"ALBUM DI FAMIGLIA"

RITAGLI     UN "ANGELO CUSTODE"     MISSIONE BANGLADESH
LODIGIANO E BENGALESE

Sr. Annunciata è tornata alla "Casa del Padre" il 18 Luglio scorso.
Sr. Daniela, "Consorella" e "Compaesana",
racconta l'eredità dell'"amicizia" con lei.

SR. ANNUNCIATA DRAGONI, Missionaria dell'Immacolata in Bangladesh!

SR. DANIELA MIGOTTO
("Missionarie dell’Immacolata", Ottobre 2009)

L'arrivo di una "lettera" per me e sempre una gioia grande, e, ormai nell'epoca delle "e-mail", è anche una sorpresa, ancor più se il contenuto ci rimanda a persone che da poco ci hanno lasciato.

Guardo immediatamente il "mittente" e vedo che il paese di provenienza è il Bangladesh: penso alle "Sorelle" con cui ho corrispondenza, e spontaneamente mi viene in mente Sr. Annunciata e le sue "letterine" per una "Suora Missionaria Lodigiana", ma non può essere lei… Apro curiosa e vi trovo una mia fotografia della "Prima Professione" e delle "immaginette" con dei messaggi scritti da me negli ultimi quattro anni proprio a Sr. Annunciata!

Mi viene un sorriso di tenerezza e penso che "dall'alto" è riuscita a raggiungermi un'altra volta, sempre con il suo stile originale: mai infatti avrei immaginato di ricevere della posta scritta da me stessa. Oltre a ciò, ho trovato qualche riga di spiegazione, che mi diceva appunto che erano stati recuperati questi "ricordi" ben custoditi e che ora mi venivano restituiti per "far memoria".

Ed ecco, lì, sorgere subito il ricordo di qualche anno fa quando, con gli occhi vispi e colmi di gioia per l'imminente "ripartenza" per il Bangladesh, Sr. Annunciata mi prende in disparte e mi dice: "Cara ‘Lodigiana’, mi dispiace di non vederti diventar ‘Suora’, ma devo tornare nella mia terra, dalla mia gente e morire là... Tu però mandami una foto e ricordati di scrivere. Io ti prometto che pregherò ogni giorno per te!".

Detto e fatto. È partita, io sono diventata "Suora" e le ho inviato la foto, ci siamo scritte... Ed ha realizzato il sogno di morire là nella sua terra, tra la sua gente! E lei ha pregato veramente ogni giorno, ne sono certa, e non solo per me.

Mentre ero in "comunità" a Roma mi arrivavano i suoi messaggi, nei quali mi chiedeva una ad una di tutte le "Sorelle Bengalesi" con cui condividevo lo studio, s'informava delle giovani, delle Suore tornate dalla "missione" e di quelle partenti, e ad ogni scritto aumentavano i nomi da custodire, non si accontentava di un "generico": "Salutami tutte!". Tra i "prediletti" c'erano una schiera di "Sacerdoti" che nella sua "vocazione" di "angelo custode" non dimenticava mai, invitandomi a fare lo stesso.

L'altro argomento che non tralasciava era il riferimento alla sua terra e alla sua gente, in una ripetizione quasi "poetica".

Era la terra "Lodigiana", che sentiva forte per le origini e per l'appartenenza alla "Diocesi" da cui aveva ricevuto la fede e in cui aveva visto il nascere della "vocazione", dandomi così, essendo sua "Compaesana", il privilegio gratuito di esserle nel cuore. Spesso si raccomandava con me di tenere alta la bandiera "Lodigiana" in qualsiasi posto del mondo mi avessero mandato, con una fierezza non "campanilistica", ma semplice e "casereccia", desiderosa di lasciare l'eredità ad una "Chiesa locale".

Era anche la terra del Bangladesh con i suoi "villaggi", e per la quale esprimeva tutta la sua passione ed inquietudine per il desiderio di poter portare a tutti, ma proprio a tutti, Gesù ed il suo amore. Ormai questa era la sua terra, e lì voleva restare per sempre.

Era infine la terra del "Regno" come ricerca continua di vivere nella "Santità" e di far amare a tutti la "vocazione missionaria", anelito di un futuro che per lei oggi è presente da contemplare.

È da un po' di tempo che nella mia stanza tengo un "cartellone", sul quale scrivo il nome delle persone che mi chiedono di pregare per loro, in modo da non dimenticare nessuno.

Mi accorgo che forse questo è uno dei primi frutti di un'eredità donatami dalla fortuna di avere un "angelo custode" "Lodigiano" e "bengalese"... Probabilmente in questo momento, vedendomi stupita davanti alle sue "lettere", sorride, e per me è bello ricordarla così!