"GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI"

RITAGLI     «Voci e volti della "Parola"     DOCUMENTI
nell’età dei "media digitali"»


Alla "vigilia" della "Giornata delle Comunicazioni Sociali",
il "Vescovo" Giuliodori rilegge il "tema" scelto dal Papa:
guardando, da un lato, al "Sinodo" sulla "Scrittura" del 2008;
dall’altro, al ruolo dei "Sacerdoti".

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 15/5/’10)

Ogni "Giornata delle Comunicazioni Sociali" ha il suo "tema" e la sua "originalità". In quella che verrà celebrata domani, Monsignor Claudio Giuliodori coglie due "direttrici". Le stesse che il Papa ha dato al suo "Messaggio". «Da una parte – spiega il "Vescovo" di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, "Presidente" della "Commissione Episcopale Cei per la Cultura e le Comunicazioni Sociali" – l’attenzione che i "Sacerdoti" sono chiamati ad avere al nuovo contesto "culturale" generato dai "media digitali", e dall’altra il legame con la "Parola di Dio". Da questo punto di vista il "Messaggio", inserendosi nella scia del "Sinodo sulla Parola", e in attesa dell’"Esortazione Apostolica" che il Papa sta preparando, può aiutarci a riflettere attentamente su come la "Parola" vada calata nel nuovo contesto "culturale". In particolare i "Sacerdoti" non possono prescindere da questo nuovo ambiente, che da una parte rafforza i canali "tradizionali" di "comunicazione", dall’altra apre orizzonti sconfinati di "dialogo" e di "incontro". Anche con persone lontane dalla vita della "comunità cristiana".

Possiamo dire con Paolo VI che le "tecnologie" sono i nuovi "tetti"?

Sicuramente sono i "tetti", ma anche le nuove "strade". Da sempre la "Chiesa" ha vissuto con grande entusiasmo e generosità l’impegno a portare il "Vangelo" ovunque. Questo ovunque oggi è meno "geografico" e molto più "digitale", e quindi la "Chiesa" non può sottrarsi alla necessità di affrontare la nuova "sfida". Il "Convegno" "Testimoni digitali" ci ha offerto una "mappatura" del nuovo contesto e ci ha messo di fronte ad "analisi" molto accurate, oltre che ad esperienze già positivamente avviate per incarnare la "missione" della "Chiesa" e l’"annuncio" del "Vangelo" in questo nuovo contesto.

Si può dire che la "Chiesa Italiana" sia all’"avanguardia" nel settore?

Per molti versi direi di sì.
Abbiamo dedicato un "Decennio" alla "Comunicazione in un mondo che cambia", ci siamo dotati di strumenti come il "Direttorio" per una "Pastorale" più efficace, abbiamo sviluppato una "progettualità" di ampio respiro con il
"Progetto Culturale" e attraverso "mezzi di comunicazione" che vanno dal "quotidiano" alla "tivù", passando per "radio", "agenzia di stampa", "settimanali" e "Web". Nell’insieme dunque la "Chiesa Italiana" è certamente all’"avanguardia". Non mancano però nel mondo altre esperienze valide anche tra i "Sacerdoti".

Ai "Sacerdoti", che cosa si può dire?

Che anche in questo settore è importante la "formazione". I "nuovi media" non sono un’esclusiva dei "Preti giovani", anzi spesso i "Sacerdoti" più avanti negli anni sono più duttili rispetto alle "innovazioni tecnologiche". Tuttavia, già a partire dai "Seminari", deve esserci una maggiore attenzione alla "conoscenza" di questo nuovo contesto e una "competenza" nell’utilizzo degli "strumenti". È auspicabile che tutto ciò si traduca anche in "percorsi" stabili nell’"iter" di "formazione" dei "Sacerdoti".

L’attenzione sui "nuovi media" non rischia di far dimenticare quelli "tradizionali"?

Il "Convegno" stesso e le "analisi" di cui disponiamo ci dicono di no.
Di fatto i "media tradizionali" sono arricchiti e sviluppati, non cancellati. Le "notizie" continuano a venire dalla "carta stampata", variamente veicolate nel "fiume digitale". Dunque una "continuità" nella "novità".

Qual è il miglior modo di "celebrare" la "Giornata"?

Non ridurla solo a un "richiamo" nel corso della "Messa Domenicale". Il "Direttorio" ci dice con chiarezza che la "Giornata" deve essere l’occasione per una serie di iniziative da programmare nell’arco di una settimana o del mese. Magari un "film" sul "tema" che aiuti a discutere, una "conferenza", una proposta dei "giovani" attraverso i "nuovi media", un’iniziativa con gli "Sms" o l’apertura del "Sito" della "Parrocchia", cioè una serie di iniziative ed eventi che valorizzino la "tematica".

Che cosa pensa dell’"azzeramento" delle "agevolazioni" sulle "tariffe postali" per la "stampa"?

Ci sono due considerazioni da fare. È abbastanza evidente che il mondo della "comunicazione" oggi è legato in modo particolare alla "raccolta pubblicitaria" e questa risorsa deve essere meglio distribuita. In secondo luogo, se la "comunicazione" è un bene che favorisce la crescita della "società", va considerata come "servizio" da sostenere e da promuovere anche con "agevolazioni". E quindi ci auguriamo che nelle forme più opportune non venga meno il "sostegno" dello "Stato" e degli "Enti" preposti. E che la diffusione dei "media locali" – e in particolare dei "giornali" e delle "radio" che nascono da iniziative sul territorio, della "comunità ecclesiale" o di altri soggetti – possa trovare adeguato "riconoscimento" e "sostegno".