"TESTIMONI DIGITALI"...

RITAGLI     "EVANGELIZZARE IN RETE"!     DOCUMENTI

"TESTIMONI DIGITALI" : ROMA - 22/24 APRILE 2010...

SR. DANIELA MIGOTTO
("Missionarie dell’Immacolata", Aprile 2010)

«Ciao, ho creato un "profilo" dove posso pubblicare "foto", "video" ed "eventi", e vorrei aggiungerti ai miei "amici" per poter condividere tutto questo con te...». Aprendo la "posta elettronica" sempre più spesso capita di imbattersi in questo genere di "inviti", non solo da parte di giovani incontrati nei "gruppi", ma da altri conoscenti, "colleghi", già "amici" nella realtà, o da "Preti" e "Suore" conosciuti anni prima in diverse occasioni. Dopo una prima reazione di "curiosità" o di immediato "rifiuto" all'ennesima "convocazione mediatica", la riflessione sul dove e come porsi nei confronti dei "mezzi di comunicazione" in continua evoluzione deve farsi seria. Più volte il "dibattito" nella "Chiesa" ci invita ad una cosciente presa di posizione che sia frutto di un "confronto" competente ed "evangelico" con il "Continente Digitale", così come lo definisce Benedetto XVI. È per questo che, come piccolo "ponte" di "comunicazione" tra i "popoli", anche "Missionarie dell’Immacolata" vuole invitare a porre attenzione al "Convegno Nazionale", "Testimoni digitali. Volti e linguaggi nell'era cross-mediale", un appuntamento importante che, dal 22 al 24 Aprile, richiamerà a Roma uomini e donne "cristiani" attorno al tema appunto della "comunicazione". Tra i suoi promotori, la "Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali", l'"Ufficio per le Comunicazioni Sociali" e il "Servizio Nazionale per il Progetto Culturale" della "Cei".

Confesso che, di fronte a parole come "cross-mediale", "social-network", "cittadinanza mediata", di primo acchito non saprei dove girarmi, e farei esperienza di un vero e proprio "analfabetismo", con la tentazione di rimaner fuori dall'interesse per fuga dall'"ignoto", più che per scelta consapevole. Mi dico che ci penserà qualcun altro, con il "pallino" della "tecnologia".

Il problema però è che devo scegliere io che cosa fare: entro o no in "Face-book"? È buono "evangelizzare" in "rete"? E i giovani, come li "educo"? A questo punto non posso non chiedermi, di fronte ad un processo che comunque – mi piaccia o no – è in atto, che cosa avrebbe fatto Gesù? Lui che sapeva porre "sguardi" di bene in ogni cosa, che stava nel "mondo" abitandolo da dentro, come avrebbe vissuto questo "spazio virtuale"? Non credo che avrebbe fatto finta di niente.

Da "Missionari" allora vale la pena imparare anche questa "lingua", fare lo sforzo di "uscire" di nuovo, mettersi "in mezzo" per comprendere e "testimoniare" e magari "denunciare", sì perché anche il "virtuale" pare si dimentichi di tanti nel mondo che proprio attraverso queste "nuove tecnologie" potrebbero partecipare da "protagonisti" alla costruzione della realtà. Chiamati ancora ad essere "testimoni", perché responsabili ed interpreti dei "cambiamenti" in atto, perché capaci di andare oltre, portando la "verità" e i "valori" del "Vangelo" fino ai "confini"... della realtà!