La "Passione" in "hindi"!
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Compie "cento anni" il "Passion Play" di "Band Lines",
ad Hyderabad.
Iniziata nel 1910 da un "Padre" del "Pime",
la "rappresentazione" della "Passione di Cristo" rivive ogni
anno,
in occasione della "Settimana Santa".
P. Alessandro Sacchi
("Missionari del Pime", Gennaio 2010)
Hyderabad è una moderna
"metropoli" indiana, situata a Sud dell’Altipiano del Deccan, nota
soprattutto per l’industria "informatica", con una popolazione che
al "censimento" del 2001 assommava a circa 3,5 milioni di persone. La
città è oggi la capitale dello Stato indiano dell’Andhra
Pradesh, ma fino al giorno dell’"Indipendenza" dell’India
(1948) era la sede del "Nizam", un "sultano musulmano" che
regnava su una vasta area dell’India centrale. Simbolo della città, uno dei
principali centri di "cultura islamica" in India, è il "Charminar",
un edificio rettangolare sormontato da quattro "minareti", situato nel
"centro storico". Per i "Missionari" del "Pime",
Hyderabad suscita innumerevoli ricordi e nostalgie, in quanto nel 1855 è stata
il punto di partenza di una feconda attività di "evangelizzazione"
dalla quale sono nate ben cinque nuove "Diocesi".
Al mio arrivo in Hyderabad nel 1976 ho scoperto vicino alla
"Cattedrale", situata al centro della città, non lontano dall’antico
palazzo del "Nizam", una piccola "borgata" costituita da
alcune file di "casette" molto modeste, orientate in direzione di una
"Chiesetta", accanto alla quale c’era un grande "spiazzo"
libero. Ben presto sono venuto a sapere che vi abitavano i discendenti dei
"musicisti" del "Nizam", provenienti dalla regione a Sud
dell’Andhra chiamata Tamilnadu, molti dei quali erano "cattolici".
Da qui il nome di "Band Lines", cioè le abitazioni (poste in
fila) dei componenti della "Banda Reale". Durante tutto il periodo
della mia permanenza in India, mentre insegnavo nel "Seminario Regionale" dell’Andhra, ho svolto regolarmente il mio
"ministero" in quella località.
Appena giunto a "Band Lines", ho scoperto un’iniziativa molto
interessante. Proprio nello "spiazzo" accanto alla "Chiesa"
si recita ogni anno, alla sera del "Venerdì Santo", il "Passion
Play", una sacra "rappresentazione" della "Passione del
Signore". Quello che mi ha colpito di più è il fatto che tutta la gente
della "borgata" partecipava alla "manifestazione". I
"costumi" erano custoditi nelle abitazioni e tutti avevano un ruolo
nella recita, nella preparazione della scena e nella "coreografia". Mi
ha anche colpito la grande affluenza di spettatori da tutta la città. È vero,
"manifestazioni" analoghe sono organizzate anche da altre
"Parrocchie", ma quella di "Band Lines" è di gran lunga la
più conosciuta e frequentata.
Ho saputo che il "Passion Play" era stato rappresentato per la prima
volta nel 1910, quando Padre Isidoro Pagani, del "Pime",
"Parroco" della "Cattedrale", lo aveva introdotto come
ringraziamento per la cessazione di un’"epidemia". Da allora l’evento
si è ripetuto ininterrottamente ogni anno. Il "clou" della
"rappresentazione" è una "processione" finale con una
statua del "Crocifisso" in legno, a grandezza naturale, che il Papa
San Pio X, venuto a conoscenza dell’iniziativa, aveva inviato in dono.
Mi sono subito reso conto delle potenzialità di questa iniziativa. Era un’"interfaccia"
particolarmente significativa tra la "comunità cristiana",
numericamente molto limitata, e la "società locale", ancora
impregnata di "cultura musulmana". Questo ruolo, però, veniva svolto
in misura limitata, per diverse ragioni: le scene erano prese esclusivamente
dalla "Passione" ed erano intercalate da lunghi canti, e per di più
il tutto era in "tamil", la lingua originaria della gente di
"Band Lines", sconosciuta alla maggioranza degli abitanti di
Hyderabad.
Ecco allora l’idea di adottare una lingua che fosse conosciuta da tutti e di
far precedere le scene della "Passione" da alcune altre che
illustrassero i punti salienti del "Vangelo". Ne ho parlato con Harry
Philip Domingo, "leader" naturale del gruppo e interprete di
"Gesù Cristo" nel "Passion Play". Mi ha segnalato la
difficoltà di cambiare una "tradizione" ormai consolidata, ma ha
concluso che si poteva tentare. Allora abbiamo deciso di scegliere come lingua l’"hindi",
la più parlata nella città. Ho preparato io stesso un nuovo
"copione" della "rappresentazione", con scene tratte dai
"Vangeli". Intanto, però, avevo concluso la mia permanenza ad
Hyderabad e nel 1982 sono tornato in Italia. Dopo qualche anno sono venuto a
sapere che la proposta era stata accettata e si era passati al nuovo
"copione" in "hindi".
Lo scorso anno, alla vigilia del "Venerdì Santo", ho ricevuto una
telefonata da Hyderabad. Una voce sconosciuta mi invitava a scrivere un
"messaggio" per l’"opuscolo commemorativo" del "100°
Anniversario" del "Passion Play". È stato un tuffo nel passato.
Ho rivisto tante facce che mi sono state vicine in uno dei periodi più
significativi e più impegnativi della mia vita. E mi sono stupito al pensiero
che già un secolo fa c’era qualcuno che si serviva dei "media" per
comunicare la "fede cristiana" in una città "musulmana",
con la partecipazione di tutta una "comunità" e nel rispetto della
"religione" e della "cultura" locali.
"Sito Internet" di P. Alessandro Sacchi: http://www.nicodemo.net/ .