"CHIESA" IN "MEDIO ORIENTE"...

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«Le nostre "Chiese" hanno perso il senso "Missionario",
perché impegnate a "salvare" se stesse!».

P. Claudio Monge*
("Mondo e Missione", Dicembre 2010)

«Il "Sinodo" incomincia, non state troppo in pace!». Vorremmo tanto che questa Esortazione diventasse parola d'ordine per i Cristiani del "Medio Oriente". Nell'"Introduzione" al "Messaggio Finale" si legge: «Il primo scopo del "Sinodo" è di ordine Pastorale!». Scopo mantenuto? Per il momento l'impressione è che sia proprio l'approccio Pastorale ad essere stato piuttosto deficitario. Non è una novità che queste grandi "Assise" siano piuttosto carenti dal punto di vista operativo. Certo, si spera che le due settimane a Roma abbiano aperto percorsi nuovi di incontro.
Il Mondo Cattolico "Medio-Orientale" si caratterizza per una straordinaria diversità di
Lingue, di Culture, oltre che di Riti, che però sono diventati sempre meno una ricchezza da articolare quanto piuttosto un solco da difendere. «Comunione e Testimonianza», il binomio più citato in questo "Sinodo", in un contesto di persecuzione aperta o latente dei Cristiani, è spesso sbilanciato sul secondo termine: le "Chiese Orientali" fondano la loro esistenza sul Sangue dei «Martiri-Testimoni», trascurando più facilmente la dimensione della Comunione. Ma la fede non è mera questione di sopravvivenza o di «resistenza», e non c'è Testimonianza senza Comunione.
Il "Sinodo" ha ricordato che la Chiesa necessita della Missione per ritrovare il senso della propria fede. Se le Leggi "Anti-Proselitismo" in molti Paesi sembrano frenare la Missionarietà Cristiana, è spesso un'interpretazione storicamente sporcata da un'attitudine Imperialista a determinare chiusure "preconcette" e paure incontrollabili. La vera Missione è logica interna del Vangelo, è un lasciarsi conquistare prima che un conquistare. Non è l'uomo a far "proseliti", ma Cristo a convertire i cuori, anche grazie alla Testimonianza semplice degli uomini. Anche in questo caso, le nostre Chiese hanno spesso perso il senso Missionario perché troppo concentrate a salvare la propria particolarità, implodendo sorde agli aneliti degli uomini.
Il "Sinodo" ha messo in evidenza la complessità delle problematiche e la diversità delle situazioni: non esiste una soluzione globale al problema dei Cristiani in "Medio Oriente". Vorremmo ricordarlo alle decine di Osservatori Occidentali che, talvolta, danno in pasto ai "Media" analisi superficiali, alimentando stereotipi e non cogliendo i veri problemi. Il mondo Cristiano in Oriente non sta solo scomparendo, si sta anche trasformando. Statistiche alla mano, le Comunità Cattoliche del "Medio Oriente" conoscono, in alcuni Paesi, un incremento numerico grazie alla realtà recente dell'immigrazione
Africana e Asiatica o dal "Sud-Est" Europa. È un'umanità nuova, estranea al giogo delle rivendicazioni "Etnico-Confessionali" che hanno fatto la storia del Cristianesimo "Medio-Orientale". Bisogna che le Comunità Cattoliche, aprano gli occhi su questa realtà, combattendo un'intolleranza crescente che è un insulto al Messaggio Evangelico. Non sono solo certe Minoranze Ebraiche a dover capire che il "Medio-Oriente" è «terra» di tutti...
E qui si innesta l'Appello più innovativo di tutto il "Sinodo": «Dio vuole che noi siamo Cristiani nel e per le nostre società del "Medio Oriente"!». I Cristiani devono lavorare per un concetto forte di «cittadinanza non discriminatoria», nella quale nessuno sia costretto a una scelta tra lealtà civica e fedeltà alle proprie convinzioni Religiose. Non «cittadini o credenti», ma «cittadini e credenti», nel rispetto dell'autonomia tra Religioni e Stato, ma anche favorendo un dialogo continuo tra le parti sui valori fondativi del vivere comune e sulla Sacralità della persona, che vale ancora troppo poco a queste latitudini. Coraggio: che il "Sinodo" inizi!

* "Centro Domenicano per il Dialogo", Istanbul (Turchia)