"Coraggio" e "pazienza":
l’"insegnamento" del Papa nei giorni della "Visita" a Cipro

RITAGLI     La "tela" da "ritessere"     DOCUMENTI

Gioia e speranza tra i fedeli Ciprioti, che attendono le parole di Benedetto XVI! Papa Benedetto XVI in preghiera, duranta la Santa Messa a Nicosia... Atmosfera festosa tra gli abitanti di Cipro, per l'arrivo del Papa nell'Isola!

Mimmo Muolo
("Avvenire", 8/6/’10)

I "Viaggi" di Benedetto XVI, al di là del loro grande valore "pastorale", si stanno rivelando un utile strumento per approfondire la conoscenza del "pensiero" e della "personalità" del "Pontefice". È accaduto anche nella "tre-giorni" di Cipro, una "Visita" che aveva all’inizio diversi fuochi d’interesse ("pace" in "Medio Oriente" e presenza dei "cristiani", rapporto con gli "Ortodossi", "dialogo" con i "Musulmani", i tre sicuramente preminenti), e che proprio nei giorni della vigilia si era colorata di tinte "inopinatamente" fosche a causa dell’"attacco Israeliano" alle navi degli "attivisti filo-Palestinesi" e dell’"omicidio" di Monsignor Luigi Padovese.
Invece, una volta di più, Papa Ratzinger ha dimostrato di avere, di fronte alle "acque agitate" della "cronaca", la fermezza propria di chi è stato chiamato a governare con saggezza la "barca" di Pietro. Non solo ha raccomandato di seguire la rotta della "pace", della "riconciliazione" e del "dialogo" in tutti gli "incontri" della fitta "agenda" del "Viaggio". Ma ha anche fornito la "bussola" sicura per far sì che da quella rotta non ci si allontani anche quando il "barometro" dei rapporti tra i "popoli" e le "religioni" – e, purtroppo, continua ad accadere – si mette a "tempesta". «Bisogna avere il "coraggio" e la "pazienza" di ricominciare sempre di nuovo», ha detto ai "giornalisti" nella consueta
"Conferenza Stampa" tenuta sull’aereo durante il "volo" di andata. Più che una semplice "esortazione", una regola d’oro che offre la cifra interpretativa non solo del "Viaggio", ma anche di tutte le "bufere" che questo "Pontificato" ha attraversato in poco più di cinque anni. In sostanza, quasi capovolgendo la famosa immagine della "tela" di Penelope, Benedetto XVI invita a "ritessere" alla luce della "retta ragione" quello che altri distruggono e disfano nelle ombre di "inumane passioni". Lo dice naturalmente "in primis" ai "cristiani", ma con loro anche a tutti gli uomini di "buona volontà", a partire da quelli che operano negli "organismi politici nazionali" e "internazionali". Mai pensare che di fronte alla "violenza", anche la più "ingiusta" ed "efferata", nulla ci sia da fare. Al contrario, le vie della "pace", proprio come quelle di Dio, sono infinite. Un "messaggio", questo, che da Cipro risuona innanzitutto sulle vicine sponde del "Medio Oriente" "martoriato". Ma che si può applicare anche ai rapporti "Cattolico-Ortodossi", alla ricerca della difficile soluzione della questione "Cipriota", al "dialogo" non sempre agevole con l’"Islam".
"Pazienza" e "coraggio", dunque, per ricominciare a trattare, per fermare il "bagno di sangue", per promuovere la pacifica "convivenza" tra "Cristiani", "Ebrei" e "Musulmani". "Pazienza" e "coraggio" per non arrendersi di fronte alle «gelate» (che pure ci sono state e non molto tempo orsono) del cosiddetto «inverno ecumenico».
"Pazienza" e "coraggio", infine, per ricordare a tutti ("Musulmani" compresi) che i "diritti umani" hanno valore "universale". E che, tra di essi, la libertà di "religione" e di "coscienza" non sono certamente degli "optional".
Per Benedetto XVI queste non sono solo "parole". Egli per primo ha mostrato di crederci a tal punto da applicarle anche quando per "fraintendimenti" causati in gran parte dai "media" ("Discorso" di
Regensburg e conseguente "crisi" con gli "Islamici", remissione della "scomunica" ai "Lefebvriani" e "problemi" con gli "Ebrei") o per "colpe" altrui (questione dei "Preti pedofili") ha dovuto ritessere da capo rapporti e "ricentrare" attenzioni. Le stesse "parole" pronunciate sull’"omicidio" di Monsignor Padovese si iscrivono in questo contesto.
Cioè nella profonda convinzione di un uomo del "Vangelo" che ha in Cristo la vera "pace" e non si stanca di annunciarla al mondo, vivendola ogni giorno. Anche quando le vicende della vita costringono a ricominciare da capo. Con "coraggio" e "pazienza".