LE GUERRE DIMENTICATE

Il "presule" di Tombura-Yambio parla dei "raid" del "Lord’s Resistance Army".
e rivela un altro "attacco", seguito al primo "eccidio" di Agosto.
«Nei villaggi, "sterminano" chi tenta di opporsi:
bimbi ed anziani bruciati vivi nelle case. E rapiscono i piccoli per "indottrinarli"».

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Il "Pastore" in questi giorni ha nuovamente denunciato al "Sinodo Africano"
la "tragedia" che dura da 4 anni.
«Grato per gli "aiuti" giunti dalla "Conferenza Episcopale Italiana"».

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 18/10/’09)

Sette il 13 Agosto. Sei il 16. "Cristiani" "crocifissi" nei più efferati degli attacchi sistematicamente portati dai "ribelli" che impestano il "Sud Sudan". "Tragedia nella tragedia" di cui, al "Sinodo dei Vescovi" sull’Africa, s’è fatto voce Monsignor Edward Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambio, chiedendo, come ribadisce in questa intervista ad "Avvenire", che l’Europa e tutta la "Comunità Internazionale" «torni a guardare al nostro Paese, intervenga per porre fine a una situazione che non si può più sostenere».

Lei ha denunciato l’«insopportabile livello di "violenza"» che colpisce il "Sud Sudan" attraverso il "Lord’s Resistance Army". Di che cosa stiamo parlando?

Tra i molti problemi che abbiamo, c’è questo molto grande dei "ribelli" che provengono dal "Nord Uganda", e che si trovano al confine con Sudan, "Repubblica Centro-Africana" e "Repubblica Democratica del Congo". Stanno nelle foreste di questa zona da quattro anni; attaccano i villaggi, uccidono sul posto quelli che fanno resistenza, uccidono gli anziani o li bruciano nella loro case, e prendono le persone più giovani, i bambini, ragazzi e ragazze, per "indottrinarli", cambiare il loro modo di pensare. Una "tragedia" che dura, come ho detto, da quattro anni, e della quale come "Chiesa" abbiamo parlato molte volte, chiedendo interventi per arrivare alla pace.

"Violenza" che colpisce anche i "cristiani"…

Certo. Il 13 Agosto è avvenuto l’episodio più grave: i "ribelli" hanno attaccato una mia "Parrocchia", dove si stavano preparando per la "Festa dell’Assunzione". Hanno preso diciassette persone e ne hanno "crocifisse" sette, mentre dieci le hanno rapite. Il giorno successivo quelli che hanno scoperto cosa fosse accaduto si sono trovati di fronte uno spettacolo terribile. Tre giorni dopo, nella "Parrocchia" di Nzara, è accaduta la stessa cosa: hanno preso dodici persone, e sei sono state "crocifisse". Noi per primi ci domandiamo: perché questa cosa? Perché questo attacco alle "Chiese"? Le incendiano, le colpiscono in tutti i modi. Io non so la risposta. Ma le domande sono tante. E poi chi li aiuta? E perché? Hanno armi nuove, vestiti nuovi, e sono ben organizzati...

Che origine hanno questi "gruppi"?

Questo è un qualcosa difficile da definire, anche perché negli anni qualcosa è cambiato. In origine erano ugandesi, però in questi anni hanno preso gente dal Sudan, dal Congo, dalla "Repubblica Centro-Africana". Il loro "leader" era un "cristiano", e così i suoi comandanti, alcuni dei quali si dice abbiano avuto una formazione "militare" in Afghanistan. Se abbiano ancora contatti laggiù, o legami con "Al-Qaeda", non si sa; c’è forse un qualche legame con l’"Islam". Si può dire che credono in un "qualcosa", che però non si capisce. All’inizio dicevano: «vogliamo educare l’Uganda ai dieci "comandamenti" di Dio», ma quello che fanno non ha niente a che fare coi "comandamenti".

Un "gruppo" non definibile, insomma, neppure nei suoi "obiettivi"…

È così. E, soprattutto, perché fanno quel che fanno? Non lo capiamo. C’è però da dire che, dopo che nel 2005 fu firmata la pace, l’Europa e la "Comunità Internazionale" avrebbero dovuto seguire questo "processo". Invece si sono rivolti verso altre situazioni, e ci hanno lasciato soli nel momento più delicato. Abbiamo ricevuti aiuti dalla "Conferenza Episcopale Italiana", che ha costruito due scuole, e alla fine dello scorso anno ci ha inviato sostegni alimentari per tre villaggi; e poi qualcosa è arrivato dall’"Aiuto alla Chiesa che soffre". Ma per il resto siamo soli.