INTERVISTA

Il "Vescovo", Mons. Spina: «Forza "spirituale" per guarire le nostre "ferite"».

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«Evento di "conversione" e "gioia"»

Il "Presule Abruzzese": «In una terra segnata dal "sisma" del 2009,
la "Visita" del "Pontefice" è un "segno" di "speranza",
e ci aiuterà a riscoprire l’"eredità" di Celestino V».

Papa Benedetto XVI, testimone di luce e di fede, con un Vescovo Metropolita, a Roma...

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 3/7/’10)

Un "viaggio" nella "storia", per guardare al futuro. Una "Visita" che ripropone una figura apparentemente d’altri tempi, ma più attuale che mai, anche per i giovani del "2000". E una terra che dopo le "ferite" del recente "terremoto", vuole riappropriarsi della "speranza". Sono questi, secondo Monsignor Angelo Spina, i motivi principali della "giornata" che Benedetto XVI trascorrerà domani a Sulmona. Il giovane "Vescovo" (55 anni) dell’antica "Chiesa Abruzzese", sulla cui "Cattedra" siede da tre anni, racconta ad "Avvenire" la vigilia dell’arrivo del Papa, vissuta con l’impegno di chi si è a lungo preparato e vuole cogliere ora a pieno l’opportunità di un riscatto innanzitutto "spirituale", ma dalle inevitabili ricadute "sociali".

"Eccellenza", perché un "Anno" dedicato a Celestino V, in occasione dell’"VIII Centenario" della sua "Nascita"?

I "Vescovi" dell’Abruzzo e del Molise concordemente hanno voluto questo "Giubileo" perché "San Pietro Celestino", nato nel Molise, ha percorso in lungo e in largo l’Abruzzo, fondando tanti luoghi di "culto", "Eremi" e "Cenobi". Poi a L’Aquila è stato incoronato "Papa" e sempre a L’Aquila, nella "Basilica" di Collemaggio, riposano le sue "spoglie". Nella nostra "Diocesi" c’è l’"Eremo" di "Sant’Onofrio" sul "Monte Morrone", dove ricevette la notizia dell’"Elezione" a "Pontefice" e dove nel 1241 fondò la monumentale "Abbazia" di "Santo Spirito", un complesso di "fede", di "spiritualità" e di "arte". I "Vescovi", dunque, hanno voluto l’"Anno Giubilare" perché sia occasione per riscoprire la "vocazione universale" alla "Santità", per approfondire la ricerca di Dio attraverso il "silenzio", l’ascolto della "Parola" e la "contemplazione", per prendere coscienza della gravità del "peccato", annunciando la "misericordia" di Dio e richiamando al "perdono" e alla "riconciliazione". Ma anche per comprendere il valore della "natura" come dono di Dio da usare e non da "abusare", educando a stili di vita di "sobrietà" e di "solidarietà". Ed è proprio in questo contesto che il Papa viene a visitarci.

Che cosa aggiunge al "Giubileo" l’arrivo del Papa?

Una grande "gioia" e una "speranza", soprattutto in questo "entro-terra" dell’Abruzzo, zona tra le più povere, anche per effetto del "sisma" dello scorso anno. I problemi principali sono la mancanza di lavoro e lo "spopolamento" dei paesi. Quindi noi ci aspettiamo che la venuta del "Santo Padre" porti innanzitutto tanta "forza spirituale", per aprirsi al futuro e progettarlo in una chiave più "umana".

Uno dei momenti principali sarà l’"incontro" con i "giovani". Qual è il "messaggio" che, attraverso Benedetto XVI, Celestino V può dare ai "ragazzi" di oggi?

Quello di Celestino V è un "messaggio" forte. È l’invito ad avere "coraggio", a non rinunciare a stili di vita "alternativi" in una "società" dove tutto viene "omologato", ad essere dei giovani "liberati" per essere "liberi", ad amare la "natura" e a saper fare proposte perché questa "natura" non venga inquinata. Ma soprattutto Celestino ci ricorda che la via dell’uomo non si conclude sulla terra, ma in "cielo". E questo è perfettamente in linea con il bisogno dei giovani di avere "prospettive" e "ideali" grandi, così come grande è la "vocazione" alla "Santità".

Com’è la situazione delle "vocazioni" in "Diocesi"?

C’è una bella ripresa. I giovani stanno rispondendo alla "chiamata" di Dio. Certo, i "numeri" non sono altissimi, perché da un’"indagine sociologica" risulta che, sui circa 85mila abitanti della nostra "Chiesa locale", meno di 5mila sono i giovani dai 15 ai 25 anni. Però attualmente abbiamo sette "Seminaristi" che stanno facendo gli studi di "Teologia".

Questa "Visita" giunge a 15 mesi dal "terremoto". Quali "strascichi" ha lasciato il "sisma"?

Abbiamo subito danni gravissimi alle persone, alle "strutture" e all’"economia". Sui 49 "Comuni" della "Diocesi", 35 sono stati segnati dal "terremoto". Abbiamo 61 "Chiese" inagibili e questa "tragedia" ha portato anche la perdita di numerosi posti di lavoro. La città di Sulmona, inoltre, ha avuto circa 1000 "sfollati", alcuni dei quali ancora non riescono a rientrare nelle proprie case. Ora, però, c’è una lenta ripresa e questo lascia ben sperare.

Quale "segno" desidera che la "Visita" del Papa lasci alla sua "Chiesa"?

Il "segno" più bello è la "conversione" dei cuori, perché quando il cuore dell’uomo si apre a Dio, arriva tanta "luce". Dobbiamo recuperare il senso della "speranza", insieme con la certezza che il Signore non ci abbandona e che ci ama in ogni situazione.