Benedetto
XVI chiede ai "Sacerdoti"
di aprirsi all’umanità «digitale»
Per la
"Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010",
il Papa consegna un "Messaggio",
che descrive ai "Preti" le esigenze di «una storia nuova».
Francesco
Ognibene
("Avvenire",
24/1/’10)
Saper riconoscere "Dio che
passa". È la millenaria competenza naturale della "creatura
umana", che nell’età "moderna" sembra però essersi offuscata
fino a smarrirsi in questa nostra contemporaneità "pulviscolare"
dentro il "dedalo" inesauribile delle opinioni. Eppure, lo sappiamo:
per quanto si adoperi, il "clamore" del mondo non riesce a spegnere la
"voce interiore" che ci rende ancora distinguibile una
"Presenza" sottesa ai "segni" della vita quotidiana. A
istinto, Dio lo "sentiamo": capiamo ancora che è Lui, per quanto
insensibile o distratta sia diventata l’anima di ciascuno. Nessuna raffinata
spiegazione "scientifica", "psicologica" o
"economica" riesce infatti da sola a dar conto di ciò che l’intelligenza
coglie e registra, di offrire risposte all’altezza della nostra
"ricerca". Siamo "capaci" di Dio ma è come se ce lo fossimo
dimenticato, nello "stordimento" al quale siamo ormai consegnati.
L’esplosione "digitale" dei "mezzi di comunicazione", dei
loro "strumenti" e "messaggi", non fa altro che alzare il volume col quale dobbiamo
convivere da abitatori della "pubblica piazza"
"mediatizzata", condivisa con tutti. Un rumore di fondo che rende
semmai più acuta quella "nostalgia" infinita del cuore colta da Sant’Agostino.
C’è un solo "canale" che dà sempre il "programma"
giusto, ma è necessario che qualcuno ci aiuti a captare la sua non facile
"frequenza". Basterebbe un "Prete", la figura che deve
«aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo». È sempre bastato,
dentro qualsiasi "cultura". E quando lo "stordimento" cresce
la sua mano si fa ancor più necessaria.
È dunque ai "Sacerdoti" – guide predestinate di una simile
"ricerca" del "Dio che passa" in ogni tempo – che Benedetto
XVI ha pensato di
dedicare il "Messaggio
2010" per la "Giornata
Mondiale delle Comunicazioni",
in calendario Domenica 16 Maggio. Una scelta in qualche modo annunciata nell’"Anno
Sacerdotale",
al quale il Papa sta riservando una cura "magisteriale" continua. Ma
col "testo" diffuso ieri il "Santo Padre" delinea per la
prima volta i tratti di una inedita «pastorale nel mondo digitale», citata per
ben due volte come il percorso necessario all’"annuncio" del
"Vangelo" in quel territorio "mediatico", definito nel "Messaggio
2009" come un
vero «continente» brulicante di vita e in attesa di nuovi
"evangelizzatori". Anche "giù nel cyber-spazio" – per
dirla con lo "scrittore-futurologo" William
Gibson – Dio chiama
"apostoli" "evangelicamente" saldi e
"mediaticamente" credibili, i "Sacerdoti" "in
primis": non "occupatori" di una porzione di suolo – avverte il
Papa – secondo una «mera esigenza di rendersi presente», ma
«"animatori" di "comunità" che si esprimono ormai, sempre
più spesso, attraverso le tante "voci" scaturite dal mondo
"digitale"». Se Dio oggi passa nel "Web
2.0" e nella
"galassia multi-canale" della "tv digitalizzata", i
"Sacerdoti" devono farsi carico della nuova "ricerca" che
sgorga da "navigazioni" e "consumi" entrati nella struttura
stessa dell’esistenza: quasi una loro componente essenziale, una dimensione
nutrita da "strumenti" a loro volta trasformati in prolungamenti dei
"sensi", "protesi" indispensabili per
"connettersi" al prossimo. Altro che "sfizi" per
"tecno-maniaci": "computer", "cellulare" e
"televisore" rivisitati dalla "tecnologia digitale" hanno il
volto amichevole del "compagno di viaggio" quotidiano, e chi ha anime
affidate alla propria cura deve conoscere le "mediazioni" per le quali
oggi passa la ricerca di "notizie", "valori",
"mete", "amicizie". Di Dio, anche.
Non è più il tempo dei soli "Sacerdoti" col "pallino"
delle "comunicazioni": il Papa vuole farlo capire bene, al punto da
scrivere che siamo «all’inizio di una storia nuova»: «Quanto più le
moderne "tecnologie" creeranno relazioni sempre più intense e il
mondo "digitale" amplierà i suoi confini, tanto più egli (il
"Sacerdote") sarà chiamato a occuparsene "pastoralmente"».
Chi avesse dubbi al riguardo venga a Roma, a fine Aprile: il Papa attende tutti
gli «animatori» della "comunicazione" della "Chiesa
Italiana" per un "Convegno" – «Testimoni digitali» – , che
scriverà una delle "prime pagine" di questa «storia nuova». È
anche nel "digitale" che "Dio passa", per aprirci gli occhi
e riconoscerlo, come ai "Discepoli di Emmaus".