"ASSIEME A PIETRO"

La "Diocesi", a cavallo fra due "Stati" e due "Regioni",
è pronta ad "abbracciare" il Pontefice.
«Fra le nuove "generazioni", vedo meno "pregiudizi" verso la "Chiesa"».

RITAGLI     Mons. Negri: «Con il Papa,     DOCUMENTI
crescere nella "Fede", per vivere la "Carità"»

"San Marino-Montefeltro", domani, riceve Benedetto XVI.
«Una "Visita Pastorale", non solo "di Stato" – spiega il "Vescovo" – .
La "Fede" ha "custodito" la "Cultura" di questo "Popolo":
una visione "Ideologica" dell’uomo la vuole "sradicare"».
La "sfida": «Dare alla nostra "Chiesa" un "futuro" pieno di "Missione"».

Papa Benedetto XVI, anche nei suoi testi scritti, ci aiuta a crescere nel Cammino della Fede!

Mons. Luigi Negri, Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro... L'abbraccio di Papa Benedetto con la folla dei Fedeli, che attende da lui Benedizione e Luce!

Da Roma, Salvatore Mazza
("Avvenire", 18/6/’11)

La "Messa" al mattino a Serravalle e, la sera, l’Incontro, a Pennabilli, con i giovani. In mezzo, la «doverosa Visita Protocollare» alle Autorità della "Repubblica di San Marino". A rimarcare che «la grande novità è che non è più soltanto una Visita di Stato, come fece Giovanni Paolo II nel 1982, ma è una Visita Pastorale alla Diocesi di San Marino e Montefeltro». Una giornata non a caso circoscritta in due grandi momenti Spirituali, quella che domani Benedetto XVI trascorrerà nella Diocesi di "San Marino-Montefeltro". E per la quale l’attesa, spiega il Vescovo, Mons. Luigi Negri, «è di crescere nella Fede».

Cosa vi aspettate da questa "Visita"?

Che il Papa ci aiuti a crescere nella Fede. La Fede è stata la grande ricchezza di queste Popolazioni, ricchezza personale e Comunitaria: ha custodito la Cultura di questo Popolo, come ci ha insegnato Benedetto XVI a Verona. Ha custodito questa Cultura di Popolo e l’ha educata, formando ad una concezione autenticamente Cristiana della vita e quindi di tutte le circostanze, ma soprattutto l’ha educata a vedere la vita come Carità. La Cultura della Fede ha reso vivibile l’esistenza. Poi, però, anche queste Popolazioni sono state ghermite dalla Cultura del "sospetto", dalla Cultura della "morte", come diceva Giovanni Paolo II, e quindi la mentalità dominante ha cercato anche di sradicare la Fede dal cuore di queste Popolazioni: così si sono trovate povere, ricche di una concezione razionalistica, individualistica, ideologica dell’uomo, che ha sortito soltanto esiti non positivi, qui come in tutto il Mondo.

Come si "reagisce" a questa "deriva"?

La mia fatica, in questi sei anni, è stata quella di ridare a questo Popolo la consapevolezza che la Fede è un presente, e quindi anche la ricchezza di oggi, soprattutto perché unifica la persona. La Fede non si accompagna a una vita che sentimentalmente è ancora aperta alla Fede, ma intellettualmente è totalmente "subalterna" alla mentalità dominante. Questo cammino lo stiamo facendo: è un cammino che ha le sue difficoltà ma anche i suoi primi, come dire, sintomi positivi. Il Papa viene all’inizio di questo cammino, ed io sono certo che vedrà tutto quello che a questo cammino manca per diventare un vero cammino verso un futuro pieno di Fede, di Speranza e di Carità, e soprattutto un futuro pieno di Missione, perché, come ci ha insegnato Giovanni Paolo II, la Fede si irrobustisce donandola.

La "Messa" a Serravalle sarà il primo "momento" di questo "Incontro"... C’è molta "attesa"?

Il Papa è uno dei più fini "Filosofi" di questo Secolo, e ha una forza straordinaria nell’evocare il fascino della ragione, e di una ragione usata in senso pieno. Io penso che questo recupero della ragione, e della ricerca, come grande dignità dell’uomo, serva non soltanto ovviamente ai Cristiani, perché è solo l’apertura della ragione che non rende poi ideologica la Fede, ma sia anche un grande aiuto che il Papa darà a tutti gli uomini di buona volontà che lo vorranno incontrare. Sono iscritte alla "Messa" oltre ventiduemila persone: significa più di un terzo della Popolazione dell’intera Diocesi, significa che uno su tre della Diocesi vuol partecipare all’Incontro col Papa. Siccome io so quali sono le frequentazioni "Domenicali", non posso pensare che siano tutti e solo i Cristiani "praticanti": credo che ci sia una grande fascia di uomini di buona volontà o di autentici "Laici", "Laici" nel senso vero della parola, che attendono questo Incontro per un aiuto alla loro esperienza umana, ancor prima che per la loro esperienza Cristiana, che io mi auguro che avvenga.

Come è stato preparato l’"Incontro" con i "Giovani" dalla "Diocesi"?

Con una serie di Iniziative di Preghiera, e anche di Riflessione Culturale, sull’Immagine e sul Magistero del Papa. Tutta questa vicenda di Preparazione Spirituale e Culturale ha avuto la sua espressione sintetica nella "Presentazione" del Cardinale Carlo Caffarra, il giorno 31 Maggio, del "Libro" di Benedetto XVI su "Gesu", che ha avuto una partecipazione molto ampia.

Come spiega questo "interesse"?

Io credo che i giovani stiano cominciando a riguardare in modo non "pregiudiziale" la Chiesa: mi sembra che siamo all’inizio di un’attenzione rinnovata dopo, credo, anni ed anni di lontananza e di "pregiudizi". Sento che sta cominciando, ma sento anche che sarà un cammino lungo e penso, quindi, che il "Santo Padre" farà fare a questi giovani un "colpo d’ala" o meglio, come dirò nell’"Introduzione" all’Incontro, porterà questi giovani con sé nel futuro!