"SINODO" PER IL "MEDIO ORIENTE"

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scritte anche in "arabo"

Nei "Lineamenta",
c’è la voglia di "condividere" dei "rapporti" tra chi vive in questa "terra"...

P. Claudio Monge*
("Mondo e Missione", Marzo 2010)

Con la pubblicazione dei "Lineamenta", il "Sinodo" per il "Medio Oriente" è entrato nel vivo: il "Documento", scritto significativamente anche in "arabo", ha lo scopo di orientare e animare un "dibattito" nelle "Chiese" della "regione". La risposta a 32 "domande" precise formulate in questo testo ispirerà l'"Instrumentum laboris", che Benedetto XVI consegnerà durante la sua "visita" a Cipro, dal 4 al 6 Giugno.
I "Lineamenta" vogliono rispecchiare il patrimonio "storico" e "spirituale" delle
"Chiese" d'"Oriente". Nell'"introduzione" vengono evidenziati i due "obiettivi" fondamentali: confermare i "cristiani" nella loro "identità" mediante la "Parola di Dio" e i "Sacramenti", e ravvivare la "comunione ecclesiale" tra le "Chiese particolari", affinché possano offrire una "testimonianza" di vita "cristiana" autentica, gioiosa ed attraente. Infatti, se fra le sfide più complesse che le antiche "Chiese" d'"Oriente" sono chiamate ad affrontare ci sono quelle poste dai "conflitti politici" nella "regione" e dagli ostacoli alla "libertà" di "religione", le sfide sul fronte "ecumenico" sono le prime ad essere evidenziate dai "Lineamenta", perché l'assenza di "comunione" all'interno di ciascuna "Chiesa Cattolica", tra tutte le "Chiese Cattoliche" e con le altre "Chiese Cristiane", intacca la credibilità della "testimonianza cristiana" in quanto tale. In riferimento a queste difficoltà, una precisazione del "Documento" è essenziale: la ricchezza delle "Chiese" d'"Oriente" deriva dalla loro stessa "diversità", ma l'attaccamento eccessivo al "rito" e alla "cultura" può impoverirle ("n. 11"). A questo proposito, ci pare sicuramente benevola l'affermazione secondo cui «la "collaborazione" tra i "fedeli" è abituale e naturale, a tutti i livelli», come se le difficoltà fossero determinate solo a livello di "vertici".
Purtroppo, la realtà in "Oriente" testimonia spesso di "Pastori" ostaggio delle "resistenze" dei loro "fedeli". Le cause sono "storiche", e a questa "storia", ricorda il "Documento", bisognerà avere il coraggio di ritornare in modo pacato e approfondito. Per scoprire – aggiungiamo noi – che in risposta a "divisioni" che ebbero motivi anche "politico-culturali" ("n. 8"), la formazione delle "Chiese Cattoliche Orientali" non fu sempre l'espressione di un sincero sforzo "ecumenico", come sembrano lasciare intendere i "Lineamenta" ("n. 9"). La strategia dell'"uniatismo", che rispetta teoricamente le "autonomie ecclesiastiche" a condizione di raggiungere una "comunione dogmatica" e la "sottomissione" al Papa, è stata una "ferita" non meno importante delle "scomuniche" del 1054 tra Roma e Costantinopoli. Guardare al futuro significa osare progetti "pastorali" comuni, ricordano i "Lineamenta", citando quattro ambiti di "lavoro": i "matrimoni misti" tra diverse "confessioni cristiane", la "Prima Comunione", un "Catechismo" comune e una "data" comune per il "Natale" e la "Pasqua" ("n. 58").
Un "Sinodo", che si occuperà di tutto il "Medio Oriente", non può ignorare i grandi "temi" del "dialogo inter-religioso", visto che in quest'area geografica "eterogenea", le tre "religioni monoteiste" trovano "radici" e "vincoli" vitali. Se è ruolo particolare dei "cristiani" quello di rammentare la distinzione tra "piano religioso" e "piano politico" ("n. 65"), i "Lineamenta" propongono una sfida a tutti i "credenti": quella di una "testimonianza" coerente a servizio delle "società" di appartenenza, in una lotta per i "valori" scevra da ogni "fondamentalismo" e tentazione di "violenza". Sembrano dirci che è doveroso sperare che la "condivisione" di una comune "terra d'origine" possa portare "cristiani", "musulmani" ed "ebrei" non solo ad un reciproco "riconoscimento" e "rispetto", ma anche ad influenzare positivamente le relazioni "sociali" e "politiche" nell'intera "area mediorientale".

* "Centro Domenicano per il Dialogo", Istanbul (Turchia)