Lotta alla
"corruzione":
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che cosa possiamo fare?
C’è un
"circolo vizioso" tra "frodi" e "povertà".
La "trasparenza" è l’unica vera "risposta".
Card.
Oscar Andres Rodriguez Maradiaga*
("Mondo
e Missione", Febbraio 2010)
Emergenze "politiche"
come quella che attraversa il mio "Paese", l'Honduras,
non devono far perdere di vista i "nodi" cruciali da cui dipende
l'avvenire dell'"America
Latina". Per
avere un futuro migliore dobbiamo, prima di tutto, spezzare il circolo vizioso
della "corruzione" e della "povertà". Lo splendore della
"verità", il principio del "bene comune", la "dignità
umana", la "giustizia", la "libertà" e la
"solidarietà" sono la via migliore per arrivare a una "governance"
fondata sull'"onestà", l'"etica" e la
"trasparenza" nella gestione "pubblica".
In Honduras sono anni che lavoriamo, attraverso "Transparencia
Honduras" – un'"organizzazione non governativa" indipendente
– per creare un sistema nazionale di "integrità" e un programma di
"educazione" ai "valori cristiani", con meccanismi di
responsabilità e di "controllo sociale", attraverso la partecipazione
dei cittadini. L'obiettivo è ridurre la vulnerabilità "ecologica" e
"sociale", con un approccio integrato di "trasparenza" e di
"governance", che permetta il consolidamento della
"democrazia", il "decentramento", il rispetto dei
"diritti umani", lo "sviluppo locale" e la
"sostenibilità".
Per attuare le "convenzioni" contro la "corruzione"
dell'"Organizzazione" degli "Stati
Americani" e
delle "Nazioni
Unite", urgono
pratiche di "prevenzione" della "corruzione" e "codici
di condotta" per "funzionari pubblici" e per il settore
"privato", con misure che garantiscano l'accesso del
"pubblico" alle "informazioni". Perché ci sia una vera
sicurezza "giuridica" è necessario garantire l'indipendenza della
"magistratura", l'accesso ai "tribunali",
l'"equità", la "trasparenza", l'efficienza nell'attuazione
della "legge", costruire la fiducia nelle "istituzioni".
È la "prevenzione" il fattore più importante della sicurezza: la
repressione del "crimine" e la sua "condanna legale" devono
essere accompagnate da una "riabilitazione" e dal "reinserimento
sociale" degli autori dei "reati" che mostrino il desiderio di
cambiare vita. Dobbiamo inoltre continuare a sostenere il "Commissariato
Nazionale dei Diritti dell'Uomo"; potenziare le capacità degli
"Organi di Stato" responsabili di investigare e denunciare gli
"abusi" e i "crimini"; tutelare gli interessi generali della
società.
La "globalizzazione" della "solidarietà" esige la difesa
dei "diritti umani" e la pianificazione in base al principio della
destinazione universale dei "beni" e di uno sviluppo
"integrale" e "solidale". Inoltre, come diciamo da anni, è
necessario un "Piano nazionale" per lo "sviluppo umano
sostenibile" per trasformare positivamente l'Honduras entro il 2021, quando
si compiranno i "200 anni" dell'"indipendenza nazionale".
La "corruzione", però, è un fenomeno non solo del settore
"pubblico": incide anche sul settore "privato".
L'"abuso" della posizione di "monopolio", la mancanza di
rispetto per gli "azionisti" di "minoranza", le carenze nel
funzionamento della "libera concorrenza" e dei "mercati"
sono solo alcuni dei problemi. La partecipazione della società in materia di
"prevenzione" e controllo della "corruzione" dovrebbe essere
rafforzata con misure volte ad aumentare la "trasparenza" e a
promuovere la partecipazione dei cittadini, garantire un efficace accesso del
"pubblico" alle "informazioni", la realizzazione di
programmi di "educazione" ai "valori" e il rispetto, la
promozione e la tutela della "libertà di informazioni" sulla
"corruzione".
In Honduras ci sono troppe "leggi" che non vengono rispettate. Viviamo
in un mondo "individualista", che misura tutto con il denaro e
il potere. Con una visione del futuro e all'interno di un "Piano
nazionale" per lo "sviluppo umano sostenibile", dobbiamo cercare
di costruire la "convivenza democratica" che vogliamo.
* Arcivescovo di Tegucigalpa, in Honduras