MISSIONE SPERANZA

"ORDO AMORIS"

RITAGLI     Perché ci manca     DIARIO
un’"educazione" dei "sentimenti"

VITTORIO POSSENTI
("Avvenire", 28/11/’13)

Ogni epoca ama, a suo modo! In quella presente, si riscontra un mutamento dell’amore, con l’emergere del "caos" delle relazioni amorose... La confusione, che attualmente vi si dispiega, e travolge tanti, va contro l’"Ordo Amoris"! Sant’Agostino, ne ha introdotto la nozione: «Anche l’amore, si deve amare ordinatamente, perché, con esso, si ama l’oggetto che si deve amare, affinché sia in noi la virtù, con cui si vive bene... Mi sembra, quindi, che definizione breve, e vera, della virtù, è l’ordine dell’amore!». Gli atti dell’amore hanno, dunque, bisogno di un ordine che, oggi, sembra una meta improbabile. Anzi, una parte dell’infelicità degli individui proviene, nella società attuale, dal "caos" delle relazioni amorose, in cui non sembra più possibile, per tanti giovani e adulti, esperire un’educazione dei sentimenti, strutturare la vita emozionale, darle significato, gestire gli affetti!
Il disordine, cui alludo, significa che la relazione amorosa è esposta al rischio, alla fragilità, alla contingenza; la conseguenza, di tale stato di cose, è l’accresciuta vulnerabilità dei singoli, e delle loro relazioni! La mancanza di ordine e struttura infligge al soggetto ferite maggiori, dell’esistenza di regole, che pongano obblighi, e un certo grado di disciplinamento. Si vive in un disordine emozionale, in cui l’altro non è inteso come soggetto, per un incontro stabile, ma come un mezzo, di cui si usa per i propri scopi. L’esperienza dell’amore, che perdura nel tempo, diviene più rara, e come ignota a noi stessi, per il predominio delle esigenze edonistiche immediate, che velano il volto dell’altro, e lo riportano a mezzo, a strumento, per la mia realizzazione e il mio piacere. Anche questo è un esito della gabbia di acciaio della razionalità strumentale, in cui, appunto, tutto rischia di diventare mezzo. Tecnica, e relazione amorosa, sembrano collocarsi agli estremi! Mentre aumenta la competenza tecnica di tanti, diminuisce quella sentimentale di tutti. E l’amore appare una moneta talmente usurata, che la sua inflazione travolge tutto: come la moneta cattiva caccia la buona, così l’amore disordinato caccia quello autentico. Nelle contemporanee relazioni d’amore, riscontriamo un insieme di eventi, che si possono comprendere, come se esse fossero divenute parti di un mercato, altamente competitivo ed instabile: vi è libera concorrenza tra i competitori, estrema facilità di accesso al "mercato", rapida intercambiabilità delle relazioni, loro intrinseca instabilità, libertà di scelta del "consumatore"... Nel mercato dell’amore, i soggetti consumatori si scelgono, e si lasciano, più o meno come si usa, e si cambia, un prodotto! Tutto ciò genera incertezza, che si ripercuote sul sentimento che il soggetto ha di sé, e che si colloca all’opposto di quella sicurezza della relazione amorosa, che proviene dalla stabilità, in cui i "partner" sono certi l’uno dell’altro. L’insicurezza è, invece, l’esito dell’amore entrato nella sfera concorrenziale, dove ciascuno cerca un riconoscimento, che non ottiene. La mancanza di regole, nei rapporti amorosi, produce individui casuali, senza legami e senza tradizioni. Volendo insistere, nel paragone col mercato, l’abbondanza delle possibili relazioni amorose e sessuali rende meno forte la lotta per l’appropriazione, ma anche altamente labili i legami. Il criterio di abbondanza cambia profondamente il soggetto, in paragone con le epoche in cui le relazioni sessuali contingenti, ed estemporanee, erano più rare... Oggi, si ama provvisoriamente, nell’attesa che, dal mercato, emergano candidati migliori!
L’amore non vale più, come un costitutivo essenziale del proprio io, ma come un oggetto di consumo!