P. JEAN MARIE LASSAUSE

RITAGLI     Fedeltà al "Vangelo" e "dialogo"     ALGERIA
nel «Giardino» di Tibhirine

La "storia" di Padre Lassausse, e del "Monastero Algerino",
da cui vennero rapiti ed uccisi sette "Trappisti".
«Una "presenza" che parla ancora a tutta la "Chiesa"».

P. JEAN MARIE LASSAUSE, il "giardinere" di Thibirine (Algeria)...

Anna Pozzi
("Avvenire", 25/3/’11)

Ha le mani grandi e forti di chi è abituato ai lavori manuali. E gli occhi azzurri chiari che rispecchiano il Cielo delle Montagne: quelle delle sue origini, nei "Vosgi" Francesi, e quelle dell’"Atlante" Algerino dove vive da dieci anni. Uomo di terra, abituato a guardare verso il Cielo, Padre Jean Marie Lassausse, Prete della "Mission de France", garantisce da dieci anni una presenza viva e feconda presso il Monastero di Tibhirine, in Algeria. Un luogo che evoca, in prima istanza, violenza e morte. Qui vennero rapiti, esattamente quindici anni fa, nella notte tra il 26 e il 27 Marzo 1996, sette "Monaci Trappisti", poi barbaramente uccisi e decapitati nel Maggio dello stesso anno. Ma Tibhirine, oggi, non è solo un luogo della memoria o una sorta di "Mausoleo" delle sette vittime del "Terrorismo Islamista". È un luogo di vita, di lavoro, di accoglienza. Una Testimonianza Cristiana molto speciale, in una realtà esclusivamente "Musulmana", che si gioca attraverso l’incontro, l’amicizia, il lavoro e la Solidarietà. E che diventa particolarmente significativa nella "Giornata di Preghiera e Digiuno per i Missionari Martiri".
«A mio modo e con tutti i miei limiti, cerco di continuare a scavare quel solco di convivialità, rispetto e collaborazione tracciato dai Monaci in sessant’anni di presenza a Tibhirine!». Padre Jean Marie è in Italia in questi giorni, su invito della Rivista
«Mondo e Missione», che ha promosso, insieme alle "Edizioni San Paolo", la Pubblicazione del suo Libro: «Il giardiniere di Tibhirine». Giardiniere non solo perché Padre Jean Marie è ingegnere agronomo e si occupa in prima persona, insieme a due operai Algerini, delle coltivazioni del Monastero. Ma anche perché, in Lingua "Berbera", "Tibhirine" significa appunto «piccolo giardino», ovvero un luogo fecondo, non solo di frutti della terra, ma anche giardino di pace, di Preghiera, di incontro con l’altro e con un’altra Fede.
«Continuare a coltivare questo giardino – riflette Padre Jean Marie – significa non tanto riprodurre l’esperienza unica e irripetibile dei Monaci, ma cercare di far fiorire di nuovo quel seme. Rivisitare Tibhirine non consiste nel rimpiangere il passato, ma nel costruire il futuro: un’amicizia tessuta nel corso degli anni non scompare quando il rischio di perdere la vita si profila all’orizzonte... È il Vangelo, vissuto sino alle sue estreme conseguenze. Ed è un’eredità che ho cercato di assumermi, con tutte le difficoltà legate al fatto di essere solo, e non in Comunità, ma anche con la gioia di continuare un’esperienza che ha lasciato un ricordo estremamente positivo nella gente!».
Oggi, la presenza di Padre Jean Marie a Tibhirine, si inserisce in un contesto di maggiore sicurezza, rispetto agli anni scorsi, e sicuramente rispetto all’epoca del "Terrorismo Islamista" che negli "Anni Novanta" ha provocato circa 150mila vittime Algerine e 19 Martiri Cristiani, tra cui i sette Monaci. Nonostante le Autorità gli impongano ancora una scorta armata nel tragitto tra
Algeri e il Monastero, oggi Padre Jean Marie si può muovere con maggiore libertà e può soggiornare di notte a Tibhirine, cosa che sino a un paio di anni fa era impensabile. «Si tratta di un ulteriore passo avanti – dice il Sacerdote, animato da uno spirito molto positivo e costruttivo – , che ci permette di intensificare i rapporti con la gente del posto, e di consolidare quel dialogo della vita, portato avanti attraverso la condivisione di gesti semplici ed essenziali con le famiglie vicine!». Oggi Tibhirine significa essenzialmente lavoro agricolo, con una coltivazione di circa sette ettari e oltre 2.500 alberi da frutta. Significa porte aperte a qualsiasi visitatore: Algerino, Turista, Pellegrino... Individui e gruppi si sono moltiplicati soprattutto dopo l’uscita del "Film", «Uomini di Dio», che ha avuto un successo clamoroso, soprattutto in Francia. Ma per quanto riguarda gli Algerini è innanzitutto la memoria e la riconoscenza nei confronti di Fratel Luc, il Medico, che continua ad attirare molte persone e famiglie. Tibhirine è anche un Laboratorio di Ricamo, animato da una Suora Messicana, a cui partecipano una quarantina di donne e ragazze. E sono tanti piccoli Progetti di Sviluppo e Solidarietà. «Ma Tibhirine – conclude Padre Lassausse – è ancora e soprattutto un "luogo-simbolo" della Chiesa d’Algeria. Simbolo di fedeltà al Vangelo e alla Popolazione "Musulmana" del posto. Una presenza Cristiana che continua a parlare non solo alla Chiesa di qui, ma un po’ anche a quella Universale!».