MISSIONE SPERANZA

I "dolori", le "ansie" e le "gioie"

RITAGLI     "Maggio" e la "Signora"     DOCUMENTI
alla quale "affidiamo" tutto

Mosaico di MARIA (Ivan Rupnik)...

Davide Rondoni
("Avvenire", 8/5/’10)

"Maggio" piovoso, "Maggio" comunque violentemente "odoroso". Di rose bagnate, di erbe cresciute con potenza, di cieli "svarianti". E mese di "Lei", si dice, della "Madre che sei nei cieli". Dell’"Ave Maria". E uno dice: cosa me ne faccio di un mese di "Maggio" speciale per "Lei"? Cosa serve un mese dedicato a "Lei"? Forse qualche "Prete" l’ha spiegato in queste settimane e m’è sfuggito. Forse non stiamo più attenti a queste cose. E si sta distratti, si pensa: bene, è il mese detto "della Madonna". E tutto va avanti come prima. Fino a che accade qualcosa che non puoi non "affidarLe". Insomma qualcosa che sovrasta talmente le tue forze che ti giri intorno e dici: ma questa cosa a chi la posso "affidare"? Che vuol dire in realtà: chi la può "abbracciare"? Perché "affidare" a "Lei", mica vuol dire una cosa tipo "servizio di pronto intervento". A volte La si pensa come fosse l’"idraulico", sia detto con il massimo rispetto della "Signora". S’è rotto il "tubo", può pensarci "Lei"? Magari s’è rotto proprio quello che bastava tener d’occhio con un po’ di "manutenzione", ma si sa la nostra "pigrizia", anche quella dell’"anima", è tanta... "Lei" risolve perché "abbraccia". Perché un problema "risolto" dà gioia forse al massimo fino all’insorgere di un prossimo problema. E invece un "abbraccio" che tiene tutta la vita la rende più venata di "letizia" e di pace. A "Lei" si può "affidare" tutto. Può essere una cosa piccola e che però ti "angustia" esageratamente o una cosa grandissima che nemmeno sai come "chiamarla". Perché noi uomini siamo fatti così. A volte basta una cosa piccola che non va, una cosa da poco e ci viene l’"ansia". Noi uomini intendo uomini e donne, si capisce. Hai voglia a dire: non ti preoccupare, non è niente. Non funziona e allora si vorrebbe "affidare" anche quella piccola "vigliacchissima" preoccupazione.
Che so, una faccenda di "lavoro", un amico o un marito che non capiscono una cosa, o un figlio che non studia come dovrebbe. Oppure, ci sono quelle altre cose. Le "frustate" in faccia. Quelle "analisi" che non ci si aspettava. O quel maledetto "incrocio".
O proprio lui, no... Ci sono quelle che magari vedi solo in televisione. Le "fiamme" per strada ad Atene per la "proteste" della "crisi", o la povera "disgraziata" che nelle "fiamme" ha messo la sua piccolissima figlia. O la "marea nera" che avvelena il "Pacifico". Insomma tutte quelle cose che ti vien male solo a pensarle, anche se poi pensi: io che ci posso fare? Anche questo secondo pensiero di "impotenza" non ti lascia tranquillo.
E poi c’è da "affidare" non solo i "guai". Ma anche le gioie. E i desideri. Tutti, compresi quelli più "nascosti". I desideri "delicatissimi". Perché anche certe gioie non sai dove metterle. E certe "sorprese" se te le tieni ti fan scoppiare il cuore. E la gioia degli altri quando la vedi... Sì la gioia degli altri, di tuo figlio, della donna che ami, degli amici: a chi "affidarla" perché non si perda, perché sia una nota sempre in quei cuori, una "screziatura" in quegli occhi amati... È il mese più bello. È proprio adatto: la "natura" esplode sotto i nostri occhi, rivela la sua affascinante misteriosa "meraviglia", piena di "sfarzo" e anche di "difetti", di "fioriture" e "marcite", di slanci e di cadute. Anche noi siamo fatti allo stesso modo, "fantastici" e "fragili", pieni di "semine" delicate e di temporali e "mareggiate". «Misterio etterno dell’esser nostro», diceva
Leopardi. Un mese che ci somiglia, si può dire. Forse anche per questo è il "Suo" mese. Di "Lei" che era una come noi. Perciò è, per così dire, "più facilmente" dei nostri, dalla nostra parte. Non c’è bisogno di "spiegarLe" tanto. Ha tutta la gamma del "sentire" umano. Ha avuto le "sette spade". E rideva come una ragazza "bellissima" quando Lo ha visto tornare.