ASSIEME A PIETRO

RITAGLI     «L’"eredità spirituale" di Montini     DOCUMENTI
arricchisce il mondo»

Parla Giuseppe Camadini, "Presidente" dell'"Istituto" dedicato a Paolo VI:
«Era un autentico "maestro di vita". La sua "eredità" costituisce un "messaggio profetico" ancora attuale».

PAPA PAOLO VI (GIOVANNI BATTISTA MONTINI) (1897-1978).

Papa Benedetto XVI in preghiera, a Concesio, presso il Fonte Battesimale...

Lorenzo Rosoli
("Avvenire", 8/11/’09)

Sarà Benedetto XVI a inaugurare oggi la nuova sede dell’"Istituto Paolo VI", edificata a Concesio nel "brolo" della "casa natale" di Montini, e a consegnare il "premio internazionale" a lui intitolato. «Si tratta di un evento eccezionale – spiega Giuseppe Camadini, il Presidente del "Centro Internazionale di Studi e Documentazione" promosso trent'anni fa dall'"Opera per l'Educazione Cristiana" di Brescia – . Penso possa interpretarsi come una conferma di validità della linea seguita fin qui dall'"Istituto" sulla base della traccia formulata da Giovanni Paolo II, che nel 1980 ci disse: "Studiate Paolo VI con amore, studiatelo con rigore scientifico!", nella convinzione che la sua eredità spirituale continua ad arricchire la "Chiesa" e può alimentare le coscienze degli uomini d'oggi, tanto bisognosi di parole di "vita eterna"».

Un "seme" che ha dato "frutto"...

Spetta ad altri valutare il nostro operato. Certo è che nelle nostre intenzioni vi sta l'impegno di tenere viva la "memoria" di Paolo VI e di dare eco ancor oggi alla "profeticità" del suo "messaggio apostolico".

Cosa significa aver portato la "sede" a Concesio?

Significa offrire un'ubicazione stimolante per il richiamo che i luoghi hanno, costituendo la culla delle origini della "famiglia Montini" e della vita di Giovanni Battista Montini, dal suo nascere al fiorire della sua "vocazione sacerdotale" alla sua totale dedizione a Cristo e alla sua "Chiesa".

Ora l'"Istituto" e la "collezione" «Arte e spiritualità» stanno sotto lo stesso «tetto»...

La "contiguità fisica" non potrà che giovare alle "collaborazioni operative", stimolando ad un'attività sinergica, attese le comuni motivazioni, pur nella distinzione delle caratteristiche "istituzionali". «Arte e spiritualità» attesta la sensibilità particolare, l'attenzione che Montini riservò sempre per le "espressioni artistiche". È ben noto il suo "Discorso agli Artisti" del 1964, con il quale evocando le stagioni felici dei rapporti fecondi fra la "Chiesa" e gli "artisti" dal "Medioevo" in poi, auspicò che si ricostituisse ancor oggi un dialogo e un'amicizia.

Quando trent'anni fa si diede vita all'"Istituto", immaginavate si sarebbe fatta tanta strada?

Non mancarono pensosità e preoccupazioni, ma fu precisa anche la determinazione di intraprendere un cammino su una strada nuova, creativa. Si pensò infatti che tante iniziative "celebrative" sarebbero sopravvenute all'indomani della morte di Paolo VI, con dedicazioni di "opere caritative", di "monumenti" e così via. Ma parve che il modo meno inadeguato per ricordare questa personalità, che era stata sommo Sacerdote, Pontefice e altresì "uomo di cultura", potesse essere il realizzare un "Centro di Documentazione" correlato a iniziative di "ricerca scientifica", con la caratteristica, che è propria anche di altre "istituzioni cattoliche" bresciane. Ci si avviò in un nucleo di Sacerdoti e "laici" con gradualità, con senso di concretezza, non senza un poco di "timore" e "tremore", per dirla con San Paolo. Forse si poteva sperare ma non si presumeva di poter compiere tutto questo cammino. Ma molto resta da fare. E vi è da operare anche per la futura generazione.

Quale relazione vi è fra lo "studio scientifico" della "figura", del "pensiero", del "tempo" di Paolo VI e l'approfondimento della "conoscenza" e della "devozione popolare" verso il Papa "bresciano"?

Può esservi un rapporto fecondo; è necessario peraltro che ogni "istituzione" si impegni secondo le proprie finalità. La ricerca della "verità" non può che giovare alla valorizzazione della «popolarità» di Montini, nella misura in cui la sua "dedizione pastorale" si coniugò sempre con la ricerca del rigore del pensiero "teologico" e "filosofico". Non fu un "cattedratico" – salvo un breve insegnamento alla "Lateranense" – , ma fu un grande "maestro di vita", avendo sentito fin dagli anni giovanili propensione e dedizione per l'"educazione". Non è un caso che il "Premio Internazionale Paolo VI" nella sua sesta "sessione" verrà conferito da Benedetto XVI alle «Sources Chrétiennes» proprio per l'ambito dell'"educazione".