"SINODO PER L’AFRICA"

RITAGLI     L’invito del "Sinodo":     DOCUMENTI
«Cara Africa, alzati, è ora di cambiare!»

Nella "bozza" del "messaggio finale", applaudito dal Papa,
l’"appello" a lavorare per dare un futuro di "pace",
"giustizia" e "riconciliazione" al "Continente".

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 18/10/’09)

Dal "Sinodo" un nuovo incoraggiamento ai popoli del "Continente Nero". «Africa, alzati, è ora di cambiare!». È questo, infatti, l’"appello" colmo di speranza che conclude la "bozza" del "Messaggio Finale" ("Nuntius"), presentata ieri nell'"Aula" e letta in quattro lingue, al termine della "XVI Congregazione Generale". Per l’"assise" che da due settimane riunisce in "Vaticano" Cardinali e Vescovi Africani è arrivato il tempo di stilare i primi "bilanci". In attesa di proiettarsi verso gli ultimi sette giorni di lavori, che avranno inizio domani. Il testo provvisorio, composto da una quarantina di "punti", è stato lungamente applaudito dal Papa, presente in "Aula", e dagli stessi "Padri Sinodali", che in tal modo lo hanno sostanzialmente approvato, salvo apportargli alcune modifiche, per renderlo più "snello" e più incisivo in alcuni passaggi. La versione definitiva sarà poi presentata Venerdì 23 Ottobre, per l’approvazione finale.
Il contenuto ruota intorno ad un "tema" principale:
"riconciliazione", "giustizia" e "pace" sono le tre massime "urgenze" per l’Africa e devono permeare tutto il "Continente". A partire da questa idea fondamentale vengono poi sviluppate diverse considerazioni che fanno riferimento all’importanza di "pace" e "giustizia" nella famiglia, nei confronti delle donne, in un mondo "politico" che deve essere al servizio del "bene comune". Quindi vengono ricordati il bisogno di tutelare i bambini e l’ambiente, la necessità di sviluppare la "comunicazione sociale" della "Chiesa" e di cambiare i principi che regolano la "finanza mondiale".
La "bozza" guarda anche alla preparazione culturale dei fedeli "laici", alla necessità di sostegno e di formazione per i giovani, che rappresentano più del 60% delle popolazione africana, e alla "cooperazione" in tutto il "Sud del Mondo". Nel testo i "Padri Sinodali" pensano, poi, ai tanti "migranti" africani nel globo, riflettono su una maggiore diffusione della "dottrina sociale" della "Chiesa", rendono omaggio ai tanti "Missionari", in Africa e nel resto del mondo, che si prodigano per il "cristianesimo".
Naturalmente il "Nuntius" presentato ieri in "Aula" non omette di fare esplicito accenno alla "povertà", grande ostacolo alla "pace", alla "pandemia" di "Aids" e all’importanza del dialogo "inter-religioso" ed "ecumenico", da coltivare sempre, perché l’unità è fonte di grande forza. Infine, i "Padri Sinodali" invitano l’Africa a non disperarsi perché il "Continente" è ricco delle "benedizioni" di Dio e ribadiscono che il destino del Paese è nelle mani degli Africani stessi e che tocca soprattutto a loro dare nuovo slancio al "Continente". Di qui l’"appello" che dà il titolo all’ultimo "paragrafo" del "Messaggio" e che appare in effetti come uno "slogan" programmatico per il futuro: «Africa, alzati!». La conferma viene anche dall’intervista alla "Radio Vaticana", rilasciata ieri dal Presidente della "Commissione" che ha steso il testo,
Monsignor John Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, in Nigeria: «L’"appello" suona un po’ così: guardate ciò che l’Africa è, certamente non è qualcosa di cui possiamo essere fieri. Non possiamo continuare a scaricare le colpe altrove. Sì, ci sono delle ingerenze esterne, delle responsabilità "politiche" dei grandi "poteri", però questo non può essere il pretesto per non fare qualcosa».
Oltre che alla presentazione del "Messaggio", i lavori del "Sinodo" hanno fatto spazio ieri mattina alla presentazione del volume: "Un Papa che non muore", del "vaticanista"
Gianfranco Svidercoschi. Il libro, edito dalla "San Paolo", è stato illustrato ai "Padri sinodali" dal Segretario Generale del "Sinodo", Monsignor Nikola Eterovic, alla presenza di Benedetto XVI.