"SCHIAVITÙ" DEL DENARO...

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Anche il "Papa" mette in guardia,
contro le "derive" di un "sistema", che rende l’uomo "schiavo".

Loretta Napoleoni*
("Mondo e Missione", Dicembre 2010)

Ancora una volta la voce della Chiesa ci ricorda quanto pericolosa possa essere l'economia se gestita da individui senza scrupoli e moralità. Il Papa – durante il recente "Sinodo" del "Medio Oriente" – ha messo in guardia contro la minaccia rappresentata dai capitali anonimi definiti «una delle grandi potenze della nostra storia». Ingenti somme di denaro che si spostano da un polo all'altro del mondo senza controlli. Dal riciclaggio del denaro sporco sino alle mazzette della corruzione, questi fondi condizionano la nostra vita, senza che noi ce ne rendiamo conto. Anche i capitali finanziari usati solo per speculare, un'attività che ormai ammonta al 30 per cento delle operazioni in "Borsa", rientrano in questa categoria. I danni sono innumerevoli, imprevedibili e globali.
La
Crisi Alimentare del 2008, ad esempio, sta tornando a minacciare il Sud del Mondo. Ad alimentarla è la ripresa della speculazione selvaggia sui mercati delle materie prime. Quest'estate il prezzo del grano è salito alle stelle subito dopo la chiusura delle esportazioni da parte del Governo Russo. Il motivo? Gli speculatori si sono buttati a pesce su questo prodotto, acquistandone e vendendone carichi sul mercato a termine. È bastata quest'attività a far lievitare i prezzi, tagliando fuori una grossa fetta della domanda proveniente dal Sud del Mondo. Tra i due miliardi di poveri che vivono con un paio di dollari al giorno, molti non hanno più potuto acquistare un tozzo di pane perché a "Wall Street" si giocava d'azzardo con i chicchi di grano.
Persino
Benedetto XVI considera i capitali anonimi una delle forme di schiavitù contemporanee e li definisce una sorta di «potere distruttore che minaccia il mondo». «I capitali anonimi pongono l'uomo in schiavitù – denuncia il Papa – , essi non sono più cose dell'uomo, sono invece un potere anonimo al servizio del quale gli uomini si mettono, e per il quale soffrono e muoiono...».
Il Papa ha ragione: la gestione finanziaria sembra aver assunto una vita propria che trascende l'intelligenza dell'uomo. Altrimenti come spiegare il ritorno del "Carry-Trade"? Questa pratica consiste nell'indebitarsi nelle Monete con tasso d'interesse basso per poi investire i soldi in quelle con il tasso più alto. Nei primi Anni Duemila andava di moda indebitarsi in "Yen" a tassi bassi per poi convertirli in altre Monete con le quali si concedevano prestiti o si acquistavano immobili a tassi più elevati. Naturalmente, allo scoppio della Crisi del Credito, tutti sono corsi a ripagare i debiti contratti in "Yen" e questo «rimpatrio» ha fatto salire il valore della Moneta Giapponese. Chi è arrivato ultimo, come l'Islanda, ha dovuto acquistarla a prezzi proibitivi, andando in "bancarotta".
Ebbene non solo non si è vietato il "Carry-Trade", o almeno regolato, ma oggigiorno questa pratica è tornata di moda grazie al "Dollaro", i cui tassi d'interesse sono i più bassi al mondo. Con i soldi presi in prestito si specula ora sul mercato dei cambi. Si acquistano grosse quantità di "Dollari" Australiani e Canadesi, che poi si scambiano, come fossero navi di petrolio. Ecco spiegata l'alta volatilità delle Monete sul mercato dei cambi, ulteriore incentivo alla speculazione. I danni che provoca a chi commercia in prodotti alimentari sono enormi; ecco spiegato perché ci troviamo a ridosso di una nuova Crisi Alimentare.
Benedetto XVI ha tracciato un parallelo tra i primi tempi del
Cristianesimo, quando «il Sangue dei Martiri» ha «depotenziato le false Divinità a partire da quella dell'Imperatore», al mondo di oggi. Anche adesso – ha concluso – , serve «il Sangue dei Martiri, il dolore del grido della Madre Chiesa che trasforma il mondo... che non assorbe i falsi Idoli!».

* Economista, da Londra