IL PAPA IN BENIN

RITAGLI     «Ratzinger ha sempre avuto nel "cuore" l’Africa»     DOCUMENTI

Il "Missionario", P. Cornelio Del Zotto,
ricorda il "legame" con il "Continente" del "Pontefice",
conosciuto a Tubinga, quando fu suo "Allievo" in "Teologia".

Gioia ed entusiasmo, tra i fedeli Africani, incontrando Papa Benedetto XVI, durante la Santa Messa, nello Stadio dell'Amicizia, a Cotonou, in Benin...

Lorenzo Fazzini
("Avvenire", 22/11/’11)

«Se potessi parlare di nuovo con lui adesso, gli direi: "Grazie, Santo Padre, di essere venuto di nuovo in Africa! Questa terra e questa gente hanno bisogno di Cristo e della sua gioia... Ci annunci di nuovo la presenza di Gesù!"».
La voce arriva lontana al telefono: la regione "semidesertica" di
Singida, nella Tanzania Centrale, è così remota, che lui stesso si stupisce con il proprio interlocutore: «Come ha fatto a trovarmi?». Da sette anni Padre Cornelio Del Zotto vive «in mezzo a questi "moretti": dovrebbe vederli, che gioia!»; il contesto è, religiosamente parlando, "Islamico". La Missione è portare Vangelo e sviluppo: «Abbiamo Ospedali, Collegi per giovani!».
"Frate Francescano", Fondatore di due Istituti Religiosi (Madri e Missionari della "Santa Croce"), Padre Del Zotto, Friulano "Doc", è l’unico studente Italiano dell’allora "Teologo" Joseph Ratzinger, almeno stando al prezioso Libro, "Ratzinger professore" ("San Paolo"), di Gianni Valenti. Del Zotto ha conosciuto il futuro Benedetto XVI nel 1967, quando quest’ultimo insegnava "Teologia" a Tubinga. Con lui lavorò alla sua Tesi di Laurea su San Bonaventura, uno dei "Teologi" preferiti da Ratzinger, conclusa due anni dopo. All’alba delle 67 "primavere", il Frate di Mussons (Pordenone) ha potuto coronare il sogno che aveva da bambino: essere Missionario nell’antica "Nigrizia"!

Padre Del Zotto, l’Africa accoglie di nuovo il "Pontefice", suo "Ex-Professore"...

Ratzinger ha da sempre avuto l’Africa nel cuore! Non è un caso che abbia messo un "moro" nel suo "Stemma Papale", ed anche in quello di Arcivescovo a Frisinga. Inoltre, Ratzinger parlava spesso di Africa con un mio "collega" e suo alunno, Barthélemy Adoukonou, oggi "Segretario" del "Pontificio Consiglio della Cultura". Ci diceva: "Quella terra ha bisogno dell’amicizia di Cristo!". Non dimentichiamoci che Gesù da piccolo trovò salvezza proprio in Africa, con la fuga, e in Egitto. E che l’unico ad aiutare Gesù verso il "Calvario" fu Simone di Cirene, un Africano. Insomma, questo Papa ha sempre avuto nel cuore l’Africa! Spesso, tramite l’allora Padre Adoukonou, ha aiutato quegli studenti Africani che volevano studiare in Germania. Per lui, insomma, l’Africa non era uno dei tanti Paesi, ma qualcosa che gli era veramente caro! Lo ha ribadito anche nel 2009, nel suo "Viaggio" in Camerun, quando ha sottolineato che tra gli Africani è fortissimo il senso di Dio, e in loro rimane ancora vivo lo stupore e la meraviglia verso la vita.

Da "Missionario", ritrova tutto questo, nella sua azione di "Annuncio"?

Ricordo le "discussioni" con il Professor Ratzinger, nel Collegio, a Tubinga! Era solito introdurci nel Mistero della Parola di Dio che svela Dio all’uomo. E ci ha donato la consapevolezza che la storia è un grande racconto di amore di Dio verso ogni uomo. Per lui la Liturgia era la festa della vita e dell’incontro di ogni persona con il Creatore. Ecco, in Africa si vive tutto questo: la fede della gente erompe dalla Liturgia, che non è mai un Rito "freddo"! Io celebro l’Eucaristia con 300 giovani e bambini, e dovesse vedere che festa! Charles de Foucauld diceva che bisogna passare il "deserto", fisicamente, per capire le cose vere della vita. Qui in Africa il cielo è più vicino! Anche se non abbiamo l’acqua, o meglio: ci è arrivata solo da poco, un pozzo che butta 80mila litri di acqua al giorno. Ma qui è la fede che fa fiorire il "deserto" di questa gente poverissima e misera. Ad Assisi, Benedetto XVI ha messo in guardia dall’esperienza della "magia" in Africa... Vedesse come mi corrono incontro questi ragazzi e ragazze, che spesso sono assoggettati dalla "magia"! E mi chiedono la Benedizione nel Nome di Cristo! Vengono dal Sacerdote, perché cercano la "liberazione"!