La "Gmg" di Papa Francesco

RITAGLI     In questa "giovane" Rio,     DOCUMENTI
per "capire" e "imparare"

Il sorriso semplice di Francesco lascerà per sempre un segno, nel cuore della gioventù di tutto il mondo!

Giovani in festa, sulla spiaggia di Rio de Janeiro, in attesa dell'arrivo del Papa...

Dall'Argentina, al Brasile, l'America Latina è una tappa importante, nella vita di Papa Francesco!

Mimmo Muolo
("Avvenire", 21/7/’13)

A guardarli con l’occhio un po’ superficiale del turista, potrebbero sembrare "tipi da spiaggia"! Anche in questo caldo inverno Brasiliano, infatti, le spiagge di Copacabana e Ipanema sono gremite di gente, che fa il bagno, gioca a palla e pratica il "footing". Una popolazione di giovani, famiglie e bambini... Rarissimi, gli anziani! Ed è un fatto che sembra in aperto contrasto con i dati di un Brasile, tutto proteso a lavorare e produrre. Ma è una vera contraddizione, oppure, per capire veramente questo Paese, bisogna andare al di là degli stereotipi? L’impressione è che Papa Francesco, con la Visita che s’inizierà domani, e la Chiesa Brasiliana, organizzando la "Gmg", possano offrire le chiavi di lettura giuste. Lapidarie, in questo senso, furono le parole dell’Arcivescovo della Chiesa "Carioca", Oranì Joao Tempesta, subito dopo l’annuncio ufficiale, dato da Benedetto XVI, a Madrid: «Chi verrà a Rio – disse, due anni fa – , capirà finalmente che non siamo soltanto Calcio, "Samba" e Carnevale! E troverà una fede giovane, e gioiosa!». Fede e gioventù, dunque... Questo è in fondo il "segreto", che si avverte a pelle, girando per le strade di Rio de Janeiro! Fede piena di speranza, lontana dal pessimismo, aperta invece al futuro e alla gioia di vivere. Proprio quella fede, che il Pontefice sta annunciando, in questi primi mesi di Servizio Petrino, e che, si può essere ragionevolmente certi, proporrà in questo Viaggio nella "sua" America Latina, di cui conosce tutti gli aspetti, positivi e negativi. Il Brasile del Duemila è un coacervo degli uni, e degli altri! Da un lato, non è un Paese di vecchi, e dunque si ha come la sensazione che la "Gmg" abbia, per così dire, trovato il suo "habitat" naturale. Evento dei giovani per i giovani, in una Nazione in forte crescita economica e demografica, la prima "Giornata Mondiale" di Papa Francesco è un appuntamento al quale, idealmente, tutta la popolazione Brasiliana potrebbe iscriversi, dato che l’età media dei duecento milioni di abitanti è di ventinove anni!
Perciò, tutto ciò che il Papa farà e dirà, nei prossimi sette giorni, suona già come un messaggio da coniugare al futuro! Tuttavia, il Brasile che cresce a ritmi da capogiro, che è ormai la sesta potenza mondiale, avendo superato
Italia e Gran Bretagna, e che ha raddoppiato, negli ultimi anni, il numero dei laureati, chiede di essere guardato (come, del resto, tutto il Continente "Latino-Americano") anche nei suoi difetti. La tappa di Aparecida, da questo punto di vista, è un’ulteriore chiave di lettura del Viaggio, dato che lì fu scritto dai Vescovi del "Celam" (con il determinante contributo, dell’allora Cardinale Bergoglio) un "documento-fotografia" di quelle ombre che, al pari delle luci, il Papa conosce bene. Delinquenza, droga, povertà, analfabetismo, squilibri economici, sono fenomeni ancora ben presenti e palpabili, anche per le strade di una Rio rimessa a nuovo, per l’arrivo dell’ospite illustre, e in vista degli Eventi Sportivi dei prossimi anni. Così, questo Viaggio può davvero diventare un aiuto a leggere la realtà Brasiliana e Continentale, sia senza la superficialità di chi riduce tutto al clima da spiaggia, sia senza l’enfasi di chi, basandosi solo sul "boom" degli indicatori economici, dimentica i problemi. Papa Francesco possiede la conoscenza, la dimestichezza e la statura morale, per aiutarci a compiere una simile operazione. E il fatto che, in tutte le manifestazioni di questi giorni, nessuno abbia mai pronunciato neanche un solo "slogan" contro di lui e la Chiesa, dimostra quanto il suo arrivo sia atteso. Del resto, i giovani che scendono in piazza contro la corruzione non possono ignorare che, proprio alla corruzione, egli ha dichiarato, fin da quando era a Buenos Aires, una guerra senza quartiere. E, allora, che la festa cominci, e che il segnale arrivi, chiaro e forte, anche in casa nostra! Nell’Italia, e nell’Europa, della crisi e dello scoramento, la lezione Brasiliana, e quello che il Papa dirà in questi giorni, possono aiutarci a trovare il bandolo di una matassa sempre più aggrovigliata. Il messaggio, in fondo, è semplice: nessun Paese può crescere se, come ha ricordato proprio Francesco, viene rubata la speranza ai giovani. I Brasiliani, questo, lo hanno capito... Altro, che tipi da spiaggia! Forse da loro possiamo, anzi dobbiamo, imparare molto!