La "Madre Celeste" e la "vittima" dell’"attentato"

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la forza della nostra "stirpe"


Davide Rondoni
("Avvenire", 6/1/’11)

Ancora nel nome di Mariam.
Noi andiamo avanti ancora per quel nome. Che è il nome dell’"Ave Maria piena di grazia", della Ragazza che sta nei Cieli ed è anche il nome della ragazza Martire. Il nome di Lei che fu trafitta da sette spade. E di lei che ha conosciuto la trafittura delle schegge, e perduto il corpo, la voce, il bel viso nella "deflagrazione".
Mariam aveva 22 anni. È una delle vittime di
Alessandria. Una Cristiana uccisa mentre usciva di Chiesa. Il suo viso e i suoi messaggi sono diventati uno dei simboli dell’assurdità di quel gesto che fa tremare. Per se stesso – vile, sprezzante di ogni cosa e soprattutto di Dio – e per quel che tale gesto segnala. Ma noi di fronte a queste ombre, alla oscura semina che in tanti stanno facendo, alla astuta micidiale strategia di persecuzione, noi andremo ancora avanti nel nome di Mariam. Nel nome dei suoi 22 anni. Della sua fede semplice. Della sua speranza.
Che è la speranza invincibile dei
Cristiani. Della stirpe che qualcuno vorrebbe tirare via dal mondo. La stirpe che non dipende dalle logiche del sangue e del potere.
Andremo avanti nel nome di Mariam. Come lei, con il suo sorriso. Con la speranza ragazza.
Con quella giovinezza di fede che han voluto troncare e ora – come sempre accade per il sangue dei
Martiri – invece si dissemina, si amplifica, dà frutti, nel pianto e nell’amore. Frutti già lì, in Egitto, dove a Il Cairo recentemente un "Meeting" gemello a quello dei Cristiani a Rimini è sorto per volere di autorevoli Musulmani come incontro tra amici di fedi diverse.
Siamo sotto attacco ma non ci sentiamo in una guerra tra civiltà perché il
Cristianesimo non è una civiltà, e dunque non è una civiltà opposta alle altre. Ma siamo una stirpe. Un Popolo che vive in tante civiltà e a tutte collabora. Se lo lasciano vivere. Se non gli gettano bombe contro o Leggi discriminanti. La nostra stirpe è antica e giovanissima. Ha più di duemila anni, con Maria che conobbe i dolori del parto, e ha poco più di vent’anni, con la fede di Mariam. E poi la vera bomba, noi della sua strana stirpe lo sappiamo, è lei. La vera "arma", quella che nessuna bomba può eliminare, che nessuna spada può separare dalla sua gioia, la vera arma è Mariam. Una ragazza. Una giovane donna che conosce l’amicizia del Dio fatto carne. Finché esisterà una ragazza così la nostra stirpe sorriderà nel mondo. Lei non era apparentemente niente di speciale, poca cosa, ventidue anni, i gusti normali, i vestiti come tutti. Ma ora sarà lei un’altra protettrice della nostra stirpe. Si aggiunge alla schiera di grandi Santi e sconosciuti ragazzi, alla schiera invincibile di uomini umili o eccelsi il cui cuore ardeva per Cristo, e che ci donano il sorriso anche nelle tenebre. Che ci donano il dono della pace. Che suggeriscono con la loro Santa pazienza qual è la vittoria della nostra stirpe: l’abbraccio al prossimo. No, non abbiamo paura delle ombre che qualcuno vuole portare nel mondo: abbiamo una Ragazza in Cielo e una ragazza nel cuore e il loro sorriso è il segreto della nostra stirpe. Chi getta bombe, chi butta irrisione e disprezzo non lo sa, o forse si accanisce proprio perché lo capisce: non sono altre armi le nostre vere forze. La nostra stirpe prende le sue forze da eventi d’amore, da ragazzi e ragazze come Mariam. Dal Miracolo di Cristo che chiama nel fuoco della giovinezza e che ora ha chiamato Mariam anche nel fuoco delle bombe. La nostra stirpe nasce e rinasce dal sorriso di lei che incontra il sorriso di Lui. Chi non ha idea, chi non ha esperienza di questo non potrà mai capire la dolce invincibilità della stirpe dei Cristiani!