Aumentano i "Poveri", serve una "Conversione" del "cuore"

RITAGLI     Il "Documento" della "Carità"     DOCUMENTI

Chino Pezzoli
("Avvenire", 28/7/’11)

Benedetto XVI spesso sottolinea che «la povertà e la fame sono il risultato di atteggiamenti egoistici che, partendo dal cuore dell’uomo, si manifestano nel suo agire Sociale».
Un’affermazione forte, che obbliga tutti noi alla responsabilità verso la povertà che dilaga. Quanti poveri nelle nostre
Periferie! Basta uscire di sera e percorrere le strade, i vicoli o tenere aperta la porta dei nostri "Centri di Accoglienza", per renderci conto che i poveri sono sempre di più. Ci guardano, ci chiamano, chiedono aiuto. Sono persone provate dalla sofferenza, dalla miseria, dall’abbandono. Stanno sotto i nostri occhi, questi disperati, vivono in scatoloni, tende, sotto i "cavalcavia", in edifici diroccati; sono affamati, ammalati, sporchi e ci sono anche bambini con le guance rigate dalle lacrime.
Noi "Samaritani", non buoni, ma solo sensibili alla sofferenza, ci fermiamo di fronte a questi poveri. Non chiedeteci il motivo, o come si fa a bloccare la propria fretta e farsi carico della
miseria umana... Sentiamo la puzza, scorgiamo la fame e l’abbandono di questi "derelitti" e facciamo in modo di esserci ed accoglierli. Anche solo per fargli fare una doccia, dare un cambio d’indumenti, disporre di una coperta da buttare per terra ed adagiare un corpo stanco e sfinito per aver camminato una giornata intera. E poi sfamarli con un piatto di pasta, di riso e una "michetta" di pane. Nel loro sacchetto di plastica spesso hanno solo pezzi di pane racimolati nelle pattumiere. I loro bambini che si trascinano dietro sono sporchi e fissano con occhi tristi i nostri bambini ben nutriti, vestiti e profumati. Mi chiedo spesso: tanta povertà la vediamo ancora, cari amici? Per noi "super-nutriti", eleganti, produttori di parole e di immagini "Mediatiche", il povero è una realtà forte che ci fa pensare, commuovere? Mi direte che non basta vederlo, urtare contro questo "muro" della miseria e disperazione, ma poi occorrono rimedi, strategie solidali, "Piani d’Accoglienza" Nazionali, Internazionali.
Sono d’accordo, tutto è necessario per dare ordine, assicurare ai poveri i Diritti Umani sacrosanti! Rimango tuttavia perplesso e sfiduciato quando avverto che è venuta meno la passione caritativa, la spinta solidale immediata. Mi disturba l’indifferenza che ignora i poveri e li allontana sempre di più.
Credo sia importante essere persone "sensibili", ancor prima di compiere un’azione solidale.
Infatti, la persona "sensibile", "sente dentro", nel profondo del proprio sé, il desiderio di fare qualcosa, di aiutare chi soffre. È da questo "sentire" che scaturisce il gesto, la partecipazione all’avventura solidale. Se manca questa "sensibilità", se il nostro "cuore" si è impietrito, aspettiamoci il "rigetto" del povero. Ho un desiderio, lasciatemelo esprimere: progettiamo un piano di recupero umano. Insegniamo ovunque ai piccoli ed ai grandi a stare con le persone povere.
Recuperiamo questo "spessore" umano interiore, se desideriamo una Terra nuova.
Recuperiamoci umanamente. Siamo noi
Credenti (poi ci saranno anche gli altri) che dobbiamo riprendere ad allenarci sulla Strada di Gerico, per recuperare le "ragioni del cuore" e quelle più profonde della Grazia, che fanno sentire che «la Carità di Cristo spinge in noi».
Scartare a priori questa possibilità di recupero della nostra sensibilità è la sconfitta umana più grande e pericolosa che si possa verificare durante la nostra piccola storia. Ed è anche la grande sconfitta del contesto Sociale, Nazionale e Internazionale, che rischia di tamponare solo momentaneamente la fame, le povertà del Mondo attraverso "proclami", "decreti", interventi straordinari. Non dimentichiamo che al termine della nostra piccola storia il "Documento" che dobbiamo avere con noi, per sentirci dire: «Venite, benedetti!», è quello della Carità!