La "sfida" «rossa» a New Delhi

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del "Sub-Continente" dei "miracoli"

Tra Mumbai e Calcutta, il treno indiano deragliato, per l'attentato maoista...

Riccardo Redaelli
("Avvenire", 29/5/’10)

Di rado conquistano le "prime pagine" dei "giornali" o le "aperture" dei "tele-giornali" e sono di fatto sconosciuti al grande pubblico "occidentale". Eppure, i "terroristi maoisti" rappresentano il primo problema di "sicurezza" dell’India. Secondo alcune stime, negli ultimi quattro anni hanno ucciso un numero di soldati e di "forze di sicurezza" indiane quasi eguale ai soldati della "Nato" caduti in Afghanistan. Calcolando i "civili", sono migliaia le "vittime" di questa "violenza" feroce e sempre più aggressiva.
Ieri, quasi un centinaio di "vittime": passeggeri "inermi" di un treno fra
Mumbai e Calcutta, fatto "deragliare" – secondo gli "inquirenti" – dall’azione di "gruppi maoisti". La loro smentita lascia scettici gli "analisti", dato che proprio i "mezzi di comunicazione", come treni e "bus", sono uno dei "bersagli" privilegiati della loro "violenza rivoluzionaria". È, dunque, quasi certo che le decine di corpi "dilaniate" dalle "lamiere" dei vagoni e le centinaia di "feriti" rimasti intrappolati per quasi tutto il giorno siano da mettere in conto a questa "follia terroristica". E resta comunque la realtà di una crescita degli "attacchi", cui il "Governo" di New Delhi fatica a rispondere.
I "maoisti" – o "naxaliti", come vengono spesso chiamati – sembrano sbucati da un passato intriso di "ideologie" ormai tramontate. Il loro richiamarsi agli "ideali" del "condottiero" del
"comunismo cinese", l’ossessione per la "lotta di classe" nelle "campagne" sembra stridere con il rapido "progresso economico" del "gigante indiano". Al contrario, sono per molti "osservatori" un effetto dell’aumento dei "contrasti" e delle "tensioni economiche". Non a caso, i loro "Santuari" si trovano negli "Stati" del Jharkhand, il Bihar, l’Orissa e il Bengala – l’"India Orientale" – , nascosti nelle "aree forestali" e nelle "zone rurali" ove si concentrano "popolazioni tribali" fra le più "povere" e "sfruttate". Si tratta di un "movimento" di "guerriglia" sviluppatosi negli "Anni ’60" e apparentemente sconfitto nel decennio successivo. In questa decade, invece, vi è stato il suo ritorno, con un’"ideologia" che ha fatto della "violenza" e delle "stragi" la sua matrice più evidente. Spesso sotto i loro "attacchi" sono caduti "attivisti politici" della "sinistra politica", o addirittura "attivisti comunisti" rei di non condividere la "brutalità" della "rivolta maoista". Il loro obiettivo è quello di "liberare" aree nelle quali operare con "impunità" (il "corridoio rosso", lo chiamano in India), ricorrendo alla "guerriglia" e facendo leva sulle "tensioni economiche" e sul risentimento delle popolazioni locali. Dicono di lottare contro lo "sfruttamento" indiscriminato delle "risorse naturali" e "minerarie", di cui beneficiano "multi-nazionali indiane" e "straniere", "autorità locali" e "provinciali", ma che non portano eguale benessere agli "strati sociali" più bassi. Anzi, sono questi ultimi a pagare il prezzo più alto di una "crescita" sbilanciata.
Rispetto al
"terrorismo jihadista", che pure insanguina l’"Unione Indiana", i "maoisti" non solo sembrano in grado di colpire più duramente le "forze di sicurezza" nazionali, ma paiono beneficiare di maggior consenso, proprio perché la loro "piattaforma politica" non è "settaria", ma sfrutta le "diseguaglianze economiche" e "sociali". È proprio per queste considerazioni che la "risposta governativa" sta cercando di essere non solo "militare" e "repressiva". Si è infatti cercato di accompagnarla con programmi di "sviluppo" e con la creazione di "zone economiche speciali" nelle regioni teatro delle "azioni terroristiche". Nonostante l’insoddisfazione di molti fra i "responsabili" delle "forze di sicurezza" impegnate nella "lotta" – alcuni dei quali si sono spinti a richiedere l’uso dell’"arma aerea" contro i "Santuari Maoisti" – , a New Delhi si continua a credere che la pura "repressione" potrebbe portare a una degenerazione del "confronto", provocando una spirale di "violenze", con gli "inermi" abitanti di questa parte d’India a pagare il prezzo maggiore. Una scelta di "cautela" che i continui "attentati" di questi mesi potrebbero indebolire.