MISSIONE SPERANZA

RIFLESSIONE

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il cuore dell’uomo cerca il "Sacro"

Il Monastero Armeno di San Taddeo, alle pendici del Monte Ararat, in Turchia...

JULIEN RIES
("Avvenire", 19/9/’10)

Il tema della montagna considerata come residenza della Divinità è molto diffuso nelle antiche culture. In India il Monte Meru – una montagna mitica – è la dimora di Indra, il Dio della guerra. Il Kailasa è la montagna sulla quale dimora il Dio Viva. L’Olimpo è il luogo del soggiorno di Dei e Dee della Grecia Classica. In Giappone i Vulcani sono considerati la residenza delle Divinità. In Cina, presso i Maestri Taoisti, il Monte K’ouen-Louen è simbolo del soggiorno dell’immortalità. Sulla montagna la Divinità ha fatto ascoltare la sua voce. È il caso del Dio Ittita delle tempeste.
In
Africa e in America i Miti testimoniano di brume, di nubi, di lampi che in prossimità delle montagne segnalano le variazioni dei sentimenti degli Dei in relazione ai comportamenti degli uomini.
Nella
Bibbia il simbolismo della montagna come luogo della Parola di Dio occupa un grande spazio. L’esperienza storica di Israele si radica nella Teofania del Sinai. Dio si è rivelato a Mosé e attraverso di lui ha concluso un’Alleanza con Israele sul Sinai. Nella Bibbia il Sinai diviene un prototipo, un simbolo primordiale dell’incontro di Dio con il suo Popolo: Sion, Tabor, Garizim, Carmelo. Su quest’ultimo Monte il Profeta Elia confonde i Preti di Baal facendo discendere il fuoco dal cielo sull’olocausto da lui preparato.
Numerosi
Pellegrinaggi hanno come meta la sommità delle montagne: l’uomo vi incontra il Divino. In Grecia i più celebri erano le grandi Panatenee che la città di Atene celebrava in onore della sua Dea. Le festività terminavano sulla Collina Santa del Partenone. In Tibet il Monte Kailasa vicino a Ladakh è venerato ad un tempo dai Buddhisti e dagli Indù. Per questi ultimi è il luogo di residenza del Dio Viva. Buddhisti e Indù assimilano il Kailasa al Monte Meru, l’asse del mondo. In Cinese «chaoshan» («andare in Pellegrinaggio») significa andare per avere udienza su una montagna. Il Pellegrino va a celebrare un Culto a un Dio che troneggia su una montagna.
Ogni Santuario è assimilato ad una montagna. I più antichi Pellegrinaggi Cinesi sono i Pellegrinaggi Taoistici molto anteriori alla nostra epoca e avevano tutti come meta le Montagne Sacre. Quando il Buddhismo è entrato in Cina il Pellegrinaggio e divenuto necessario al riconoscimento della sua identità: quattro montagne, le più famose, furono consacrate ai Pellegrinaggi dei Buddhisti.
Anche nella vita di Gesù la montagna occupa un posto di privilegio. Tre volte la troviamo come luogo di manifestazione e di solenne proclamazione. La prima è il Sermone della Montagna con la "carta" delle
Beatitudini. Abbiamo quindi la Teofania della Trasfigurazione di Gesù.
Infine sul Monte degli Ulivi ha luogo l’Ascensione. Del resto, proprio sul Monte degli Ulivi, Matteo e Marco collocano il Discorso Escatologico di Gesù.
Il simbolismo della montagna è contrassegnato da due elementi, l’altezza e il centro, due dimensioni che sottolineano bene la ricerca del Sacro dell’«homo religiosus». La montagna è una via per l’uomo che cerca la trascendenza. L’ascensione è il segno della vocazione spirituale dell’uomo. Sulla montagna l’uomo può meglio udire la voce di Dio perché ivi è vicino al cielo. La montagna è anche un centro in cui l’uomo in cerca del Sacro è in grado di ricevere un messaggio che lo trasforma. I Taoisti vanno in udienza sulla montagna.
Alcune montagne, luoghi Sacri del Buddhismo in Giappone, sono ispiratrici d’illuminazione. In tutto il mondo, migliaia di luoghi di Culto sulla sommità di montagne aiutano l’«homo religiosus» a vivere un’esperienza più intima del Sacro.