Praga, Parigi, Danzica: la "sinfonia" Europea della "Chiesa"

RITAGLI     Un’altra "musica" per l’Europa possibile     DOCUMENTI

Mimmo Muolo
("Avvenire", 11/10/’09)

Nell’"Auditorium" della "Filarmonica Baltica" di Danzica è risuonato in questi giorni un "Concerto" del tutto originale. Una "prima" in senso assoluto, che ha visto le diverse voci eseguire uno "spartito" comune, caratterizzato da una "nota" dominante: la preoccupazione che la nuova "Europa" possa finalmente disincagliarsi dalla secche dell’"euro-scetticismo" e prendere il largo sulla spinta del vento favorevole della "solidarietà", che include anche il rispetto della vita in tutte le sue fasi e la promozione della "famiglia" fondata sul "matrimonio". In questo senso le "Giornate Sociali Cattoliche per l’Europa", iniziativa senza precedenti nel "Continente", costituiscono il "terzo tempo" di una "sinfonia" che si è dispiegata per singolare coincidenza nell’arco delle ultime tre settimane. Prima il viaggio del Papa nella "Repubblica Ceca", quindi la riunione dei presidenti delle "Conferenze Episcopali Nazionali", a Parigi, e infine, in questi giorni sulle rive del "Mar Baltico" quello che può essere considerato il prototipo delle "Settimane Sociali Europee". Ma ciò che più colpisce, di questa "trilogia" di eventi "cattolici" dal respiro "continentale", è non tanto la loro concentrazione temporale, quanto il fatto che abbiano progressivamente ed effettivamente coinvolto tutte le componenti del "Popolo di Dio". Il Papa, quasi come un "direttore d’orchestra", gli "Episcopati", e da ultimo i "laici" – autentici protagonisti delle "Giornate" di Danzica – hanno interpretato ciascuno con il proprio stile, ma con uguale convinzione, la "partitura" comune, che in definitiva può essere individuata nei principi fondamentali della "dottrina sociale" della Chiesa.
"Solidarietà" e "sussidiarietà", dignità inalienabile della persona umana e rapporto inscindibile tra "verità", "valori" non negoziabili e "libertà". Il tutto con un stile pacato e dialogante, una mano tesa sia verso le "Istituzioni" comunitarie e nazionali, sia verso i settori più aperti del pensiero "laico". Se, come dicevano i "giallisti" di una volta, tre indizi fanno una prova, questi tre "eventi" sembrano introdurre, nonostante la stagione "autunnale" alle porte, una potente nota di "primavera" del processo di "unificazione" del "Vecchio Continente". Un processo in cui, senza "trionfalismi", ma con grande determinazione, i "cattolici" vogliono essere protagonisti. Non tanto per imporre agli altri il proprio "credo", ma piuttosto per contribuire alla costruzione della "casa comune", portandovi i "mattoni" pregiati senza i quali essa crollerebbe come un "palazzo di sabbia". Se
Benedetto XVI a Praga ha chiesto «memoria e slancio» per una rinnovata presenza nella società; se i Presidenti delle "Conferenze Episcopali" a Parigi hanno riaffermato il principio secondo cui «"laicità" delle "Istituzioni" non significa ignorare il ruolo pubblico della "religione"», a Danzica i "laici cattolici" hanno preso definitivamente coscienza che non serve a niente lamentarsi di come il "Parlamento Europeo" tratta i temi "sensibili", se poi si "latita" nei luoghi in cui si prendono le decisioni, o non si riesce a dare ragione delle proprie convinzioni, creando consenso intorno ad esse.
L’esempio tipico è proprio quello della "famiglia". Come si potrà parlare in futuro di "solidarietà" (un "valore" oggi largamente condiviso anche in ambito "laico"), se questa "solidarietà" non si apprende con il latte materno e in quella basilare esperienza "comunitaria" che è la vita in "famiglia"? Come si potrà viverla se si incentiva lo "sfarinamento" del tessuto "famigliare" e se tutte le fasi della vita rischiano di essere dominate dalla più radicale logica "individualistica"? Ecco, la "sinfonia europea" in tre "tempi" della "Chiesa Cattolica", compone in armonia una convinta e convincente messa in guardia contro le "note" stonate del "relativismo" e del "nichilismo". E spinge a cominciare a suonare tutta un’altra "musica".