BENEDETTO XVI A SAN MARINO

Oggi, il "Santo Padre" a San Marino e Pennabilli.
Il "Vescovo" Negri: «Nella "Fede", le "radici" del nostro "Popolo"».


RITAGLI   
«Il Papa, dono di "gioia"»    DOCUMENTI

Dal "Pastore", l’"invito" a non lasciarsi guidare da «Povertà Ideologiche»,
che tentano di eliminare la "Tradizione Cristiana".
«La "Chiesa", luogo che "educa" l’uomo».

Benedetto XVI presiede la Concelebrazione Eucaristica, nello Stadio di Serravalle!

Mons. Luigi Negri, Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro...

Un abbraccio festoso, per Papa Benedetto, dai Fedeli della Repubblica di San Marino!

Mons. Luigi Negri,
Vescovo di "San Marino-Montefeltro"

("Avvenire", 19/6/’11)

La prima parola che mi viene in mente, quando penso a questo straordinario Evento della "Visita" di Benedetto XVI alla Diocesi di "San Marino-Montefeltro", è l’espressione «gioia della Fede». Penso che questo Evento deve essere il contenuto e il motivo della nostra gioia, la gioia di una Fede che si ritrova nel profondo del nostro cuore e delle nostre coscienze, di una Fede che si ritrova nell’appartenenza alla vita della Chiesa e, quindi, la gioia di incontrare colui che nella Chiesa è il responsabile ultimo della verità della Fede, della coscienza esatta del Mistero della Fede, della Carità che stringe tutte le Chiese fra di loro e con colui che è il garante dell’Unità di tutte le Chiese.
Per la gioia della Fede e per il recupero di questa Fede la Diocesi si è impegnata attivamente, dal punto di vista dell’incremento della Fede stessa; la grande "Peregrinatio Mariae", che ha toccato tutte le Parrocchie della Diocesi, è stata certamente un fatto Spirituale di enorme importanza. Tutto il lavoro che è stato fatto nel tentativo di comprendere sempre più, e in un modo sempre nuovo, la funzione e la responsabilità del Papa, le linee fondamentali del suo insegnamento, hanno arricchito questo cammino. Siamo gioiosi della nostra Fede Cattolica, una Fede grande, quella di questo Popolo: una Fede caratterizzata in maniera molto significativa, anche dal punto di vista Storico, in questa antichissima Diocesi; nasce dall’incontro di movimenti importantissimi: il movimento delle Chiese della
Croazia, che arrivano fin qui attraverso San Marino e San Leone; l’influsso evidente dell’esperienza Greca, che informa tante esperienze della nostra Chiesa, a partire dalla Chiesa di Ravenna.
La fedeltà indefessa, granitica di questa Chiesa con il Successore di Pietro che dà a queste nostre Comunità una consistenza ultima e un grande respiro, il respiro della Cattolicità. Ecco, questa Fede è diventata Cultura, è stata certamente un luogo di grande Culto, che copre in maniera straordinaria, anche numericamente, questa Diocesi con alcuni luoghi di una bellezza straordinaria. Io che ho avuto la ventura e la grazia di riaprire il grande "Duomo" di San Leo, prima, indimenticabile, carissima "Cattedrale" della Diocesi, la "Pieve" di Ponte Messa, la "Pieve" di Macerata Feltria... Non esiste nei miei ricordi una realtà, anche Geografica, che conservi questo splendore del Culto, perché il Culto fosse celebrato adeguatamente!
Ma da questo Culto celebrato adeguatamente è nata una capacità di Cultura e di Civiltà per cui, sulla ricchezza della Fede, si è costruita una vita umana, personale e Sociale, di grandissima dignità che addirittura, come spesso ho richiamato, ha consentito di vivere anche le durezze inevitabili della vita personale, Famigliare e Sociale nella certezza, lieta, che comunque la vita era informata dalla presenza di Cristo e si rivolgeva alla presenza di Cristo: anzi, direi di più, perseguiva la presenza di Cristo attraverso la Missione.
Poi – e l’ho accennato tante volte – è venuto il tempo brutto, di una certa modernità che è arrivata fin qui con questo credito dato alle Ideologie mondane, soprattutto questa presunzione di ridurre molto o di eliminare la Tradizione Cristiana. Così, alla ricchezza della Fede, sono succedute la povertà dell’uomo solo, delle sue Ideologie, non più la ricchezza della Fede che sostiene la vita, ma la povertà, la povertà umana, Culturale e Storica che tenta di darsi una dignità ma non ci riesce. Anzi, sull’onda di questa "povertà Ideologica", che adesso è "Mass-Mediatica", fa irruzione, anche nelle nostre Comunità Famigliari, Parrocchiali, Sociali, una mentalità edonistica, consumistica, che dissolve i rapporti fondamentali. Per esempio la crisi delle Famiglie è veramente grave; la difficoltà a rappresentare per i giovani un punto di riferimento di aggregazione, di
"Educazione" è notevole. La Politica, sia da parte Italiana che di San Marino, non ha brillato in capacità di iniziativa nei confronti dei problemi reali della Società, del bene comune. Allora, il Papa viene a incontrare una Chiesa, quella di "San Marino-Montefeltro", che ha accettato le sfide, e fra le tante la sfida a chi esce vincitore in questa divisione fra nostalgia della Fede e soggezione alla Cultura mondana.
Abbiamo scommesso, in questi anni, moltissimo sull’idea che la
Chiesa è un luogo di "Educazione", raccogliendo e cercando di corrispondere alla grande sollecitazione di Benedetto XVI, che ormai viviamo in un clima di emergenza. I primi passi sono stati fatti, ci sono sintomi di prospettive positive, ci sono indicazioni di problematiche che rimangono molto decise; ecco perché l’incontro col Papa lo sento come una grande risorsa che la Provvidenza, attraverso la Misericordia comprensiva di Benedetto XVI, ci dà perché questo cammino venga verificato. E verificato significa che il Papa lo conosca più di quanto, credo, lo conosca per le relazioni che intercorrono fra la Guida ultima della Chiesa, i Vescovi, eccetera... Lo conosca nel vivo di questo Incontro, e lo comprenda, lo valorizzi, lo corregga, come ho detto a lui personalmente, sinceramente, perché la Fede cresca: «Aiutaci a crescere nella Fede!».
L’unica nostra risorsa è la Fede! Qui per Secoli è stata sperimentata positivamente, perché la Fede dettava un reale cambiamento della vita, dell’esistenza, perché, e ce lo ha insegnato Benedetto XVI, la Fede non è soltanto "informativa" ma "performativa", realizza quello che promette.
L’ho detto tante volte, lo ripeto adesso: ci stiamo preparando veramente ad un Incontro che sconvolgerà i nostri criteri e tutte le nostre previsioni.
Forse la cosa migliore è cominciare a pensare che, dopo il "19 Giugno", non potremo più vivere come abbiamo vissuto fino ad ora; direi che non potremo più vivere come abbiamo vissuto fino ad ora, né come
Cristiani né come uomini!