L’"indicazione" del Papa ai "giovani": «Imparate ad amare!»

RITAGLI    Quel senso di "amore infinito"    DOCUMENTI
che trova la sua forma nel "matrimonio"

Papa Benedetto XVI, maestro di vita e sapienza per il cuore dei giovani...

Davide Rondoni
("Avvenire", 25/3/’10)

«Imparare ad amare». Per questo si vive, dice il Papa ai "giovani" che hanno scelto la "frase" come "tema" in preparazione della "Gmg" prossima. Ma come sarebbe a dire? Ad amare forse s’impara? Non è una cosa che viene "spontanea", naturale? Almeno così sembrerebbe a prestar orecchio e sguardo alle infinite, alle trite e ritrite "trasmissioni" ed "esibizioni mediatiche" di amori e "amorazzi", storie "sentimentaloidi" e "chiacchiere" o chiamatele "gossip" su questo e quell’altro che "ammorbano" ore e ore delle nuove "piazze" comuni. Ormai d’"amore" parlano e "straparlano" tutti, non solo più nelle "canzonette", e sembra appunto che non ci sia cosa più risaputa e scontata di cosa è "amare".
Cosa intende dunque, il Papa della prima sorprendente
"Enciclica" sull’"Amore", con "imparare"? Non fa giri di parole. Dice: «Imparare ad amare come Gesù». E a me, a tutti, forse tremano i polsi. Subito ci si sente così infinitamente "sproporzionati". "Amare come Gesù"? La "proposta", la sfida alla "giovinezza", all’inizio più cosciente e intenso della vita è proprio questa.
Non meno di questa. "Amare come Gesù". Come Colui che ha perdonato l’"adultera". E il "ladrone". Come Colui che ha indicato nei bambini un modello e una realtà "sacra". Come Colui che ha avuto la delicatezza "divina" di svegliare dal sonno della "morte" la ragazza figlia di Giairo. Che ha pianto per l’amico morto. Che ha gridato contro l’amico più caro. Che ha "patito" per tutti.
Amare così.
Ma come imparare? Dove? Il Papa non lancia una "proposta" così forte, avvincente e alta senza indicare il "cammino" possibile. Le forme in cui si impara questo "amare come Gesù" sono il "Celibato" di chi si dedica a tutti e a Dio. E il "matrimonio". Il Papa dice ai giovani: "Sposatevi!". Dice quel che non dice quasi più nessuno. Dice quel che sembra assurdo ormai, almeno per i "signori" che manovrano il consenso e l’immaginario "collettivo". Per il "potere".
Dice a ragazzi e ragazze: "Sposatevi!".
Perché nel "matrimonio" imparerete ad "amare come Gesù". Con la stessa "dedizione" totale. Con la medesima "fedeltà". Con il medesimo "compimento" di sé in un "dono" di sé. Attenzione, non dice: il "matrimonio" è il "paradiso". Non dice: non avrete problemi, sarà una bella "passeggiata". Dice: è il modo per imparare ad "amare come Gesù".
"Mistero" dei "misteri", verrebbe da dire. A noi così deboli, così "infedeli", così incostanti viene detto che nel "matrimonio" si impara ad "amare come Gesù". Il Papa è "realista", sa bene che viviamo in un contesto in cui tutto spinge a pensare il "matrimonio" come un mero "contratto" a tempo. Una cosa in cui Dio e l’"infinito" non c’entrano. Una cosa che ha a che fare con una specie di principio "organizzativo" delle relazioni e basta.
Ma l’amore, lo sa bene chi ama, ha dentro di sé la "promessa" dell’"eternità", come diceva il "poeta"
Rilke. Ha la ferita del senso dell’"infinito". Chi ama davvero sa che l’"infinito" dell’amore cerca una forma dell’amore. E che il "matrimonio" è questa forma. È questa cosa dove la "forza" di Dio può molto di più che lo "sforzo" umano.
Il Papa lo sa e non ha timore a indicarlo. Alzando la posta, l’"avventurosità" e il "realismo", rispetto a tutti quanti "blaterano" d’amore e lo staccano dall’"infinito", lo recidono dal suo desiderio d’"eterno". È "controcorrente"? No. Tutto questo è secondo le "correnti" profonde del cuore e della "ragione". Quelle meno visibili forse, oggi in questa epoca "sentimentalista" e "irragionevole". Dove d’amore si parla a ogni angolo, quasi "invocandolo". Pensando di sapere come fare. Come se non lo si dovesse sempre, ogni giorno, "imparare".