. In particolare, mi hanno colpita due incontri!
Naho... Ventiduenne, Studentessa Universitaria
Giapponese, a Londra solo per qualche mese per perfezionare il suo Inglese. Ragazza vivace e allegra, all'apparenza estroversa e determinata. Entrata in Aula per seguire la Lezione, viene a sedersi di fianco a me. L'Insegnante ci propone un esercizio a coppie, ed ecco che inizia la mia conversazione con Naho! Da un livello generale, passiamo quasi subito a un livello più personale, e scopro che Naho è originaria di un Paesino vicino a Tokyo, studia Matematica all'Università e nel suo futuro vede solo la carriera, giornate sempre di corsa per riuscire a fare il suo lavoro con professionalità. Quando le dico di essere una Suora, lei non ne capisce il significato. Cerco allora di spiegarle, nel mio ridotto Inglese, che sono una donna di Religione Cattolica, che credo in un Dio che è amore e misericordia, e che ho scelto di appartenere intimamente a Lui. Non sembra però che Naho capisca, perché subito dopo mi chiede se sono fidanzata. Non mi arrendo e riprovo a spiegarle che non posso avere un fidanzato, il mio cuore è per Dio. Il suo volto diventa serio e mi dice che è impossibile decidere di non avere un "boy-friend"! Naho rimane comunque aperta, vuole capire... Continuiamo così a conversare, e alla fine Naho rimane incuriosita dalla mia scelta, ed attratta dalla possibilità di una vita che non si esaurisce solo in soddisfazioni materiali, ma che guarda verso un oltre che dona speranza!
Kader... Ragazzo Musulmano, originario dell'
Arabia Saudita. Lo incontro un pomeriggio, su invito del mio Professore di Inglese. Kader è una persona colta e il suo livello di Inglese è elevato, ma ciò non ci scoraggia e iniziamo a conversare. Mi chiede il significato dell'esistenza di donne Consacrate nel Cristianesimo, perché la donna Consacrata è una figura non presente nell'"Islam". Al momento gli rispondo che la Suora, professando i Voti di Povertà, di Castità e di Obbedienza, è chiamata a mettersi a servizio dei più poveri, ad annunciare il Vangelo a tutti e ad aiutare chi è nel bisogno. Ma mi accorgo che, rimanendo su un piano forse troppo sociale, almeno parzialmente, non rispondo in pienezza alla sua domanda: infatti Kader prontamente mi fa notare che potrei svolgere queste attività anche da sposata... È vero! Sono allora chiamata a passare a un livello più Teologico, partendo dalla Fede in Gesù, Figlio di Dio, mandato dal Padre fin dall'Eternità per la salvezza di ogni uomo, per "riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua Croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli" ("Col 1,20"). Spiego allora a Kader che sono chiamata a seguire Gesù, Povero, Casto e Obbediente, per essere segno Profetico dei beni futuri e testimone dell'amore di Dio per ogni uomo, attraverso l'appartenenza totale al Signore. Presenza che indica un oltre verso il quale dirigersi, un oltre che riempie la vita di amore vero, la comunione con Dio. Dialogare con Kader è piacevole, ma il tempo passa e lui deve andare a Lezione. Ci salutiamo, con l'impegno di rincontrarci e continuare nella ricerca della verità!
I volti di Naho e Kader sono ancora impressi nella mia mente e nel mio cuore... Auguro loro di continuare a cercare la verità che rende liberi! E grazie all'incontro con loro riscopro l'essenzialità della mia Vocazione, ossia l'importanza della relazione personale con Gesù Cristo e l'urgenza della Chiesa di vivere con sempre più passione la sua dimensione Missionaria "Ad Gentes". Una Chiesa chiamata a non avere paura di essere povera e, come ha detto il Santo Padre,
Benedetto XVI, durante il "Viaggio Apostolico" in Portogallo, "chiamata ad affrontare nuove sfide e pronta a dialogare con Culture e Religioni diverse, cercando di costruire insieme ad ogni persona la pacifica convivenza dei Popoli", perché, ancora oggi, "il Mondo attende Cristo, anche senza saperlo"!