"MISSIONE CAMERUN"

RITAGLI     "CAROVANA DI EVANGELIZZAZIONE"     MISSIONE AMICIZIA

La Carovana di Evangelizzazione, guidata da P. Hervé Marie, in Camerun...

SR. SIMONA PULIGA
("Missionarie dell’Immacolata", Marzo 2010)

Da Agosto sono nella "missione" di Ambam, nel "Sud" del Camerun. Tanti gli incontri fatti, le esperienze, la voglia di capire e di fare "missione". La "Carovana di Evangelizzazione" è la sintesi di tutto questo. È nata per caso da uno scambio di idee con l'"Abbé" Daniel, il "Sacerdote" responsabile dei giovani della nostra "zona pastorale", su come risvegliare i giovani delle nostre "Parrocchie": «Come possiamo risvegliare i giovani delle nostre "Parrocchie"?». «Conosci P. Hervé Marie della "Comunità" di "Saint Jean"?». «Lo conosco bene, è stato mio professore in "Seminario" a Bertoua!».

Quando sono arrivata in Camerun, il 29 Dicembre 2008, le mie "Consorelle" mi avevano invitata a partecipare a un "raduno" di P. Hervé, ma avevo rifiutato. Al ritorno le "Sorelle" mi avevano trasmesso un'impressione molto positiva di lui, descrivendolo come un uomo di Dio che "illuminava" migliaia di giovani, uomini e donne con il suo modo di vivere, la sua opera e la sua "originalità". Nata nel 2000 attorno a P. Hervé Marie, la "Carovana di Evangelizzazione" è un'opera della "Chiesa Cattolica" che lavora per il risveglio "spirituale" dei "fedeli" nelle "Parrocchie". Si fonda sulle parole di Papa Paolo VI, nella sua "Enciclica", "Evangeli Nuntiandi": «La grazia propria della "Chiesa" è l'"evangelizzazione"». Forte della sua esperienza "apostolica", semplice, profondo e pertinente nel suo linguaggio, P. Hervé mette l'accento proprio su quei punti nevralgici dove si manifesta maggiormente il "sonno" dei "fedeli" di oggi. Al "microfono", il "Padre" non risparmia nessuno e non fa concessioni; critica fortemente la "sonnolenza" dei "cristiani". Ai giovani, malgrado le correnti "sociali" devianti, chiede di custodire i "valori" della "verginità" e della "castità", sole garanzie d'una vita affettiva e sessuale riuscita. Parla in maniera diretta ed esplicita di "stregoneria", di "sette" e di tutti i soggetti considerati "tabù". Lo scambio di battute con l'"Abbé" Daniel è diventato una ""telefonata. P. Hervé ci ha dato un appuntamento a Yaoundé. Sorpresi della sua disponibilità, siamo andati all'"incontro". Ci siamo trovati davanti a un uomo semplice, contento di essere al servizio di Dio per i "fratelli". Noi avevamo pensato ad una settimana durante la "Quaresima", ma P. Hervé era libero solo a Settembre. Ci siamo guardati pensando: «Pazienza, non se ne fa nulla!». Ma quando P. Hervé ha visto la nostra "delusione", ha ripreso in mano l'"agenda" e ha accettato. Al ritorno ci siamo subito messi in moto per organizzare l'"evento". La prima "serata" eravamo un centinaio di persone, poi la voce si è sparsa e ne sono arrivati molti di più. Sono stati toccati veramente tanti "cuori" dalle parole appassionate di P. Hervé: essere "cristiani", vivere l'amore per la "Chiesa"... Tutto nasce da un "incontro", così come è stato per i primi "discepoli" che hanno incontrato Gesù e a loro volta sono andati a chiamare altri per portarli da Lui. Il mio incontro con l'"Abbé" Daniel ci ha portato da P. Hervé e lui ci ha mostrato il suo "volto" di uomo che, dopo essersi "convertito", ha ricevuto il grande dono della "predicazione". Un dono che non spreca neanche quando si ritrova semplicemente a fine serata davanti a una "birra". Anche nella semplicità delle "conversazioni" riesce a mostrare il "volto" di Cristo. Questa serie d'"incontri" sta portando frutti. Qualcuno si sta già interrogando sulla sua appartenenza "ecclesiale": avviene di frequente che i "cattolici" abbandonino la "Chiesa" per un'altra senza sapere bene cosa fanno. Qualche giovane chiede di parlare e Domenica una donna ha chiesto di professare il "Credo" davanti a tutti per ricominciare a vivere da "cristiana". Piccole tracce del grande "progetto" di Dio. Fino ad oggi P. Hervé è stato in 250 "Parrocchie" in Camerun, è andato in Rwanda, all'"Isola di Reunion", in Gabon e in Francia, avvicinando di nuovo al "Vangelo" molti "cristiani" che si erano allontanati. Malgrado la "precarietà" dei mezzi, il "Padre" e la sua dinamica "équipe" continuano a rispondere alle numerose chiamate dei "fedeli", percorrendo chilometri e chilometri. La "Carovana" ha raggiunto una grande espansione. L'organizzazione delle "Settimane d'Evangelizzazione" negli "Stadi", chiamata "Christade", ha riunito circa trentamila persone: "fedeli cattolici" e di altre "denominazioni cristiane" che vivono, per una settimana, un momento unico di "comunione" con il Signore attraverso la "Parola" e nella preghiera di "lode".

Un'esperienza diversa di fare "missione" e di essere "Chiesa". È un modo di "andare". "Andare" incontro a quanti si sono "persi", a quanti ancora non hanno incontrato Cristo, a quanti per ragioni differenti sono delusi dalla "Chiesa". Un "andare" che fin dall'inizio ha caratterizzato i "discepoli" di Gesù e ancora è un "imperativo" per ogni "cristiano" d'oggi!