MISSIONE SPERANZA

La vita "rallenta".
E apre la "strada" di una grande, semplice "saggezza"

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c’insegna ancora l’"imprevisto"

La neve raggiunge le vette, lungo la costa, a due passi dal mare (Monte Rama, Appenino Ligure)...

Davide Rondoni
("Avvenire", 11/3/’10)

C’è chi alla mattina legge il "giornale" (o accende la "radio" o la "tv" o il "pc") e chi legge il "cielo".
L’uno penserà che la vita è in balia delle tante forze che si contendono nel "magma" della storia e della "quotidianità". Le forze chiare e oscure della "politica", le peripezie dell’"economia", le pressioni dei "media". E considerando tutto questo sente la vita un po’ "assediata", attraversata da possibili guai che si aggiungono a quelli che, per dirla con Lucia nel finale dei "Promessi Sposi", vengono anche se non li cerchi. Invece, chi guarda il "cielo" e vede scendere, come accade in questi giorni, larghi fiocchi di neve intuisce che la vita è forse maggiormente in balia di un altro genere di forze, quelle "naturali".
Un po’ di neve fa rallentare il passo a tutte le nostre città, portentose di auto, di treni, di aerei e di "tram". Un po’ di "bianco" che scende dal "cielo", "sconfigge" la gran potenza "meccanica" che dà il ritmo alla vita. Insomma, guardando il "cielo" dobbiamo considerare anche ora – nell’oltre "Duemila" – la nostra vita "sottomessa" a forze che non generiamo noi, e che paiono ben più di quelle della "politica" e del "potere" in grado di condizionare concretamente e nell’immediato la nostra vita. Che ci appare così piccolissima, paragonata alla "furia" di certi elementi quando si scatenano. Certo, di fronte all’impedimento (quando non alla grave "crisi" che può esser provocata come in alcuni luoghi da "smottamenti", pericoli, eccetera) si può, naturalmente, conoscere la rabbia. Ma di fronte a impedimenti non gravi, a "ritardi", a cambi di "panorama", si può invece conoscere qualcosa che somiglia a una presa di coscienza nuova. Si può vedere le cose di sempre con altri più "limpidi" occhi. Siamo indotti a considerare con più distacco la "pressione" degli appuntamenti, degli impegni, le scadenze degli "orari".
La vita rallenta, e per un attimo almeno si deve riconsiderare. E magari scoprirsi sì più "precaria", più fragile, ma anche per così dire più "naturale", libera di adeguarsi a qualcosa di "imprevisto", di non "pre-determinato". Una vita capace di respirare nell’"imprevisto". Il "maltempo" forse ci può insegnare un po’ di "buona vita"? Sentire più vicini i passi di chi come noi si fa largo in un "marciapiede" innevato e scivoloso, aspettare con pazienza e magari un sorriso che passi chi ha più "età" o chi è più incerto, dare una mano a spalare davanti a un cancello, accettare di dover andare a piedi anziché chiusi nell’"abitacolo" dell’auto, sono tutte esperienze che possono condurci a guardare con maggior "semplicità" la vita. La "saggezza secolare", "contadina" e "marinara", di cui la nostra "nazione" è stata ricca per lunghi secoli, vista la sua "configurazione", ha sempre concepito la vita dell’uomo fortemente inserita nel ciclo delle "evoluzioni" della "natura" e nei suoi ritmi. "Calendari", "proverbi", "usanze" che riguardano tutte le stanze della casa (dalla cucina alla camera da letto) si sono formati lungo i secoli, considerando la vita dell’uomo e della "natura" in stretto rapporto tra loro.
Ora, molto di quel "patrimonio" è perduto. E prevale una specie di vita "neutra" che al di là di certe "grossolane" differenze, come la distinzione del "caldo" dal "freddo", non riconosce più se stessa dentro una scena "mutante" e viva.
Anche il "cibo" tende a essere "uniforme", a non registrare se non limitatamente il fatto d’esser di "stagione" oppure no. Ci sfugge il senso di cosa sia invece vivere il nostro tempo "piccolo", "quotidiano" e limitato di anni, dentro un tempo "grande" che è quello della "natura", degli "elementi", del formarsi a volte "secolare" o "millenario" di fenomeni "naturali". Poi, dunque, arriva invece la neve, un po’ più di neve del solito e allora dobbiamo alzare il nostro muso di "umani", guardare il "cielo", guardare il "panorama" cambiare e cercare come vivere di fronte all’"imprevisto". E forse in questo momento, quasi di "sospensione", si può aprire la via di una grande, semplice "saggezza".