"MISSIONE GUINEA BISSAU"

RITAGLI     "IO FACCIO NUOVE TUTTE LE COSE..."     MDI - GUINEA BISSAU

Enrica, "Biologa", "Volontaria" in Guinea Bissau per l’Associazione "Kibinti",
racconta come la "Missione" ha cambiato la sua "vita",
donandole un nuovo "modo" di "vedere" le cose.

KIBINTI, Associazione Onlus in Guinea Bissau... Enrica, Biologa Volontaria in Missione, con una giovane mamma Guinense ed il suo bambino! Tra studio e lavoro, in attesa dei risultati delle analisi... Enrica, con un Tecnico del Laboratorio, a Bissau!

ENRICA MARIANI
("Missionarie dell’Immacolata", Luglio-Agosto 2011)

Sono trascorsi dieci anni dal mio primo Viaggio in Guinea Bissau, eppure quando sono partita la prima volta ero stata ben attenta a non scegliere una soluzione troppo impegnativa: niente percorsi di formazione, niente progetti; dovevo solo andare a trovare un mio amico Sacerdote!
Già all’inizio, però, qualche cosa era sfuggita al mio controllo, avrei dovuto capirlo subito...
Il giorno prima della partenza, ero andata al
"Pime" a ritirare i biglietti dell’aereo e le valigie in più che avrei dovuto portare con me. Lì ho ricevuto tutte le indicazioni: "Domattina trovati alle 5,30 a «Linate», ti cercherà una persona che ha visto la tua foto sul Passaporto e farete il «Check-In» insieme! Non preoccupatevi per il peso in eccedenza, lo dividerete tra voi; in Aeroporto sanno già tutto!".
Però, quella sera, tra le tante cose da fare, mi sono dimenticata di puntare la sveglia e il mattino dopo, come al solito, ho aperto gli occhi alle 6,00...
Quando sono salita in macchina e ho chiesto a mio fratello di andare più veloce che poteva, un pensiero mi è passato per la testa: "Oggi dovrei partire per la Guinea! Se prendo l’aereo è perché ci devo proprio andare, ma se lo perdo torno a casa e all’
Africa non ci penso più!".
Ho preso l’aereo e mi hanno fatto passare da sola con sessanta chili, invece dei trenta previsti, solo perché stavano già imbarcando e non avevano molto tempo per fare discussioni...
Un incontro, tre giorni prima del mio rientro in
Italia, avrebbe cambiato non poco la mia vita! Ero andata a visitare una Clinica, dove lavorava una Dottoressa, che viveva in Guinea Bissau da tanti anni.
Stava cercando di mettere le basi per un progetto molto ambizioso: lavorare con donne gravide "siero-positive", per impedire la trasmissione del "virus" ai bambini che portano in grembo. Ha cominciato a parlarmi delle sue attese, delle sue paure, dei suoi limiti. "Sai che proprio uno dei punti di forza del nostro progetto è la costituzione di un Laboratorio di Analisi? Io non so proprio da che parte cominciare, perché non ci dai una mano?". Se non fossi stata certa del contrario, avrei potuto pensare che quell’incontro fosse stato preparato apposta!
Così quella che per nulla al mondo voleva lasciarsi coinvolgere, quattro mesi dopo era già di ritorno a
Bissau, questa volta con un compito ben preciso: organizzare il Laboratorio e formare i Tecnici Locali, perché potessero diventare autonomi.
Anno dopo anno, trascorrendo a Bissau le mie vacanze, ho lavorato fianco a fianco con loro facendo formazione, perché fossero in grado di eseguire "Test" semplici, ma anche di utilizzare quegli strumenti che si rendevano via via necessari per verificare lo stato di salute delle donne che venivano sottoposte alla terapia "anti-retrovirale". Devo ammettere che non è stato facile! Certo il lavoro lo conoscevo bene, ma era la realtà nella quale lo dovevo calare che mi era completamente sconosciuta; mi rendevo conto che mai avrei potuto incontrare davvero la gente del posto se non fossi andata loro incontro, se non avessi lavorato su di me...
Nonostante ci fosse dentro di me qualcosa che mi spingeva a puntare in alto, i miei piedi rimanevano ostinatamente ancorati per terra!
Avevo percorso tanti chilometri, ma per non fare nulla di diverso da quello che già facevo a casa mia! Non immaginavo certo che il Signore, quello stesso che mi aveva fatto partire la prima volta, mi avesse prenotato una serie di "visite specialistiche", presso i migliori "oculisti" ed "otorini" di sua conoscenza: i poveri...
Ascoltando le storie della loro vita, frequentandoli nell’intimità delle loro case, ho cominciato a fare "terapie" che, oltre ad aprirmi occhi ed orecchi, mi aiutavano ad allargare il cuore!
Come facevano quegli uomini e quelle donne con il loro niente a parlarmi di gioia, di speranza, di coraggio, di rinascita, là dove i miei occhi vedevano solo desolazione, fatica, paura o malattia? Come riuscivano ad innalzare a Dio quella
Preghiera: "Deus, obrigado!", ("Grazie, Signore! "), ed a crederci veramente? "Deus, obrigado!", perché riesco a guadagnare il necessario per dare alla mia famiglia da mangiare una volta al giorno; "Deus, obrigado!", perché riesco a mandare mio figlio a Scuola; "Deus, obrigado!" perché sono malato, ma ho trovato persone come voi che mi curano, dandomi le medicine, anche se non ho i soldi; "Deus, obrigado!"...
Come facevano a ringraziare per il niente che avevano, quando io ero brava soprattutto a lamentarmi di quel poco che non avevo? Ed io? Io l’avevo mai ringraziato veramente, questo Signore? Quante delle mie Preghiere di ringraziamento erano solo parole che uscivano dalla bocca, ma non venivano dal cuore?
Al termine di quegli incontri, la cosa che più desideravo era stare un po’ da sola, in silenzio, per fermare immagini e parole! Spesso alla sera, quando uscivo dal lavoro, prendevo il "toca-toca" ("furgoni" adattati al trasporto delle persone), anziché percorrere il medesimo tratto di strada con la macchina, proprio per impiegarci più tempo. Quel tempo "da perdere" cominciava a diventare importante! Non m’importava tanto della gente che saliva e scendeva, delle continue fermate, dei percorsi più o meno lunghi che l’autista sceglieva...
Quello era diventato il tempo del mio "Magnificat"!
Mi sedevo nel mio angolino, e cominciavo a recitarlo, ripensando alla giornata che era trascorsa, anche se molte sere nel mio cuore c’era così tanta amarezza, che era proprio difficile vedere i segni della sua presenza. Penso sia stata proprio una di quelle sere, in cui ero particolarmente polemica con il Signore, che i miei occhi sono stati attratti da una donna per la strada... Stava camminando "carponi", aveva gambe troppo esili perché la potessero reggere, un paio di ciabatte legate alle ginocchia ed un secchio in testa. Il suo sguardo non era fisso a terra, ma guardava dritta davanti a sé: non c’era né una macchia né uno strappo sul suo vestito!
Sono rimasta ammirata dalla forza e dalla dignità che traspariva dalla donna, e stupita dal fatto che stavo andando oltre la scena di "ordinaria miseria" di fronte alla quale mi ero sempre fermata. Quello che in apparenza era povero e misero, in quel momento per me aveva un non so che di "regale"; il Signore mi aveva aiutato a guardare attraverso i suoi occhi! Ero venuta qui ad offrire la mia esperienza perché qualcosa potesse cambiare, ed il cambiamento più grande stava accadendo in me...
E questo diventava possibile perché le persone che incontravo ogni giorno mi aiutavano a vedere l’azione di Dio nella mia storia di tutti i giorni! Sembrava impossibile, ma questo faceva assumere a tutto un colore nuovo; nuovo stava diventando il mio rapporto con le cose, con gli avvenimenti, con le persone.
Anche il mio modo di vivere la
Missione ha iniziato a cambiare: all’inizio, ogni volta che partivo per la Guinea Bissau, o tornavo in Italia, andavo in crisi... Era come se, ogni volta, dovessi cambiare "vestito" e riadattarmi ad una nuova situazione!
Oggi non sento più questa divisione: il mio vivere la Missione è diventato prima di tutto un modo d’essere, uno stile di vita, indipendentemente dal luogo in cui mi trovo.
Il mio vivere la Missione oggi è cercare di tenere sempre aperta la porta non solo di casa, ma anche del cuore, per far entrare questo Dio, che viene nella mia vita, per "far nuove tutte le cose"!

L’Associazione "Kibinti"

"Kibinti" è un’"Associazione senza Fini di Lucro" ("Onlus"), nata da alcuni amici che condividono il desiderio di aiutare i Popoli della Guinea Bissau e da alcuni Volontari già operanti nel Paese!
In "Criolo", la Lingua della Guinea Bissau, la parola "Kibinti" è un invito a fare spazio, ad accogliere l’altro... Questo è lo spirito con il quale gli Associati e i diversi Volontari vivono la loro esperienza, e lo stile con cui si fanno vicini a quanti incontrano nel loro operato. L’Associazione lavora essenzialmente nei Settori: Educativo, Formativo e Sanitario. In particolare, collabora con l’Associazione Locale
"Céu e Terras", nata per ispirazione e volontà di P. Alessandro Sacchi (Missionario del "Pime"), suo Fondatore, impegnata da molti anni in progetti volti a fermare la trasmissione dell’"Hiv", alla cura ed all’organizzazione di programmi di promozione umana.
"Kibinti" è un’Associazione composta esclusivamente da Volontari, che "auto-finanziano" la loro partecipazione e la maggior parte delle Iniziative Associative!