IL PAPA IN SARDEGNA

Il "Benvenuto", dell’Arcivescovo di Cagliari, a Bergoglio:
«Ci sentiamo "amati" per primi!».

RITAGLI     Mons. Miglio:     DOCUMENTI
«Noi, "periferia", nel "cuore" della "Chiesa"»

«Lampedusa a parte, Cagliari è la prima realtà "Italiana",
ad essere "visitata" dal Pontefice.
Un "Viaggio" nel segno della Vergine, ma che affronterà tutti i problemi più "caldi",
che sono presenti sul territorio,
dalla crisi dell’"occupazione", all’"emigrazione giovanile"».
«Sul piano "Pastorale", "urgenze" da affrontare sono la risposta alla "secolarizzazione",
e un rinnovato "impegno" nella "formazione" di Cristiani "solidi"».
«L’"augurio" è che questa "Visita" aiuti la "politica" locale, a essere "laboratorio",
rispetto al resto del Paese.
Nel senso, di mettere al primo posto i problemi "oggettivi", e il "bene comune",
e non le "beghe" di parte».

Il Santuario della Madonna di Bonaria, a Cagliari, tappa importante della Visita di Papa Francesco in Sardegna...

Dal nostro inviato a Cagliari, Mimmo Muolo
("Avvenire", 22/9/’13)

Ha il volto della Sardegna, la porta di ingresso scelta dal Papa per la sua prima Visita (Lampedusa a parte), in una Diocesi Italiana! Arrigo Miglio, ne è profondamente convinto... «Francesco – dice l’Arcivescovo di Cagliari – vuole conoscere l’Italia, partendo dalle situazioni di maggiore povertà! E noi, anche se nell’Isola ci sono zone molto ricche, siamo complessivamente una "periferia"... Gli diciamo grazie! Ci sentiamo amati per primi, e vogliamo essere sempre più fedeli al suo Magistero!». Nelle parole del Presule, ci sono già tutti i principali motivi della Visita odierna. Motivi che, parlando con "Avvenire", l’Arcivescovo analizza più nel dettaglio...

Come definirebbe, in "sintesi", la "presenza" di Francesco, a Cagliari?

Non è solo un Viaggio di devozione! Certamente, c’è un legame storico, tra il Santuario di Bonaria, e il nome della città di Buenos Aires... Ma, quando abbiamo definito il Programma della Visita, è stato il Santo Padre per primo a sottolineare i problemi del mondo del lavoro, e dei giovani. Infatti, i due Incontri principali, oltre alla Celebrazione della Messa, saranno questi! La nostra Isola, infatti, ha grandi risorse naturali e di capitale umano, ma in questo momento sta soffrendo un livello di disoccupazione spaventoso. L’emigrazione giovanile è una vera e propria emorragia, che ci impoverisce ulteriormente. E a questo vanno aggiunti la denatalità (in vent’anni, da Regione più fertile, siamo diventati la Regione con meno nascite, in Italia), e mali sociali, come la droga e la delinquenza!

Eppure, nell’"immaginario" collettivo, la Sardegna è una specie di "Paradiso" turistico...

Ultimamente, però, l’aumentato costo dei trasporti ha messo in crisi anche questo settore! Perché, se imbarcare una macchina costa, a una famiglia di quattro persone, quello che costa, tutto il periodo delle ferie, da un’altra parte, è finita... E lo stesso problema ce l’hanno anche gli imprenditori e le aziende, per il trasporto delle merci!

Vi aspettate un "aiuto", dalla "Visita" del Papa, anche sotto questo "profilo"?

Francesco è il quarto Papa che viene, nel giro di quarant’anni! Vorremmo che questo fosse anche un segnale, per le Autorità centrali del Paese. La Chiesa ha attenzione per la Sardegna... Allo stesso modo, auspichiamo che facciano tutte le altre istanze politiche e sociali!

A tal proposito, è rimasta viva la "memoria" dell’"Appello" di Benedetto XVI, affinché i "Cattolici" si impegnino in "politica"... È ipotizzabile, che Francesco lo ripeta?

Le parole di Benedetto XVI, a Cagliari, nel 2008, hanno lasciato un segno, guidando la riflessione delle nostre Chiese, e spingendo molti ad impegnarsi in prima persona! Papa Francesco, in un certo senso, ha già ripetuto questo Appello, Lunedì scorso... Di certo, la sua attenzione ai giovani, al lavoro, alla povertà e alle istanze sociali, sono già un messaggio "politico". Mi auguro, dunque, che questa Visita aiuti la politica Regionale a essere un laboratorio, rispetto al resto del Paese. Laboratorio, nel senso di mettere al primo posto i problemi oggettivi e il bene comune, e non le "beghe" di parte!

I Vescovi Sardi, hanno incontrato il Papa, a Maggio, per la Visita "Ad Limina"... Come guarda, il Papa, alla realtà "Regionale"?

Ci ha ascoltato tantissimo, intervenendo, alla fine, con domande, che erano il segno di una vicinanza "paterna"... Francesco ha cercato di rendersi conto della situazione, per studiare il tipo di aiuto che ci può dare!

In sostanza, che cosa suggerisce, la "Chiesa", alla "politica" e alla "società civile", per il "rilancio" della Sardegna?

Rilancio dell’occupazione, valorizzando le risorse naturali e paesaggistiche, formazione dei giovani, soluzioni efficaci per il problema dei trasporti, misure a favore della famiglia... Anche la creazione di zone franche, nell’Isola, può essere di aiuto. Come, ad esempio, la riconversione di alcune industrie, che non hanno più mercato (penso alla zona delle miniere), e all’utilizzo degli antichi percorsi turistici e culturali!

E, a fronte di questa "situazione", quali sono le priorità "Pastorali", delle "Chiese" di Sardegna?

Purtroppo, per quanto riguarda i venti della Secolarizzazione, non siamo un’Isola! Occorre, perciò, rinnovare e potenziare l’Iniziazione Cristiana, in modo che diventi un cammino di formazione di Cristiani solidi. E, d’altro canto, bisogna continuare a purificare la Religiosità Popolare, ancora molto forte da noi, affinché sia occasione di crescita nella Fede!