La "missione" cruciale dei "Sacerdoti"

RITAGLI     Con dolente "forza"     DOCUMENTI
per indicare la "porta" sul "futuro"

Papa Benedetto XVI, Maestro per la Chiesa e amico dell'umanità...

Salvatore Mazza
("Avvenire", 15/5/’10)

Se il Papa usa un "aggettivo" come «terrificante», di sicuro non lo fa a cuor leggero. Soprattutto se, con quello, intende far echeggiare nelle "coscienze" di "credenti" e "non credenti" la dolente consapevolezza che alle "persecuzioni" dei «nemici di fuori» si è aggiunta quella «più grande» che «nasce dal "peccato" nella "Chiesa"». Era Martedì scorso, e Benedetto XVI stava volando verso il Portogallo; gli era stato chiesto se, nel "Messaggio" di Fatima sulle "sofferenze" dei "Papi", fosse possibile anche inquadrare quelle provocate dagli "abusi" che alcuni "Sacerdoti" hanno compiuto nell’ultimo mezzo secolo sui più "piccoli", sui bambini, e dalle ondate "violente" contro la "Chiesa" e al "Successore di Pietro" che da questi «tradimenti» hanno preso forza. E il Papa ha detto una parola forte di "dolore". Un "dolore" che in cinquecentomila, sul grande "Sagrato" di Fatima, sono poi accorsi a lenire.
Tutto il
"Viaggio Apostolico" che si è concluso ieri è stato, a ben vedere, una "risposta" alle "domande" che Fatima si porta dietro da sempre. Nella chiave di un "futuro" che la "Chiesa" può affrontare solo con la testimonianza di "fede" limpida resa dai suoi figli, senza cadere nella tentazione – quasi si trattasse di un "capitolo" esaurito – di affidare alla «fine della storia» il "Messaggio" consegnato dalla Vergine a Lucia, Francesco e Giacinta.
Non per niente, in modi diversi ma con identico senso, Papa Ratzinger ha sottolineato a più riprese che «si illuderebbe chi pensasse che la "missione profetica" di Fatima sia conclusa» e ci ha ricordato che in essa «rivive quel "disegno" di Dio che interpella l’umanità sin dai suoi "primordi"». La tentazione, l’"insidia" vera, è quella che nascerebbe all’interno di una "Chiesa rilassata", preoccupata di molto e attenta a poco, magari presa dalle "forme organizzative" e singolarmente restìa a servire con "fedeltà" la forza del "Vangelo", dimentica dell’essenziale, del centro della sua "missione": l’annuncio della "Parola". Non è un’idea di oggi, nel "Magistero" di Benedetto XVI. Dove «terrificante», certamente, è la "colpa umana" e il "peccato cristiano" della "pedofilia" che persone "consacrate" hanno compiuto, facendo "violenza" a "minori" e dando scandalo alla "comunità" dei "credenti" e armi ai "nemici" della "Chiesa". Ma "terrificante" sarebbe soprattutto la perdita di prospettiva riguardo alla "missione".
È diventato via via più chiaro, sulla "strada" di Fatima, perché Papa Ratzinger abbia voluto così strettamente ed esplicitamente legare questa sua "Visita" all’
"Anno Sacerdotale". Perché la "Chiesa" «ha profondo bisogno di "reimparare" la "penitenza", accettare la "purificazione", imparare il "perdono" ma anche la necessità della "giustizia"». Questo già accade, ma deve continuare ad accadere attraverso "Preti" autenticamente convinti della grandezza del "Ministero" a cui sono stati chiamati. E per questo che Benedetto ha voluto affidare alla Vergine di Fatima i 400mila "Sacerdoti" del mondo, perché essi «rinnovino la "Chiesa"... trasfigurati dalla "grazia" di Colui che fa "nuove" tutte le cose».
Questo "Pellegrinaggio" in "terra portoghese", in un momento delicato e difficile, s’è così fatto "porta": una "porta" spalancata sul "futuro" della "Chiesa". Che, ogni giorno, avrà bisogno del sostegno della "Madre del Signore" per far «rifiorire il deserto delle nostre "solitudini" e brillare il sole sulle nostre "oscurità"... tornare la calma dopo la "tempesta", affinché ogni uomo veda la "salvezza" del Signore, che ha il nome e il volto di Gesù».