A scuola di "umanità" dai 90mila "Pellegrini"
della "Macerata-Loreto"

RITAGLI     La "rivoluzione" del cuore     DOCUMENTI
che "incendia" il mondo


Giorgio Paolucci
("Avvenire", 15/6/’10)

Quattrocentomila persone alla "Messa" del Papa a Fatima il 13 Maggio, duecentomila in "Piazza San Pietro" per il grande "abbraccio" del "Regina Caeli" promosso da "Associazioni" e "Movimenti" il 16 Maggio, due milioni a Torino per l’"Ostensione" della "Sindone". E l’altra "notte", novantamila nel "cammino notturno" da Macerata a Loreto per quello che da anni è diventato il "Pellegrinaggio" a piedi più frequentato d’Italia. Il "popolo cristiano" c’è. Scosso dagli "accadimenti" che travagliano la "Chiesa", ma radicato nei suoi "fondamenti" e stretto attorno a "Colui" che lo fonda. Lo testimoniano i "grandi numeri" appena ricordati, ma dentro i "numeri" – che di per sé potrebbero diventare un comodo "alibi" per gonfiare orgogliosamente i "muscoli" e mettere tra parentesi "limiti" ed "errori" – ci sono i "volti" e le "storie personali" irripetibili e irriducibili che li compongono, ci sono altrettanti "io" in azione. Tutto ciò era evidente nel "popolo" della "notte" che tra Sabato e Domenica – aderendo all’"invito" lanciato da "Comunione e Liberazione" e raccolto da persone appartenenti alle più diverse "anime" del "Cattolicesimo Italiano" – ha attraversato la "campagna marchigiana": giovani (tantissimi), anziani, gruppi di amici, "Parrocchie", "curiosi", uomini e donne "senza etichetta" convenuti da ogni dove per ringraziare, domandare, offrire, "condividere", cercare, pregare. Un "campionario" di "umanità" fatto di novantamila "pagine", ognuna diversa dall’altra.
Un "popolo" di "cercatori". Non "vagabondi" dispersi e sperduti nella "notte", ma "Pellegrini" in cammino verso una "meta", la "Casa" custodita dal 1294 nel
"Santuario" di Loreto, la "Casa" dove è echeggiato il "Sì" di una ragazza allo scandaloso "annuncio" dell’"Angelo" che ha impresso una direzione nuova all’"umana avventura": Dio si fa "carne" e viene ad abitare in mezzo a noi.
L’"incontro personale" con Cristo mette in movimento l’"io" e continuamente lo "rigenera", come ricorda
Sant’Agostino: «Cerchiamo col desiderio di trovare, e troviamo col desiderio di cercare ancora». E il "Pellegrino" – l’"homo viator" che mille volte cade ma sempre si rialza per camminare verso la "meta" – è l’"immagine" più compiuta e commovente di questa dinamica.
Consapevoli del "limite" costitutivo dell’"umana natura" e del "male" che abita il mondo, i novantamila "Pellegrini" della "Macerata-Loreto" hanno sperimentato che quel "male" non è l’ultima e definitiva "parola" sull’uomo perché la "Resurrezione" è l’avvenimento che domina la "storia", ma domina e muove anzitutto la loro personale "esistenza".
Per molti quella "notte" è stata un "corpo a corpo" col "Mistero" lungo "ventotto chilometri", dal quale sono riemersi stanchi e insieme "rigenerati", con un cuore "rinnovato" dalla consapevolezza che il "Mistero" si è fatto "carne" nella loro "carne". Ha "misericordia" del loro "limite" e teneramente lo "abbraccia". Si commuove e lo muove, scavando la "profondità" dell’"animo umano", così come sono scavati i "gradini" del "sacello marmoreo" che circonda la
"Santa Casa" di Loreto. Domenica mattina, dopo una "notte" di fatica e commozione, migliaia di persone hanno pregato in ginocchio su quei "gradini", per restare qualche minuto vicini alle "pietre" che hanno ascoltato il "Sì" di Maria. Sono "gradini" – raccontano gli "storici" – deformati nei "secoli" dalle ginocchia di milioni di "Pellegrini" venuti nei "secoli" a pronunciare il loro "Sì": "Principi" e "accattoni", "Santi" e "letterati", "soldati" e "contadini". Milioni di "cuori" che si sono sentiti amati dalla "tenerezza" del "Mistero", e per questo sono diventati capaci di amare. Capaci di una "rivoluzione" che continua a "incendiare" il mondo.