"Antidoto" allo "smarrimento" di tante "famiglie"

RITAGLI     Solo la logica dell’"amore"     DOCUMENTI
può "rimotivare" i nostri "giovani"

Don Maurizio Patriciello*
("Avvenire", 13/3/’10)

Nunzia Valente, anziana donna di Pianura, "periferia" napoletana, viene ferocemente assassinata una settimana fa. Colpita violentemente più volte con un martello, la testa chiusa in diversi sacchetti di plastica. Paura, "incredulità", sgomento invadono gli animi di amici e conoscenti. E, angosciante, la "domanda" affiora sulle labbra: «Chi sarà mai stato?».
A distanza di pochi giorni giunge la "risposta". L’anziana signora è stata uccisa da Gianluca Foti, un ventenne della stessa zona. Il "movente" non poteva che essere banale: una "lite" per una piccola somma di denaro. Un mese fa, a pochi chilometri da Pianura, un tredicenne si presenta a scuola con una pistola finta che crede essere vera. Si diverte nel vedere "impallidire" gli amici cui punta contro l’arma. Fa lo "spavaldo" anche con la polizia. Alle spalle una famiglia "distratta" e "lacerata". La Campania, come il resto dell’Italia, si interroga sui suoi figli più giovani. Genitori "spaesati", insegnanti "intimoriti", anziani "diffidenti" chiusi in casa, passano dalla speranza ai "sensi di colpa". «Dove abbiamo sbagliato? In che cosa abbiamo fallito? Che succede?», si chiedono. Succede che tanti nostri ragazzi, chiusi in un mondo che ci è "estraneo", non li conosciamo. Li "sfioriamo", ma non li comprendiamo; li abbracciamo ma senza sapere dove passeranno la serata. È evidente che la famiglia da sola può ben poco per trasmettere alle "giovani generazioni" i "valori" in cui credere e lottare. I genitori – quando ci sono ancora – sono spesso i meno ascoltati perché appaiono, agli occhi dei
"figlioli", "banali" e "scontati". Loro i "maestri" li vanno a cercare altrove. E a queste "autorità" si "sottomettono" con tanta umiltà e obbedienza da fare invidia a una "Monaca" di "Clausura". Stanno insieme per farsi forza e sentirsi meno fragili. La solitudine, la riflessione, l’impegno "serio" li spaventano. In genere studiano poco e male. Nonostante il "diploma", alcuni appena sanno leggere. "Face-book" e il "telefonino" consente loro di sentirsi "cittadini" del mondo, un mondo che svanisce d’incanto appena spento il "computer". Imparano a "stuprare" prima che ad amare; a uccidere anziché dialogare. Insegnare l’"arte" dell’amore deve essere per la "società civile" un traguardo da raggiungere in fretta. Niente coinvolge un "essere umano" più dell’amore. Senza donare e ricevere amore la vita non ha senso.
Troppi ne parlano pur senza averlo mai vissuto. Ci sono amori e amori. C’è chi per amore dona se stesso e chi – dice – per amore ha ucciso l’"amante". Una coppia, una famiglia, una "società" si reggono sulla capacità di amare. Ma chi, debitamente preparato, può indicare ai giovani, come fa la "guida alpina", quali siano i "sentieri" da percorrere e quali quelli da evitare? Lasciato a se stesso l’uomo, soprattutto quando è giovane, si confonde e gli "istinti primordiali" hanno il sopravvento. L’amore è una "creatura" viva, fragile e preziosa. Chi ama gode nel dare gioia. "Dialogo", "perdono", "verità" sono indispensabili perché l’amore viva. Ma è la "fedeltà" che fa coppia con la "felicità".
L’amore è un "fuoco" che riscalda.
L’odio, l’"indifferenza" verso se stessi e gli altri "agghiaccia" il cuore e distrugge il "vivere civile". Occorre aiutare la famiglia a essere più presente nella vita dei "figlioli" e non metterla in conflitto con l’"insegnamento" della scuola. Sostenere e incrementare ogni iniziativa che consente loro di "dialogare" e imparare a rispettare il "Creato" mettendo al centro l’uomo. "Inchinarsi" davanti alla vita quando nasce e quando soffre per una "malattia" lunga e dolorosa. Insieme. Famiglia,
"Chiesa", scuola; "società civile" e "politica". E, soprattutto, le tante "zone franche" – "mezzi di comunicazione" di ogni tipo – dove tutto è possibile senza che mai nessuno è "colpevole" di niente: vere e proprie "balie" – spesso "arcigne" come "streghe" – di tanta nostra cara "gioventù".

* Parroco di San Paolo Apostolo Parco Verde - Caivano (Napoli), Diocesi di Aversa