"MISSIONE BANGLADESH"

RITAGLI     "VANGELO" IN "PULLMAN"…     MISSIONE BANGLADESH

«Ogni "incontro" diventa "occasione",
per "testimoniare" un po’ del "Gesù" che è in me!».

Sulle vie del Bangladesh, ogni semplice incontro è occasione per annuciare amore!

Sr. Annamaria Panza
("Missionarie dell’Immacolata", Dicembre 2009)

Stanche e preoccupate perché ormai si era fatto tardi e saremmo dovute rientrare a casa col buio, e ovviamente non avevamo la "torcia" in borsa, Sr. Mariangela ed io saliamo sull'"autobus" – un "double-decker" – che ricorda la presenza "britannica" in questo "Paese". Saliamo da dietro e subito troviamo posto. Di fronte a noi tre ragazzi. Uno di loro ci interpella subito: «Posso sedermi di fianco a voi?». Domanda strana, anzi, fuori luogo in un "Paese" in cui vige ancora la "separazione" degli spazi per gli uomini e per le donne. Rispondiamo che è meglio restare seduti come siamo. Allora chiede se Sr. Mariangela è mia madre e per troncare la" conversazione" rispondo di sì. Gli altri due ragazzi ridono, prendendolo in giro: capisco allora che i tre non sono insieme e che forse il ragazzo non è tutto in sé. Continua: «Avete quella "cosa" al collo perché siete "cristiani"?». «Sì!». «Io lo so perché portate quella "cosa" al collo, perché voi credete che Gesù è morto così e poi è di nuovo vivo!». «È vero, noi crediamo così!». Gli altri si mettono a ridere. Del resto lui parla in modo strano, forse ha bevuto... «Ma chissà poi se è vero che era morto e poi di nuovo vivo! Voi lo avete visto?». «No, noi non lo abbiamo visto, ma crediamo a quelli che l'hanno visto!». Gli altri gli dicono di smetterla. Ma lui continua imperterrito: «Un "Sacerdote" mi ha aiutato tanto; è lui che mi ha raccontato quello in cui credete. E che Gesù ha detto di aiutare tutti, di volere bene a tutti!». «È vero. Dove lo hai conosciuto quel "Sacerdote"?». «A Dhaka!». Stiamo in silenzio per un po'. Penso che magari ha incontrato quel "Prete" in qualche "centro di recupero". Riprende: «"Sorelle"! Anch'io penso che sia vero che l'abbiano visto ancora vivo dopo morto e sapete perché? Perché tutti i "cristiani" che ho conosciuto aiutano gli altri e lavorano per gli altri!». Siamo arrivate alla nostra "fermata". Gli altri si scusano con noi perché ci ha disturbato. Noi li salutiamo, e poi salutiamo il ragazzo e gli diciamo che non ci ha disturbato, anzi ci ha fatto piacere conversare con lui. Scendiamo al buio, ma neanche ce ne accorgiamo: quella "conversazione" ha acceso una "luce" nel nostro cuore.

«"Sister", quello è Gesù!», mi dice una bambina indicando il mio "Crocifisso". «Ed è sulla "Croce"!». Rimango "imbarazzata": non conosco questa bambina, oggi ha giocato con noi sul prato davanti alla "Chiesa" e adesso che tutti gli altri bambini se ne sono andati, lei è rimasta lì con una sua amichetta. «Lo sai perché è sulla "Croce"?», le chiedo. Mi risponde l'amica: «No, lei non lo sa, "Sister"!». Capisco che è "musulmana". Ma la bambina risponde lo stesso: «Lo ha messo il "diavolo"!». E adesso come proseguo? «Giusto, ma Gesù ha accettato di andarci per il bene che ci vuole e perché vuole che andiamo tutti in "Cielo" per vivere per sempre con Dio!». Le bambine corrono via a giocare...

Bangladesh: un "Paese musulmano" con una piccolissima minoranza "cristiana". E qui nella vita "quotidiana", in mezzo a questa gente, noi "annunciamo", soprattutto con la nostra vita, che c'è un "Amore" più grande che ci attende da sempre per donarci una gioia senza fine. Tanti "musulmani" ci chiedono in che cosa crediamo, tanti ci apprezzano per come siamo a disposizione di tutti. Ricordo un ragazzo "musulmano" che, salutandomi prima di partire per l'"estero", mi ha ringraziato, perché non pensava che fuori dalla sua famiglia qualcuno potesse volergli così bene: e non avevo fatto per lui nulla di eccezionale! E ne ricordo un altro che cercava tutte le occasioni per potersi fermare e parlare di "religione".

Io cerco di sfruttare l'innata "curiosità" della gente per cogliere tutte le "occasioni" di "dialogo". A volte non si superano i "luoghi comuni" sul "Paese" di provenienza, il lavoro e la famiglia, ma anche questi discorsi sento che hanno un valore: come una possibilità di accogliere l'altro così com'è e cercare di far passare un po' del "Gesù" che è in me. Altre volte invece ricevo in dono la "condivisione" di una "fede" semplice о provata, piena di "certezze" о desiderosa di confrontarsi con il "diverso". E durante quei "colloqui" io invito sempre Gesù a venire a condurre Lui le nostre parole, ad aiutarci a camminare insieme verso Dio, a toglierci di dosso un po' della nostra "presunzione" per accogliere la "Verità". È vero che sono "colloqui" sporadici senza "continuità", ma io vi vedo un "seme" gettato, una possibilità di "cammino" aperto.

Il mese scorso, mentre aspettavo l'"autobus", mi si è avvicinato un uomo e, dopo essersi presentato, mi ha chiesto se lo riconoscevo. A me sembrava un illustre "sconosciuto". Mi ha detto il suo nome, il mio e che ci eravamo visti quattro anni fa davanti alla nostra "Chiesa". «Si ricorda, "Suora", che ero venuto con i miei amici e ci siamo seduti sul prato a parlare del Bangladesh, dell'Italia, di "Islam" e "Cristianesimo"?». Adesso, sì, mi ricordo! Volevano entrare in "Chiesa" e, per fermarli, mi sono seduta a parlare con loro. «Sono tornato per continuare la "conversazione", ma lei non c'era più; se non le dispiace, quando passo da quelle parti verrò a cercarla, per proseguire quello "scambio" di "idee"!».

Il Signore Gesù giorno dopo giorno ci dona "occasioni" per "testimoniarlo", per seminare la sua "Parola", per rendere ragione della nostra "fede", per "infiammare" altri col suo "amore"... Quanto più il nostro desiderio di "annunciarlo" sarà profondo, tanto più sapremo cogliere tutte le "occasioni" che troviamo nella nostra giornata!