Le "parole" del Papa per l’Italia

RITAGLI    Oltre il "grigio" dell’"orizzonte"    DOCUMENTI

Papa Benedetto XVI dona parole di pace e speranza, ai fedeli di Arezzo e a tutto il Popolo Italiano...

Salvatore Mazza
("Avvenire", 15/5/’12)

La "Ventisettesima" Visita Pastorale di Papa Benedetto in Italia, Domenica scorsa in Toscana, tra Arezzo e Sansepolcro, potrebbe essere archiviata come una straordinaria giornata "come le altre"! Dove, pur tra gli imprevisti di un programma stravolto (per la pioggia) come non succedeva da tempo, i "Discorsi" del Papa – uno dei quali solo consegnato e non pronunciato a La Verna, per la tappa saltata – hanno lasciato una volta di più trasparire l’attenzione del Padre per un Paese che non è suo per nascita, ma che gli è sceso nel cuore. Ha parlato, il Papa, agli uomini e alle donne, e soprattutto ai giovani, di una Provincia morsa dalla crisi, e attraverso loro a tutta l’Italia. Con quell’Appello a «reagire alla tentazione dello scoraggiamento», che sembra aver letto nel fondo dell’anima di una società smarrita!
Questa è stata la giornata in Toscana, e così è stata raccontata! "Come le altre", appunto; purché, però, ci si intenda su quello che questa espressione vuol dire. Perché, con sempre maggiore evidenza, queste Visite Pastorali in Italia sono per
Benedetto XVI un’occasione di Magistero "alto"; dove i singoli "Discorsi" dicono molto, ma non tutto, della profondità di pensiero che il Papa riesce ad esprimere, per provare ad afferrare la quale le sue parole, alla fine, vanno lette e rilette ancora, tutte insieme. Fino ad arrivare a cogliere il quadro d’insieme, messaggio mai banale ma, al contrario, esigente, in qualche misura sconcertante col suo respirare nella storia piuttosto che fissarsi nell’istante, e proiettato su un futuro e su uno scenario, ancora una volta, più ampio del nostro orizzonte. Così è stato anche Domenica! Papa Ratzinger, ricordando la vita dei grandi Santi che hanno vissuto in quella terra – Donato, Gregorio, Francesco, Pier Damiani, Bonaventura... – , ha raccontato, attraverso uno "schizzo" fatto di tratti veloci ma precisi, quale contributo il Cristianesimo abbia dato alla costruzione della Civiltà Europea, all’idea guida che il «bene comune» conta di più del bene del singolo.
Proprio per questo, oggi come allora, di fronte ad una crisi che prende alla gola e fa disperare, tocca anche ai Cristiani, anzi soprattutto ai Cristiani, contribuire a delineare una nuova etica pubblica, capace di andare oltre ogni grigio orizzonte e di recuperare i luminosi valori fondativi di quell’etica smarrita. Ma, ha aggiunto il Papa – ed è stato il "monito" più forte – , servono Cristiani che siano Cristiani sul serio. Testimoni saldi di, e in una fede, in grado di ispirare le azioni, proprio in vista di quel bene comune i cui contorni, oggi, si vorrebbe rendere evanescenti.
È in questa chiave che Benedetto XVI, ad Arezzo, ha fatto di nuovo sintesi di tutti i temi che ha posto al centro del proprio Magistero:
"Nuova Evangelizzazione" e "Anno della Fede", testimonianza e impegno sociale, e politico. Un ulteriore Appello a essere Cristiani nuovi e decisi a incidere sulla Chiesa, sulla società, sulla scena pubblica, in maniera significativa, serenamente controcorrente rispetto a ogni "anti-umana" deriva. A partire dalla consapevolezza di sé, di una storia non scevra, ovviamente, da errori, cadute, peccato, ma che sempre ha dimostrato di sapersi rialzare, e andare avanti. In questo, probabilmente, l’esempio migliore ci viene dalla risoluta determinazione con cui Benedetto XVI ha affrontato lo scandalo degli "abusi" sui minori, con la volontà di fare radicale pulizia, e nello stesso tempo invitando a cogliere ciò come occasione di rigenerazione Ecclesiale. Questa è, alla fine, la "Pasqua"! Un tempo che viviamo non come memoria di un passato che è stato, né come nostalgia. È la Risurrezione capace di rinnovare ogni giorno la nostra vita, di farci ricominciare daccapo ogni volta! Perché nessuna crisi, nessun baratro, nessun male, nulla sarà mai troppo profondo per l’amore di Dio. Ed è questo che dobbiamo annunciare al mondo!