LA CORSA DELLA PAROLA...

RITAGLI     "SIMILE" A NOI!     MISSIONE AMICIZIA

"Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo,
e divenendo simile agli uomini..."
(Fil 2,5-11).

"È difficile, scoprire i passi da fare, ma già il nostro alzare voce, e mani, ci fa uscire dall'indifferenza, per entrare nel mondo dell'altro, e farlo un poco nostro!"...

SR. ROSANNA MARCHETTI
("Missionarie dell’Immacolata", Settembre-Ottobre 2014)

Vorrei parlare, di solidarietà! E, questo, è un titolo curioso, per parlarne... Ma dice il profondo legame di questa realtà, con il mistero dell'Incarnazione: farsi simili, riconoscersi simili!
Vorrei parlare di solidarietà, perché se ne parla così poco, in questo tempo di crisi, in cui pare non ci sia molto da condividere... Sembra un termine passato di moda, ma, se globalizzato, trasformerebbe il mondo!
"Cristo, pur essendo di natura divina...", assume le nostre debolezze, e non chiede nulla in cambio! È incredibile, un atteggiamento proprio "da Dio", che dovrebbe divenire nostro...
Sentirci fratelli e sorelle, in questo mondo, pieno di violenza, soprattutto contro i più deboli, diviene un'urgenza, un grido, a cui, come Cristiani, siamo chiamati a rispondere!
E ci stiamo provando! A
Roma, come altrove, abbiamo partecipato, tempo fa, alla Veglia di Preghiera, organizzata dal Papa, per la Siria... Un momento, che ha riunito la Chiesa, presente in Roma, guidata dal suo Vescovo, per invocare il dono della Pace!
In Maggio, abbiamo pregato per l'
Ucraina! E stato molto toccante, ascoltare la Comunità Ucraina, che risiede a Roma, cantare i suoi canti, "in terra straniera"... Il pregare insieme, anche quando non conosciamo, personalmente, nessuno, in quel Paese, ci ha permesso di sintonizzarci con quel Popolo; e parlare con coloro, che là hanno amici, e parenti, ci ha fatto intuire la sofferenza, di chi vive lontano!
Il 15 Maggio, al "Colosseo", dopo le stragi in Siria, e in
Africa Centrale, la "Comunità Ebraica" di Roma, e la "Comunità di Sant'Egidio", hanno organizzato una "fiaccolata" di solidarietà, per i Cristiani, vittime di persecuzioni... Dopo alcune toccanti testimonianze, le luci si sono spente, e si sono accesi i riflettori, sulle ultime persecuzioni!
E l'evento di Pentecoste, nei "Giardini Vaticani", l'invocazione per la pace di
Papa Francesco, con i Presidenti di Israele, Peres, e di Palestina, Abbas...
Grida, che si alzano al cielo, e che possiamo ascoltare, da fratelli e sorelle universali, che desiderano farsi vicini a chi è là, dove Cristo, fattosi carne, ancora muore innocente!
È difficile, scoprire i passi da fare, ma già il nostro alzare voce, e mani, ci fa uscire dall'indifferenza, per entrare nel mondo dell'altro, e farlo un poco nostro, anche senza andare, fisicamente, nei luoghi di conflitto...
Essere fratelli, significa "scendere negli inferi", delle realtà di violenza, che ci circondano: farci "Samaritani", che si avvicinano all'uomo ferito, per alleviarne la sofferenza, anche solo con la fragile, e potente, preghiera!
Come Gesù, anche noi siamo costantemente invitati dalla Parola, e dal nostro Papa, a uscire, per andare incontro all'umanità che, seduta ai margini della strada, nelle "periferie" del mondo, vede uomini e donne, del nostro tempo, passare indifferenti...

«Se uno esce da se stesso, certo, può succedere un incidente, come a chi va in strada! Ma io vi dico: preferisco, mille volte, una Chiesa "incidentata", che una Chiesa malata di chiusura!» (Papa Francesco).