UN "CANTO" D’AMORE...

RITAGLI     "HO SENTITO LE GRIDA DEL MIO POPOLO!"     MISSIONE AMICIZIA

"Arriverà Pasqua anche quest'anno, per farci rendere conto che Dio ci ascolta ancora, ci libera e non ci lascia mai, donandosi per sempre!"...

SR. DANIELA MIGOTTO
("Missionarie dell’Immacolata", Marzo 2011)

Quante grida abbiamo sentito e "osservato" in questo tempo, urla di protesta, di disperazione, di indignazione, quante grida nel nostro piccolo abbiamo lanciato!
Nella storia della salvezza anche il Popolo di Israele ha gridato, e lo sappiamo, perché nell'"Esodo" viene detto da Dio stesso: "Ho sentito le grida del mio Popolo!".
È curioso, perché se percorriamo all'inverso le pagine dell'"Esodo", dalla chiamata di Mose al racconto della schiavitù, possiamo notare che non c'è una "parola" articolata dal Popolo diretta al suo Dio. Non c'è una Preghiera, una richiesta diretta, un semplice rivolgersi al Dio della "Promessa" dei Padri. Quello che intravediamo è solo il contorcersi dell'oppressione che toglie fiato alla parola, alla speranza. Senza speranza non c'è parola che conti, senza parola non c'è nessuno che possa ascoltarmi, confermarmi nella realtà e nell'importanza della mia esistenza: in poche parole, è come se non ci fossi!
Dio, che è "Padre-Madre", comprende i "vagiti" di un Popolo non ancora libero, così come tutte le mamme capiscono le grida inarticolate dei loro piccoli, mediatrici incredibili di una vita che deve imparare ad esistere e a comunicare, fino a cantare. Sì, perché, raccolto da Dio, il Popolo è condotto davanti a tutte le proprie paure, davanti alla mancanza di fiducia, ai fantasmi che non lo lasciano libero: e lì interviene "con braccio potente" il Signore, ed il terrore si fa timor di Dio, nel riconoscimento che è Lui il loro vero Dio, che non li ha mai abbandonati e ha a cuore la sorte degli uomini! Il Popolo amato impara a cantare... Da qui tutti i "Salmi" dell'"Hallel", che ancora oggi vengono intonati nelle famiglie Ebree nella notte della "Pesah" (
"Pasqua Ebraica").
Durante il periodo di
"Quaresima" che abbiamo innanzi, non canteremo l'"Alleluia": spesso saremo invitati al silenzio, facendo memoria del deserto che abita ancora le nostre vite, e saremo raccolti attorno alle grida di tanti uomini, che ancora non conoscono la Parola. Uomini e donne in cerca di parole capaci di esprimere un "grido", che talvolta non ha ancora un interlocutore e che nemmeno può sprigionarsi in un "Canto" d'amore...
Parole di un uomo che chiede il
"Battesimo" per il suo bimbo, espressioni che scorrono veloci ed ansiose nel nostro "Network Sociale", lamenti di poveri che spesso assomigliano a richieste pretenziose, confronto appassionato della "Chiesa Maghrebina" che desidera crescere, vociare di piccoli in strade Africane... Parole, grida o "Canto"? Arriverà "Pasqua" anche quest'anno, per farci rendere conto che Lui ci ascolta ancora, ci libera e non ci lascia mai, donandosi per sempre! "Canto" libero, che riempie il cuore!