RITAGLI     "MISSIONE: UN GESTO D’AMORE..."     DOCUMENTI

P. ANGELO RUSCONI, PIME

Leggo nel "Messaggio" di Papa Benedetto XVI per la "Giornata Missionaria Mondiale" di quest'anno: «Non possiamo tenere per noi l'amore che celebriamo nel "Sacramento" dell'"Eucarestia". Esso chiede per sua natura di essere comunicato a tutti. Ciò di cui il mondo ha bisogno è l'amore di Dio, è incontrare Cristo e credere in Lui!».

Trovo in queste parole la ragione portante della «permanente validità del "mandato missionario"». La consapevolezza che «la vera novità del "Nuovo Testamento" non sta in nuove idee, ma nella figura stessa di Cristo, che dà carne e sangue ai concetti, un "realismo" inaudito»; che Cristo è «l'amore incarnato del Padre»; che in Lui «la divina "compassione" non era mai stata così immediatamente accessibile»: "costringe" la "Chiesa", noi dunque, "discepoli" di Cristo, per coerenza al "dna", a comunicare questo "amore"!

Recita una bella "preghiera" della "Liturgia":
«O Dio, che nel tuo Figlio fatto uomo
ci hai detto tutto e ci hai dato tutto,
poiché nel disegno della tua provvidenza
tu hai bisogno degli uomini per rivelarti,
e resti muto senza la nostra voce,
rendici degni annunziatori
e testimoni della parola che salva!».

Al di là delle apparenze ed indagini, si verifica anche oggi l'episodio ricordato da Giovanni nel suo "Vangelo"; ci sono "Greci" che ci dicono: "Vogliamo vedere Gesù!".

Già nella "Redemptoris Missio", Papa Giovanni Paolo II scriveva: «L'"evangelizzazione" costituisce il primo servizio che la "Chiesa" può rendere a ciascun uomo e all'intera umanità nel mondo odierno, il quale conosce stupende conquiste, ma sembra aver smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza».

Hanno compiuto questo servizio, in pienezza e bellezza, con "modestia" enorme, nella terra di Turchia, l'altro ieri Don Santoro. Ieri – era la "Festa" del "Corpus Domini": "Questo è il mio corpo dato per voi, è il mio sangue versato per voi!" – il "Vescovo" Luigi Padovese.

La "Chiesa", i suoi "Confratelli Cappuccini", i nostri studenti del "Seminario Teologico", che lo hanno avuto "docente" coinvolgente, maestro di "relazioni umane", lo piangono increduli, di lui si gloriano. Uno di loro, "Missionario" in Thailandia, subito, emotivamente, scrive: «È incredibile pensare a quello che gli è capitato... perché il "martirio" è sempre una "sconfitta" per l'umanità, ma nella logica di Dio è un grande gesto di "amore"!».

Tante volte il "Vescovo" Luigi aveva detto: «La Turchia, una terra non facile, terra "apostolica", terra di Paolo. L'ho studiata con passione. La amo!».

Ecco, il pezzo di terra che ogni giorno abitiamo sia, secondo la bella immagine di Papa Benedetto XVI, "il Cortile dei Gentili": spazio aperto ed accogliente, che trasuda simpatia e "amore" per ogni persona.

"Vasi d'argilla", ma contagiati e contagiosi del suo "amore". Con pazienza, con speranza, "sino alla alla fine" servi del "Vangelo".

A cominciare dalla "porta accanto"!

P. Angelo Rusconi, Pime