INTERVISTA

L’Arcivescovo di "Ancona-Osimo", Mons. Edorado Menichelli,
traccia un "bilancio" positivo del "Congresso Nazionale".
«In questi giorni, abbiamo compreso la "centralità" di Dio nella "vita" dell’uomo».
«Il Papa ci ha ricordato quanto questo "Sacramento" sia indispensabile nella nostra "vita quotidiana"».

RITAGLI     «L’"Eucaristia" è la sorgente di "speranza"     DOCUMENTI
per il "Paese"»

Forte il "richiamo", nell’"Omelia" di Benedetto XVI,
«alla "dignità" della persona, che si esprime anche attraverso il "lavoro"».

L'abbraccio di Papa Benedetto XVI, giunto ad Ancona per il Congresso Eucaristico Nazionale...

Da Roma, Mimmo Muolo
("Avvenire", 13/9/’11)

L’obiettivo è stato raggiunto! Se dal "Congresso Eucaristico Nazionale" doveva arrivare un messaggio di speranza per l’Italia, così in effetti è avvenuto. Grazie alle parole del Papa, alla partecipazione dei fedeli e ai contenuti della "Settimana Congressuale", così fitta di incontri.
Il "day-after" di
Monsignor Edoardo Menichelli è un bilancio «più che positivo». L’Arcivescovo di "Ancona-Osimo" tira le fila dell’evento, ed afferma: «Ho avuto l’impressione che non sia stato un "Congresso" di consuetudine. Ho visto partecipazione, ascolto e preghiera, e penso che davvero le giornate di Ancona e delle altre Diocesi abbiano rilanciato la fiducia per costruire un Paese migliore!».

Domenica l’"incontro" con il Papa ha posto il "suggello"... Che cosa l’ha colpita maggiormente, della "presenza" di Benedetto XVI?

Due suoi richiami ed un atteggiamento...
Prima di tutto la sottolineatura della centralità dell’
Eucaristia. È un invito diretto a tutti noi, perché cibarsi del Corpo e Sangue di Cristo è fondamentale per la nostra vita di Cristiani inseriti nella società. Il Papa ci ha ricordato quanto questo Sacramento sia non solo necessario, ma assolutamente indispensabile. Rivolgendosi sia agli sposi, sia ai Sacerdoti, ha auspicato che traggano proprio dall’Eucaristia la forza per la loro specifica missione educatrice. E dunque il lavoro del dopo "Congresso" deve essere quello di rimotivare sempre più l’amore per la Comunione Sacramentale in tutte le nostre comunità. Il secondo richiamo è quello alla dignità della persona che si esprime anche attraverso il lavoro, notazione quanto mai opportuna in un tempo di crisi come il nostro.

E l’"atteggiamento"?

La sua tenerezza di padre, che si è espressa in ogni momento della Visita. Uno degli operai "cassintegrati" che ha pranzato con il Santo Padre mi ha detto: «Ho sentito il Papa davvero vicino a ognuno di noi, e mi hanno colpito i suoi occhi buoni e paterni!».
Anch’io, che gli ero sempre vicino nei diversi momenti della Visita, ho avuto la stessa sensazione. Mi sono commosso in particolare quando l’ho accompagnato nella stanza predisposta per il suo riposo, e dove avevamo fatto sistemare un Crocifisso con un inginocchiatoio.
Il Papa si è genuflesso e ha pronunciato una preghiera "a braccio" per la nostra Diocesi, per il "Congresso", per l’Italia intera.

Anche in alcuni momenti "pubblici" del "Congresso", lei è apparso visibilmente "emozionato"...

Dio ci ha dato l’intelligenza ed anche il cuore! Ed è bene usare tutti e due questi suoi doni. Del resto, come si fa a non commuoversi di fronte a migliaia e migliaia di persone che hanno partecipato alla Processione Eucaristica, o quando vedi uomini apparentemente lontani dalla Chiesa che si inginocchiano, o il Papa che fa una carezza a un bambino. Anche Gesù, in alcune pagine del Vangelo, si commuove, ed io penso che questo sentimento costituisca un buon tragitto di fede.

In definitiva, qual è il "messaggio" del "Congresso Eucaristico Nazionale", celebrato ad Ancona, e nelle "Diocesi" limitrofe?

Penso che il dato di fondo sia nel convenire di un intero popolo intorno all’Eucaristia, per sottolineare – come diceva il Santo Padre – la centralità di Dio nella vita dell’uomo. Ne è scaturita una riflessione importante sugli ambiti dell’esistenza quotidiana. E questo è un messaggio di speranza per tutti! Siamo in un momento di crisi, è vero, ma possiamo superarlo con la coesione e l’apporto di tutti. La "comunione" paga anche in termini sociali e politici. Ce lo ha ricordato il Papa, e lo ha ribadito anche il "Presidente" della "Cei", il Cardinale Angelo Bagnasco (che ringrazio per la sua vicinanza in questi giorni), parlando di «collaborazione sinfonica». Ad Ancona abbiamo visto quanto è bello che i fratelli stiano insieme! Perché non applicare questa "ricetta" anche all’Italia?