"CRISI ECONOMICA"

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L’"indigenza" aumenta nei "Paesi ricchi"...
A Los Angeles la situazione è peggiore che nel 1929!

A Los Angeles, grande Metropoli Americana, c'è un forte contrasto tra gli alti grattacieli e la miseria dei quartieri più poveri...

Loretta Napoleoni*
("Mondo e Missione", Ottobre 2010)

La povertà, invece di diminuire, continua la sua inesorabile avanzata proprio nei Paesi ricchi. A Los Angeles, la città dei Divi del Cinema, delle Ville Principesche e della Spiaggia di Malibù, i "senza-tetto" sono in costante aumento. Da quando è scoppiata la recessione, il numero delle famiglie che ha perso tutto, inclusa la casa, è salito del 30 per cento. Bambini e adolescenti finiscono in strada con i genitori.
A detta dell'Ufficio Municipale preposto, la "Homeless Service Authority", ogni notte a Los Angeles più di 300mila persone non sanno dove dormire. Ma secondo "Countrywide, the National Alliance to End Homelessness", una "Ong" che si occupa specificamente dei problemi dei "senza-tetto", questi ultimi sono più del doppio: 670mila! Tra questi ci sono AJ Goode e sua moglie Mary, che hanno vissuto in auto per cinque mesi prima di ottenere una stanza alla
"Union Rescue Mission" di Los Angeles. Chi offre aiuto ai "senza-dimora" sono infatti le Organizzazioni Religiose. Il Reverendo Andy Bales, che dirige la "Union Rescue", confessa che la situazione nella città è drammatica e la Missione fatica a offrire un tetto persino a una piccolissima frazione di coloro che quotidianamente bussano alla sua porta. La "Union Rescue" ospita ogni notte circa mille persone, troppo poco per arginare quello che Bales definisce «lo "Tsunami" di nuovi poveri».
La triste storia dei Coniugi Goode è simile a quella di milioni di
Famiglie Americane. AJ e Mary Goode lavoravano nel Tennessee in un "Motel" che ha chiuso per mancanza di clienti. I Coniugi si sono ritrovati senza lavoro e hanno deciso di cercare fortuna altrove. Spostandosi di città in città, sono approdati a Los Angeles. Ironia della sorte vuole che la Missione si trovi solo a qualche isolato dai Grattacieli del Centro Finanziario della città, dove hanno i loro uffici gli Agenti delle Stelle del Cinema, e a due passi dallo sfarzoso Municipio. Un mondo lontano anni luce dalla realtà dei residenti della "Union Rescue". A sua volta, questi fortunati sono lontani mille miglia dagli abitanti di "Skid Row", il miglio quadrato di disperazione che circonda la Missione. Qui le immagini della povertà assoluta dei tempi di Reagan tornano con prepotenza a riempire l'orizzonte. Gente coperta di stracci che elemosina a ogni angolo di strada, altri che spingono carrelli del "Supermercato" con tutti i loro averi, i più disperati accucciati sul marciapiede senza neppure la forza di proteggersi dai raggi inclementi del sole estivo Californiano. Possibile che questa sia l'America?
Da qualche settimana la Missione fa pagare sette Dollari a chi vuole rimanere anche durante la giornata. Due Dollari vengono messi da parte: una sorta di "auto-finanziamento". La decisione è dettata dal desiderio di restituire dignità alle famiglie che hanno perso tutto, ma anche dalle condizioni economiche ormai critiche in cui versa la Missione. Per risparmiare si è ridotto il personale, ma le spese sono ancora eccessive poiché, a causa della
crisi, le donazioni si sono ridotte. «Da 119 anni, da quando la Missione è stata fondata, non abbiamo mai avuto problemi tanto gravi: persino ai tempi della grande "depressione" stavamo meglio. Oggi serviamo dieci volte il numero di "senza-tetto" che servivamo nel 1929, ma Los Angeles è solo tre volte quella di quegli anni!», spiega il Reverendo. Il volto povero dell'America è ignorato da politici e "media", perché mette a nudo la fragilità del sistema capitalista. E ancora una volta chi sostiene i nuovi poveri sono le Organizzazioni Religiose e Caritatevoli. Nulla è cambiato dal 1929!

* Economista, da Londra