MISSIONE SPERANZA

LA MISSIONE PENSA

RITAGLI     "IO CREDO IN GESÙ!"     ALGERIA

Ogni mese, il "Vescovo" Claude Rault scrive una "Lettera"
alla sua "Diocesi" di
Laghouat-Ghardaia (Algeria).
Pensieri di una "Chiesa" "missionaria" nel "deserto"...

"Io credo in Gesù, presente nell'Eucarestia!"...

Mons. Claude Rault
("Missionarie dell’Immacolata", Marzo 2010)

«Carissimi amici, vorrei dirvi qual è la "fede" che mi attira verso il "largo", non nascondendovi che anch'io vivo dei momenti di "dubbio" e di "perplessità" di fronte ad un avvenire "incerto"...».

Io credo in Gesù, "Verbo" fatto "carne". L'"uomo" Gesù rappresenta il rischio che Dio ha voluto assumersi per venire fino a noi. Mi domando se la relazione tutta particolare di Gesù con le "donne" non sia segnata da questa origine "corporale" puramente "mariana". Il suo corpo proviene da un corpo di "donna" e non portava che il "gene" di Maria! Non mi permetterei comunque di dimenticare Giuseppe e direi, a suo riguardo, che è stato il primo "uomo" sulla terra a cui Gesù abbia detto "Abbà!". Io penso che se la relazione tra Gesù e lui fosse mancata, Gesù non avrebbe mai potuto dire: "Quando pregate dite: Abbà, Padre!".

Io credo in Gesù, rimasto tra noi. A cosa servirebbe la vita di Gesù sulla nostra terra, se ci avesse lasciato per vivere una vita "confortevole" presso suo "Padre"? È entrato nella nostra "carne umana" e non ne è uscito! Ecco ciò che dona senso alla nostra esistenza. E venuto per non ripartire. Dopo aver conosciuto la nostra vita, le nostre pene e le nostre gioie, la nostra sofferenza e la nostra "morte", dopo aver vinto la "morte" stessa, ha cessato di essere "visibile". Questo è tutto. Ma ci ha lasciato innumerevoli "segni" della sua "presenza", come punti di riferimento che dobbiamo "decifrare" e "discernere" con i nostri occhi spesso "confusi".

Io credo nella presenza di Gesù, nella sua "Chiesa". Al di là dei "riti" spesso complicati, oltre tutte le manifestazioni "superficiali", al di là degli sbagli e delle occasioni mancate, Lui è presente. Ed è Lui, io lo credo, che resta discretamente sulla "barca" per impedirle di rovesciarsi. «Io credo nella "Chiesa"»: noi tutti lo diciamo nel nostro "Credo" con quell'"io" insostituibile. Questo significa che aderiamo personalmente a questa "Professione". «Credo in Gesù Cristo presente nella sua "Chiesa"»: questa "fede" impegna tutta la mia vita, investe le mie energie, le mie forze e spesso... mi impedisce di "dormire"!

Io credo in Gesù Cristo, presente nei "poveri". Non tanto nel "povero" che io scelgo, ma in quello che mi arriva, in quello "mal vestito", in prigione, "emigrato", "disperato", in quello che ha fame, in quello che ha sete. Il "povero" è Lui. Di conseguenza, devo credere anche nel "povero" che sono io, un "pover'uomo" al quale Lui viene a rivelare tutta la sua grandezza di "Figlio" di Dio! Le "Beatitudini" sono il cammino "divino" che mi permette di immergermi nel popolo dei "beati" e di formare con loro la "materia prima" del "Regno" di Dio.

Io credo in Gesù, presente nel "lontano" e nel "diverso". Perché è Lui stesso il "diverso". Io vedo il senso profondo dell'"inter-culturalità" nella nostra grande "comunità umana" e nelle nostre "comunità cristiane". Vivere qui in Algeria, in un contesto "umano" e "religioso" segnato dalla "differenza", m'invita ad essere ancora più me stesso. E questo è ciò che ho di più prezioso da offrire all'altro e da ricevere da lui: la mia "differenza" e la sua.

Io credo in Gesù, presente nell'"Eucarestia". Una "Messa" è sempre una "Messa" sul "mondo", una "Messa" sulle nostre vite, su questa "umanità" che ci circonda, su questa "umanità" che noi portiamo in noi stessi. Nella condivisione del "pane" e del "vino"... è ancora Lui. E noi diventiamo misteriosamente carne della sua carne, corpo del suo corpo per essere un'"Eucarestia" vivente per questo "mondo". Non siamo quindi sorpresi se questo "mondo" ci "mangia". Questa "Presenza" ci rende responsabili di ciò che noi portiamo

Ecco ciò in cui credo e che desidero condividere con voi. Il mio "Sì" resta aggrappato a questa fragile "certezza", e sono felice di potervelo umilmente dire. Umilmente, perché sento tutta la "distanza" tra ciò che professo e ciò che vivo.

Ho semplicemente voluto andare al cuore della mia "fede" per raggiungere la vostra. Se ho un "augurio" da fare, lo prendo dalla "Fondatrice" delle "Suore" di "Nostra Signora d'Africa". «Vi auguro Gesù!»... affinché voi siate felici almeno quanto lo sono io, nel servizio del "Regno" che mi è stato affidato!

+ Claude, vostro fratello Vescovo