Il Papa, e il "Magistero" della "Fraternità"

RITAGLI     Della "carne", e del "sangue"     DOCUMENTI

Francesco, in cammino tra le strade di Rio de Janeiro, accanto alla folla che festeggia il suo arrivo!

Papa Francesco raggiunge il cuore di tutti, vivendo in mezzo al mondo, con lo sguardo della fede...

La spiaggia di Copacabana, con il grande palco, dove il Papa celebrerà la Santa Messa!

Francesco Ognibene
("Avvenire", 1/8/’13)

Lo si potrebbe definire il "Magistero della Papa-Mobile", e almeno nella sostanza non si andrebbe distanti dal vero! C’è, infatti, un modo tutto "Bergogliano" di stare in Cattedra – com’è richiesto a Pietro – , senza protagonismi, né astrazioni, tra la gente, in mezzo a noi, ma moltiplicando l’autorevolezza, anziché giocarsela... E, forse, il simbolo di questo suo modo di insegnare è proprio nei gesti, che ha compiuto a Rio de Janeiro, a bordo della piccola "Jeep", attrezzata a Veicolo Papale, aperto da entrambi i lati ad "altezza-folla", percorrendo per tre volte in altrettanti giorni l’interminabile Lungomare di Copacabana, a passo d’uomo, nell’abbraccio di milioni di giovani, traboccanti entusiasmo. Si è rimasti ogni volta rapiti, a osservarlo, per quasi un’ora, tanto durava il tragitto di quattro chilometri, da un capo all’altro della spiaggia più celebrata del mondo. Nel dialogo tra il Papa che passa, e la gente che lo acclama, abbiamo visto manifestarsi, non solo un legame già pieno di affetto reciproco, ma anche la capacità di Francesco di insegnare mediante se stesso: proteso a salutare, abbracciare, benedire, baciare, e poi afferrare decine di Bandiere lanciate dalla folla, come biglietti d’amore firmati col colore della propria terra (non un Popolo senza volto, dunque, ma gente con storia e radici), fermarsi a dialogare cuore a cuore con i disabili, persino bere con gusto qualche recipiente di "Mate", l’amata bevanda Argentina!
Sulla "Papa-Mobile" di Francesco, il
Vangelo prende corpo, colore, eco: il Pastore tra le pecore, il maestro e i discepoli, Gesù in mezzo alle folle che accorrono al solo scorgerlo, la barca di Pietro che solca il mare di un Popolo che lo invoca, il Samaritano che sa fermarsi quando vede il dolore altrui... La bambina "anencefalica", fatta portare all’Offertorio dell’oceanica Messa di Domenica, a due genitori commossi e "stupìti", che le avevano consentito di nascere, anziché "abortirla", è l’esempio di questo sguardo che sa vedere la vita come un dono di tale valore, da poter essere messa sull’Altare, accanto al Pane e al Vino, pronti per la Consacrazione. Più che spiegare chi è il mio prossimo, mi viene incontro, e gli dà un volto vicino!
Tra noi, c’è il Papa della carne e del cuore, dello sguardo misericordioso che ci rimanda quello di Dio, che spende per chi gli si fa intorno sino all’ultima stilla di energia («Non riposa, nemmeno quando potrebbe!», spiegava, a
Rio, il Portavoce Vaticano, Padre Lombardi, stupefatto dall’energia di un Papa che, in Brasile, è parso letteralmente «inesauribile»). Un messaggio che coincide con chi lo trasmette, è il suo stesso abito, il timbro della sua voce... E i giovani, incrociati per le strade della Metropoli Brasiliana, durante la "Gmg", l’hanno colto, col loro intuito percettivo: prima delle parole dette (anche quelle andate dritte al bersaglio), al loro cuore parla l’uomo, e la sua condivisione profonda di quel che agita il cuore. È un Papa fratello, ecco la parola! E, stando con lui a Rio – tra la moltitudine di Copacabana, o a casa, attraverso vecchi e nuovi "Media" – , abbiamo compreso, persino increduli, quanto ne avevamo bisogno. Sentircelo definitivamente accanto, a ciascuno di noi, è l’esito di Giornate che si sono impresse come un sigillo a quanto avevamo già compreso, dalle Omelie mattutine in Vaticano, al Viaggio a Lampedusa!
La scelta di Francesco di dedicare la prossima
"Giornata Mondiale della Pace" (il "1° Gennaio 2014") alla «Fraternità, fondamento e via per la pace», è, dunque, la conferma di un’evidenza, della quale ormai è consapevole il mondo intero: il Papa non ci "parla" di fraternità, ci è fratello... Prima di spiegare il Vangelo, lo vive! Guardando lui, vediamo la figura dell’"alter Christus, ipse Christus", che dovrebbe ispirare come una meta la quotidianità del Cristiano. Bergoglio ci mostra un Vangelo accessibile, non perché facile, ma calzandolo con la sua spontanea semplicità. E anche la "Papa-Mobile" diventa Cattedra, dalla quale ci ricorda – nel bambino baciato, nel disabile accarezzato, nella Bandiera presa al volo, ed esibita come un trofeo – cos’è la fraternità Cristiana! Cristo vicino, vivo, fratello nostro!