I ragazzi di "Starà Boreslav", mille anni dopo

RITAGLI     Quel giovane "calore"     DOCUMENTI
che sa sciogliere gli "idoli"

Papa Benedetto XVI porta ai giovani della Repubblica Ceca la speranza nella fede!

Francesco Ognibene
("Avvenire", 29/9/’09)

C’è un regalo, tra gli altri ricevuti ieri mattina, che deve aver fatto cogliere al Papa di essere stato capito da un Paese che i "numeri" raccontano come in grande maggioranza «ateo». Tra le mani Benedetto XVI si è visto infatti consegnare la copia di un’antica "effigie mariana" celebre in Boemia, una "Vergine con Bambino". Ma non è tanto il suo pregio artistico a colpire oggi: dono di Santa Ludmilla al giovane nipote – quel Re Venceslao oggi venerato come "Patrono" della "Repubblica Ceca" – , l’immagine fu infatti incisa nel metallo ottenuto dalla fusione di alcuni "idoli" pagani. Venceslao la portò sempre sul petto, fino all’ora del "martirio", quando non aveva ancora compiuto trent’anni. Nel crogiolo di una fede che infiamma l’uomo e trasforma la storia, gli’"idoli" del "paganesimo" sono liquefatti dall’irrompere del "Vangelo", che dà forma a una civiltà nuova nella quale non si adorano i propri "miraggi" ma si segue una "Persona", dal fascino senza fine e senza tempo. Quando esce dal "labirinto di specchi" dove non vede altro che se stesso, l’uomo scopre che il cielo e la terra sono "alleati" per sempre nella sua stessa vita quotidiana. Questa inimmaginabile libertà conquistata a ciascuno di noi è ciò che ha spalancato al "cristianesimo" il cuore di giovani come Venceslao, e che ieri – come infinite altre volte a un incontro con "Pietro" – ha calamitato sulla Spianata di "Starà Boleslav" quindicimila giovani "cechi", molti più di quelli che gli "scettici" osservatori locali si attendevano di vedere: in un Paese "ateo" – di quell’"ateismo" d’oggi, popolato dei più stravaganti "idoli" – chi volete voglia ascoltare il Papa? I ragazzi di Praga, poi, "disincantati" come sono? Ma già nella notte di Domenica la storica Spianata mostrava i segni di un fenomeno inatteso: per unirsi a Benedetto molti giovani si andavano infatti accampando su quello stesso suolo che mille anni fa venne bagnato dal sangue di un loro coetaneo, ucciso per un calcolo di potere in odio alla sua disarmata "fedeltà" a Cristo. Una "Veglia" simile a tante vissute nelle "Giornate Mondiali della Gioventù" in giro per il mondo. Niente di diverso, in fondo. Eppure, nel cuore dell’«atea» Boemia, ieri è andato in scena il nuovo miracolo delle "sentinelle del mattino" capaci di mostrare al loro stesso Paese che non tutto è spiegabile da certi "sondaggi" superficiali, da taluni "sociologi" sbrigativi, da qualche "editorialista" saccente. La Boemia, l’Europa, non hanno smarrito Dio: sono state ingannate con un nuovo "paganesimo", e tanti figli del nostro complicato tempo non vedono l’ora di togliersi di dosso questo appiccicoso e umiliante "giogo". Hanno bisogno di occasioni, hanno bisogno di una "Parola".
Ieri dunque la storia è passata di nuovo da "Starà Boleslav", non più attraverso il sangue ma nel felice abbraccio di alcune migliaia di persone nuove e libere nel cuore, che nella mite figura di Papa Benedetto hanno intuito il "maestro" che cercavano, un "padre" per la vita, e che nella "Chiesa" stanno trovando chi parla loro di Cristo come un incontro che libera, oggi al pari di mille anni fa. «In ogni giovane – ha detto il Papa ai quindicimila della Spianata, avanguardia di quella "minoranza creativa" evocata Sabato – c’è un’aspirazione alla felicità talvolta mescolata a un senso di "inquietudine"; un’aspirazione che spesso però l’attuale società dei "consumi" sfrutta in modo falso e alienante». Questa domanda del cuore invece «esige una risposta vera ed esaustiva». Per averla incontrata, Venceslao pagò con la vita. Un piccolo e disarmato "esercito" di suoi giovani connazionali vuole risalire la corrente dell’"ateismo edonista", mostrando che gl’"idoli" – oggi come ieri – al calore del "Vangelo" finiscono per squagliarsi.